da Graziano Fronzuto | 2 Feb, 2026 | Musica
AQUILEIA – Basilica – l’organo del lato sinistro del transettoӧ
L’orgue de concert (Vol. 4)
Massimo Nosetti
All’organo Francesco Zanin del lato sinistro del transetto della Basilica di Aquileia
Prima di volare nel 2013 prematuramente all’età di 53 anni nelle Celesti Cantorie, divorato da un male incurabile, Massimo Nosetti, illustre organista Italiano, fece in tempo ad incidere una cinquantina di CD, molti dei quali memorabili per l’intensità ed il rigore delle interpretazioni dei brani registrati.
Questo CD ne è una riprova notevole. Registrato nella Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia all’organo a tre manuali del lato sinistro del transetto (dietro al bell’organo Kauffmann del 1890 con la sua fine cassa in stile neoclassico) costruito nel 2000 da Francesco Zanin, offre una panoramica sufficientemente vasta del ricco repertorio di Nosetti al massimo delle sue capacità a 40 anni. Notizie e foto degli organi QUI
Il CD si apre con Alexandre Philippe François Boẽly: Offertoire pour le jour de Pậques; prosegue con Alexandre Guilmant: Marche sur un Thème de Haendel Op.15 n,2; Josef Gabriel von Rheinberger: Sonata n.8 Op.132 in Mi minore (introduction und fuge, intermezzo, scherzoso, Passacaglia); Léon Boẽllmann: Ronde Française Op.37; Edoardo Torres: Saeta n.4; Bjarne Slӧgedal: Variazioni su una melodia popolare norvegese; e si conclude con Flor Peeters: Suite Modale Op.43 (Corale, Scherzo, Adagio, Toccata).
L’organo non è propriamente adatto a tutti i brani registrati ma Nosetti sa scegliere bene i registri e i cambi di tastiera così da rendere l’organo più versatile di quanto non sembri.
Nei brani francesi, Nosetti interpreta i pezzi con la giusta libertà; usa sapientemente la cassa espressiva e dona il giusto pathos romantico a ciascuno di essi.
In posizione centrale del CD c’è la monumentale Sonata n.8 in Mi Minore di Josef Gabriel von Rheinberger eseguita magistralmente in relazione alle capacità sonore dell’organo utilizzato, e per una volta tanto eseguita per intero (spesso di questa Sonata viene eseguita solo la Passacaglia talvolta con l’introduzione). Se ci si poteva aspettare qualche libertà in più, che non avrebbe guastato, l’interpretazione è tutto sommato corretta e nella Passacaglia è addirittura trascinante lungo le seriosissime e tragiche variazioni del tema tanto da far rimpiangere l’accordo finale FF in Mi Minore voluto dallo stesso Rheinberger in luogo del più consolatorio e catartico Mi Maggiore.
Come per i brani Francesi, così per Torres, Slӧgedal e Peeters le interpretazioni sono più che corrette; vale anche qui la regola del prendersi delle libertà in più (ma Nosetti non eccede mai) e dell’uso sapiente della cassa espressiva. Si tratta di Autori poco noti e poco eseguiti e ancor meno incisi per cui trovarli tutti e tre nello stesso CD è cosa più unica che rara.
Il libretto è in Italiano, Francese e Inglese e traccia brevi cenni biografici di ciascun Autore e cenni un po’ più estesi su ciascun brano. C’è la disposizione fonica dell’organo, una panoramica nelle due pagine centrali dell’esterno della Basilica, una foto dell’organo con la sua mostra angolare allo spigolo del lato sinistro del transetto della Basilica, una foto della consolle, mentre in copertina c’è una veduta dell’interno della Basilica ripresa dal centro della navata principale verso la navata laterale sinistra; in quarta di copertina c’è una foto di Massimo Nosetti seduto alla consolle dello strumento.
