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Play it again

Il pianoforte più famoso della storia del cinema, quello che Sam, Dooley Wilson, suonava interpretando il brano “As time goes by” nel film Casablanca del 1942, cambia casa. Il collezionista giapponese, che lo aveva acquistato negli anni ottanta, lo ha rivenduto per seicentomila dollari, l’esatta metà di quanti ne sperasse. Il nome di chi se lo è aggiudicato, all’asta di Sotheby di New York, è sconosciuto. Liber Exit esprime l’auspicio che, oltre ad essere un cinefilo intenzionato a celebrare il settantesimo anniversario dell’uscita del film, sia anche un vero e proprio musicista cui poter sempre dire: play it again…

Per saperne di più…
http://africaexpress.corriere.it/2012/12/15/venduto-allasta-per-600-mila-dollari-il-pianoforte-del-film-casablanca/

(di Martha Renzi)

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Calvino e la sua ombra

di Rosanna Fronzuto
“Per italiano e latino avevamo un professore severissimo, un prete che faceva lezioni di livello universitario e che conosceva benissimo la formazione atea di Italo. Era incontentabile, e quando aveva la luna storta se la prendeva con tutti tranne che con lui. Calvino era intelligente e i professori lo sapevano. Era chiuso e silenzioso e quando veniva interrogato aveva una certa difficoltà di parola: impiegava un po’ di tempo a parlare, faceva dei versi, poi si fermava e riprendeva lentamente. In quella vecchia aula ad emiciclo, di solito chi veniva interrogato dava spettacolo, era come se stesse nel loggione di un teatro. Quando Italo, che era in alto, si alzava per prendere la parola, sembrava sdoppiarsi: c’ era lui e dietro c’ era la sua ombra che sembrava ascoltarlo gesticolando. Lui metteva insieme un periodo e si fermava, non si sbrigava mai, la sua ombra stava ad ascoltarlo, allora lui riprendeva. Sembrava incerto ma non lo era per niente.”
Questo è l’originale ricordo di un compagno di liceo dello scrittore in un articolo pubblicato da Il Corriere della Sera molti anni fa e precisamente il 5 ottobre del 2000.

In foto Italo Calvino con Jorge Luis Borges.

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La candela di sego

Scoperta la primissima fiaba di Hans Christian Andersen.
Il manoscritto della favola, finora inedita, dal titolo danese Taellelyset, tradotto in italiano con ‘La candela di sego’, è stato trovato dallo storico Esben Brage all’interno di una scatola custodita sugli scaffali dell’Archivio nazionale di Funen, vicino ad Odense, città natale del grande scrittore.
Per saperne di più…
http://www.lastampa.it/2012/12/14/cultura/scoperta-la-prima-fiaba-di-hans-christian-andersen-fQbAggVjk1KSLCHs8UKqrJ/pagina.html

Foto: illustrazione della fiaba ‘La Regina delle Nevi’.

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