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NOVALESA – L’organo maggiore dell’Abbazia

NOVALESA – L’organo maggiore dell’Abbazia

NOVALESA – L’Organo maggiore dell’Abbazia

Markus Utz

CD Tactus TC 550006

Il CD di cui parlerò oggi riporta i brani del Concerto d’Inaugurazione del lavoro di ricostruzione e restauro dell’organo maggiore dell’Abbazia dei SS, Pietro e Andrea di Novalesa, sulle montagne al di sopra di Susa (TO) tenuto da Markus Utz nel 2007.

L’organo è la presunta ricostruzione storica dell’organo di 12’ che Cesare Catarinozzi aveva costruito per l’Abbazia di Santa Scolastica di Subiaco nel 1687 (o secondo altri 1692). La chiesa abbaziale si presentava allora come una chiesa romanico-gotica con aggiunte rinascimentali e l’organo fu collocato in absida con la sua cassa “serliana” dorata, Verso il 1770 la chiesa fu portata allo stile neoclassico attualmente visibile da Giacomo Quarenghi che fece collocare l’organo sulla cantoria sopra l’ingresso principale ridipingendo la cassa interamente di bianco come attualmente si vede. Il lavoro fu affidato a Celestino Catarinozzi (non si sa se parente e in quale grado a Cesare).

Per esigenze di accompagnamento del Coro, nel 1906 fu costruito da Francesco Morettini un organo positivo collocato dietro l’altare maggiore.

Nel corso dei secoli, l’organo Catarinozzi aveva subito alterazioni e modifiche ma dopo i danni del 1944 era rimasto silente. In vista della visita Pastorale di papa S. Paolo VI all’abbazia nel 1974 fu realizzato un nuovo grande organo Mascioni (op. 953 anno 1973) collocato nella cassa Catarinozzi e in due nicchie dietro l’altare per il corpo corale. Il materiale fonico dell’organo Catarinozzi fu donato agli Oblati dell’Abbazia di Novalesa che avevano riaperto l’Abbazia dopo oltre cent’anni di abbandono, l’organo Morettini fu donato alla chiesa di S. Francesco a Subiaco.

Da notare che a Novalesa esisteva un precedente strumento, costruito nel 1817, poi trasferito nella chiesa di S. Martino Vescovo ad Alpignano (TO), restaurato nel 2005 ed inaugurato il 17 giugno 2006 da Roberto Cognazzo e dal clarinettista Rocco Parisi. Il materiale proveniente da Subiaco venne conservato in un camerone dell’abbazia di Novalesa per 25 anni finché non fu affidato a Glauco Ghilardi nel 2004 per l’inventario e il  progetto di un nuovo organo il più possibile vicino all’originale Catarinozzi. I lavori iniziarono finalmente quando venne realizzata la cantoria sopra l’ingresso principale dell’abbazia e venne disegnata la cassa definitiva con le sue caratteristiche colonne decorate con ghirlande di foglie.

L’organo finito non utilizza parte del materiale ricevuto, risalente a interventi ottocenteschi sull’organo Catarinozzi, ma utilizza tutto il materiale Catarinozzi superstite integrato con una fila acuta del Ripieno (sostituita da una Viola) e con altre canne mancanti o troppo danneggiate per essere riutilizzate. Il somiere è stato ricostruito ex-novo e contiene le canne di Ripieno con base 12’ e due Flauti. Il somiere ha estensione Fa0 – La5 e trattandosi di un somiere nuovo non si comprende perché non siano state aggiunte le tre canne per ogni registro per portarlo all’estensione di Do6 perché di fatto si è esclusa dall’esecuzione su quest’organo della maggior parte della musica sei-settecentesca che necessitano di un’estensione Do1 – Do6 e di quella musica (per esempio alcune Sonate di Domenico Scarlatti) che necessitano di un’estensione Fa0 – Do6 : insomma occorre limitare il repertorio a quel poco che c’è con estensione Fa0 – La5 e a qel poco che c’è con estensione Do1 – La5.

Aggiungiamo solo che nel 1997 l’abbazia ha acquistato un elegante positivo costruito da Dell’Orto e Lanzini e collocato a pavimento nel lato sinistro del presbiterio.

Markus Utz si adegua all’estensione discutibile realizzata (è vero che al tempo di Catarinozzi c’erano organi con tale estensione, ma non ci sono prove che l’organo Catarinozzi non arrivasse fino al Do; se poi pensiamo ai numerosi organi Callido di 12’ tuttora esistenti si vedrà che la loro estensione raggiunge e talvolta supera il Do) e sceglie un repertorio con tali limiti.

Il CD si apre con Bernardo Pasquini, Bergamasca (in cui in un minuto e 48 sec. la registrazione cambia in crescendo dal solo Principale a tutto il Ripieno con l’uccelliera); prosegue con Michelangelo Rossi, Toccata Settima, Corrente Settima, Partite sopra la Romanesca, Toccata 14; Girolamo Cavazzoni, Ricercar Secondo, Canzon sopra Il è bel e bon; Johann Kaspar Kerll, capriccio sopra il Cucù, Canzona 4, Battaglia (in cui il Ripieno sostituisce abbastanza bene le Trompetas en Batalla degli organi spagnoli); Giovanni de Macque, Canzona Francese, Durezze e ligature, Capriccio sopra un soggetto, Consonanze stravaganti, Canzona alla Francese; si conclude con Girolamo Frescobaldi, Toccata cromatica per la levazioine, Toccata Sesta dal secondo Libro, Bergamasca.

In tutti i pezzi Utz si dimostra versatile e appropriato, con cambiamenti di registro (mai più frequenti come nel primo brano) e rubati qua e là che rendono interessante l’ascolto. Purtroppo ha dovuto escludere numerosissimi pezzi degli autori scelti in quanto necessitano dell’estensione fino al Do.

Il libretto si apre con la descrizione dell’organo, della sua storia e del suo restauro. Questo capitolo, piuttosto lungo, è solo in Italiano. Seguono le descrizioni dei brani incisi con note critiche, tradotte anche in Inglese e in Francese, e si conclude con la scheda tecnica dell’organo (solo in Italiano). In copertina c’è una foto dell’organo e in quarta di copertina la scaletta dei brani incisi.

Consigliato agli appassionati del primo barocco e degli organi dall’estensione limitata fino al La e non fino al Do e del repertorio conseguente.

Giugno 2025

Graziano Fronzuto