In conclusione il CD dimostra le potenzialità della musica da concerto per organo solo, ed essendo il 4° Volume di una collana, fa rimpiangere il non aver trovato nessuno degli altri CD di cui si compone la collana stessa.
Assolutamente da non perdere per coloro che non hanno fatto in tempo a conoscere Massimo Nosetti e le sue interpretazioni,
Febbraio 2026
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 2 Dic, 2025 | Musica
VALVASONE – Organo della Cattedrale – organo di SS Pietro e Paolo
L’organo nella Venezia del XVI secolo
Massimiliano Raschietti
CD Symphonia SY 00177
Questo CD è di contenuto assai interessante comprendente unicamente brani di musica veneziana del XVI secolo: Claudio Merulo, Toccata Quarta, La Pazza; Andrea Gabrieli, Ricercar del Primo Tono, Toccata del Nono Tono, Canzon detta Qui la dira; Anonimo, Pavana in passo e mezzo, Bernardo non puol star; Andrea Antico, Chi non crede, Frena donna i tuoi bei lumi, Animoso mio desire; Anonimo, el pomo de lo Pomaro; Claudio Merulo, Toccata Quinta; Hans Leo Hassler, Ricercar Secundi Toni; Gioseffo Guami, Toccata del Secondo Tono, Canzon a quattro. L’organo utilizzato è quello di 12’ costruito nel 1535 da Vincenzo Colombo per il Duomo di Valvasone (provincia di Pordenone) restaurato da Francesco Zanin di Codroipo nel 1999, tranne per i pezzi di anonimo e di Andrea Antico eseguiti sull’organo da tavolo della chiesa dei SS. Pietro e Paolo coevo dell’altro ma di cui non si conosce il costruttore, restaurato da Alfredo Piccinelli di Padova nel 1990, comprendente i soli registri di Flauto 4’ (sempre inserito e collocato nella doppia facciata, anteriore e posteriore, che l’organo possiede), Principale 2’ e Ottava 1’.
Si tratta di due bellissimi strumenti cinquecenteschi, coevi al repertorio inciso nel CD, gli unici due rimasti di scuola veneziana di quel periodo. Infatti, com’è noto, a Venezia gli organi sono stati tutti costruiti o rimpiazzati da strumenti di Pietro Naccnihi, per una certa quota, e per il resto da Gaetano Callido re dei costruttori d’organo veneziani del settecento.
Perciò per suonare la musica veneziana per organo del cinquecento, un repertorio ricchissimo e stupendo, non lo si può fare a Venezia, né nel Veneto o nelle Marche dove gli strumenti storici sono stati tutti costruiti da Gaetano Callido due secoli dopo, ma bisogna andare altrove piuttosto lontano come in particolare a Valvasone, dove ci sono questi due organi originali del cinquecento ben conservati e ben restaurati. Si potrebbe obiettare che nella chiesa di San Salvador, nel lato sinistro del transetto, è stato realizzato nel 2010 da Jurgen Ahrendt un organo con le caratteristiche cinquecentesche (l’organo callidiano fuori uso è stato smontato per essere ricollocato sulla cantoria sulla porta d’ingresso) ma le misure e l’intonazione sono stati desunti dall’organo del Duomo di Valvasone quindi tanto vale usare questo strumento per l’incisione del presente CD.
L’organo del Duomo di Valvasone fu costruito, come abbiamo detto, da Vincenzo Colombo, molto famoso nell’epoca in cui visse tanto da essere nominato manutentore degli organi della Basilica di San Marco a Venezia. Lo strumento ha facciata di 12’ in cinque campi ciascuno con le canne disposte a cuspide (ricordiamo per inciso che gli strumenti di Callido hanno facciata a cuspide con ali laterali) e grandi portelle che da chiuse rappresentano la caduta della manna dal cielo e da aperte rappresentano il sacrificio di Isacco e quello di Melchisedec, realizzate dal Pordenone e completate con i pannelli della cantoria da suo genero Pomponio Amalteo; il suo temperamento è mesotonico e la sua estensione è da Fa0 a Fa5 senza i primi due tasti cromatici.
L’organo conservato in SS.Pietro e Paolo è coevo ma non se ne conosce l’autore. Su di esso l’interprete suona i brani di Anonimo e di Andrea Antico con alimentazione manuale dei mantici cui provvede l’amico avv. Lorenzo Marzona e con accompagnamento dei brani 6-7 e 10-11 con percussioni rinascimentali suonate da Alberto Macchini.
I brani scelti costituiscono un grande affresco di musica rinascimentale Veneziana, dalle imponenti Toccate, dai poderosi Ricercari, dalle eleganti canzoni dai titoli stravaganti ricavati dalle composizioni vocali da cui sono tratti i rispettivi temi. Massimiliano Raschietti si rivela essere un interprete raffinato ed attento, che si prende qualche libertà nei lunghi passaggi di scale e negli incipit delle composizioni. Il brano più lungo e più rappresentativo è il Ricercar Secundi Toni di Hans Leo Hassler (compositore tedesco che tra il 1584 e il 1586 fu allievo di Andrea Gabrieli maestro di cappella a San Marco a Venezia) che Raschietti interpreta come un continuo inesorabile crescendo dalla prima battuta all’ultima, dal solo Principale 12’ fino a tutto il Ripieno.
Gli altri brani si contraddistinguono per la buona scelta dei registri, la ritmica rigorosa con qualche libertà che non guasta, l’approfondita scelta dei fraseggi.
Il libretto, in Italiano e in Inglese, presenta in copertina una Leda e il cigno e in quarta di copertina l’organo del Duomo a portelle aperte, il contenuto va dalla descrizione dei pezzi e dei compositori alla storia degli organi; c’è una foto in b/n dell’organo di SS. Pietro e Paolo e la disposizione fonica di entrambi gli strumenti con la descrizione delle altre caratteristiche foniche e tecniche. La foto dell’organo del Duomo a portelle chiuse è in piccolo sulla copertina della shell a fianco all’elenco dei brani incisi,
Consigliato a chi ama le rarità musicali e i capolavori d’arte organaria antica conservati nelle città di Provincia italiane.
Dicembre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 8 Nov, 2025 | Musica
Gabriel Fauré
Quartetti per pianoforte, violino, viola, violoncello
N.!. in Do minore Op. 15
N.2. in Sol minore Op. 45
Ronan O’Hora, pianoforte; Alberto Lysy, violino; Sophia Reuter, viola; Antonio Lysy, violoncello
CD BNL
Quartetto n.1
Allegro molto moderato – Scherzo Allegro vivo – Adagio – Allegro vivo
Quartetto n.2
Allegro molto moderato – Scherzo Allegro molto – Adagio non troppo – Allegro molto.
Tra le numerose forme di musica da camera, il Quartetto è indiscutibilmente la più praticata, soprattutto nella composizione di Quartetto d’Archi (violino I – violino II – viola – violoncello) dove i quattro solisti hanno parti equivalenti senza che l’uno prevalga sull’altro. Nella composizione pianoforte – violino – viola – violoncello è spesso il pianoforte ad avere la parte del leone prevalendo sugli altri strumenti per virtuosismo e parti solistiche.
Ciò è quanto accade nei due Quartetti composti da Gabriel Fauré dove la parte pianistica è assolutamente prevalente e virtuosistica, come si evince scorrendo l’esecuzione con lo spartito. L’amalgama è tuttavia più paritario di quanto si possa pensare dato che i passaggi più virtuosisticii del pianoforte sono in Piano mentre gli altri strumenti suonano in Forte.
I due Quartetti sono stati composti a distanza di circa un decennio l’uno dall’altro, ed hanno numero d’opera distanti trenta numeri d’opera. Ciò nonostante le due composizioni sono molto omogenee per struttura, movimenti e stile compositivo. Se -come si diceva- il pianoforte fa la parte del leone, gli altri strumenti hanno passaggi virtuosi e melodie particolarmente fluenti e di ampio respiro che sovrastano il lavorio del pianoforte.
I primi movimenti propongono vari temi più o meno sviluppati che si intrecciano e si susseguono senza soluzione di continuità, i secondi sono caratterizzati dal moto perpetuo hw ai sviluppa dal tema iniziale, particolarmente allegro, nei terzi prevalgono melodie cantabili tenute dagli archi e accompagnate dal pianoforte e talvolta viceversa, i quarti sono caratterizzati dalla poliritmia poiché sono in tempo 12/8 alternati a 9/8 ma hanno note accentate aul 1° 3° 5° 7° ottavo invece che 1° 4° 7° come sarebbe naturale.
L’ascolto è molto piacevole, specie seguendo le melodie che con i loro cromatismi sono particolarmente moderne, pur restando sempre cantabili.
Il libretto, in Italiano e in Inglese, riporta brevemente la storia dei concerti prevalentemente da camera di Castelluccio di Pienza (il contenuto del CD è uno di questi concerti) e i curriculum degli artisti. Purtroppo non ci sono note storiche e critiche sui brani incisi né sul compositore. IL CD sponsorizzato dalla BNL è in vendita presso il Castelluccio e mi è stato procurato da mia sorella Rosanna e da Luca, che qui ringrazio,
Consigliato agli amatori della musica da camera, specie di quella a cavallo fra XIX e XX sec. e agli appassionati del virtuosismo pianistico.
Novembre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 14 Ott, 2025 | Musica
MADRID – L’organo della Cattedrale de la Almudena
Cinque prospettive di Bach
Roberto Fresco
CD CMVK 1843
La cattedrale di Santa Maria la Real de Almudena di Madrid è un monumentale edificio completato negli anni ’80 del XX sec. che ospita sulla cantoria sopra l’ingresso principale un grandioso organo costruito da Gerhard Grenzing nel 1999 con 71 registri distribuiti su 4 manuali e pedaliera.
Con questo organo è stato inciso il CD che andrò a recensire con questo articolo. Il CD è in vendita presso il BookShop della Cattedrale e mi è stato gentilmente regalato dal mio amico Erasmo che ha visitato la chiesa nell’agosto 2025. Il brano di apertura è la Toccata e Fuga BWV 565 di Johann Sebastian Bach come da tradizione di CD destinati ai turisti di monumenti famosi con grandi organi all’interno.
Qui però, come vedremo meglio successivamente commentando gli altri brani, la Toccata e Fuga in Re minore funge da esempio per le prospettive di Bach proposte in quanto pezzo dalla genesi enigmatica in quanto la sua struttura ha fatto di recente pensare ad un pezzo scritto originariamente per violino andato perduto e di cui resta questa trascrizione per organo di Bach ma non necessariamente lui in persona ma anche di un suo allievo quale Ludwig Krebs. Fresco inizia con il mordente La-Sol-La che poi viene raddoppiato La-Sol-La-Sol-La e poi triplicato La-Sol-La-Sol-La-Sol-La, poi prosegue rispettando fedelmente lo spartito, rubando qua e là nel corso dei passaggi della Toccata e negli episodi liberi della fuga dove gli effetti in Eco degli arpeggi suggeriscono una esecuzione piuttosto libera. Anche nel finale si prende qualche libertà fra cui la conclusione con un accordo in Re Maggiore anziché in Minore come da spartito.
I brani successivi sono trascrizioni per organo di opere di Bach effettuate da musicisti più o meno famosi il primo dei quali è Oskar Merikanto, organista finnico vissuto a cavallo fra XIX e XX sec., di cui viene eseguita la Sarabanda dalla Suite Francese n.2 BWV 812 e il Preludio dalla Suite Inglese BWV 807, in corrette trascrizioni per organo ben eseguite da Fresco.
Si prosegue con Sigfrid Karg-Elert di cui vengono eseguiti l’Adagio, trascrizione dell’Aria sulla quarta corda dalla Suite per Orchestra BWV 1068, e la Fantasia e doppia Fuga, trascrizione per organo dell’originale per “klavier” (tastiera) BWV 904. L’esecuzione di Fresco è molto cristallina mette bene in luce la melodia dell’Aria sulla quarta corda e le voci della Fantasia e doppia Fuga, in cui l’assegnazione delle voci più basse al Pedale rende il brano organistico.
Poi è il turno di Alexandre Guilmant di cui viene incisa la Sonatina, trascrizione dell’omonimo brano della Cantata Actus Tragicus, che viene eseguita con il giusto ritmo da Fresco, che si prende anche qualche libertà condivisibilissima.
Segue Xavier Darasse di cui viene eseguito l’Adagio dalla Prima Sonata per Violino solo sempre di Bach, dove le voci aggiuntive di mano sinistra e pedale rendono corposo l’etereo brano originale.
Il CD si conclude con sette brani di Bach di cui il primo è la Fuga in Re minore BWV 539/2, trascrizione della fuga in Sol minore per violino solo BWV 1001/2, eseguita con grande rigora stilistico da Fresco che riesce a rendere bene gli accordi dissonanti e gli arpeggi degli episodi liberi dell’originale per violino.
Gli altri sei brani sono Corali dalla raccolta di Schubler: Wachet auf BWV 645, Wo soll ich fliehen hin BWV 646, Wer nur den lieben Gott BWV 647, Meine Seele erhebt den Herren BWV 648, Ach bleib bi uns, Herr Jesu Christ BWV 649, Kommst du nun, Jesu vom Himmel herunter BWV 650. Questi sei Corali dimostrano la padronanza di Bach nel trattamento dei temi, dei Canti Fermi e degli ornati e Fresco si destreggia bene nell’esecuzione anche se non avrebbe guastato qualche cambio di registro e di tastiera in più.
Nel complesso il CD mantiene ciò che promette: presentare Bach sotto diverse prospettive di trascrizioni e di trattamento dei Corali, peccato che così facendo Fresco non utilizzi il quarto manuale, quello con le Ance a forte pressione secondo la tradizione Spagnola e Francese il cui suono riempie acusticamente il grande edificio della Cattedrale de la Almudena,
Il libretto è in Spagnolo e in Inglese ed è sufficientemente esauriente nella descrizione dei brani e dei compositori; c’è il curriculum dell’organista e la ricca disposizione fonica dell’organo. Purtroppo non c’è la fotografia dello strumento anche se c’è una sezione in bianco e nero della cattedrale con la mostra dell’organo abbastanza ben delineata, ma su internet si trovano foto a colori che mostrano la policromia della cassa e i suoi due positivi tergali. In conclusione il CD è vivamente consigliato agli appassionati di Bach.
Ottobre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 18 Giu, 2025 | Musica
NOVALESA – L’Organo maggiore dell’Abbazia
Markus Utz
CD Tactus TC 550006
Il CD di cui parlerò oggi riporta i brani del Concerto d’Inaugurazione del lavoro di ricostruzione e restauro dell’organo maggiore dell’Abbazia dei SS, Pietro e Andrea di Novalesa, sulle montagne al di sopra di Susa (TO) tenuto da Markus Utz nel 2007.
L’organo è la presunta ricostruzione storica dell’organo di 12’ che Cesare Catarinozzi aveva costruito per l’Abbazia di Santa Scolastica di Subiaco nel 1687 (o secondo altri 1692). La chiesa abbaziale si presentava allora come una chiesa romanico-gotica con aggiunte rinascimentali e l’organo fu collocato in absida con la sua cassa “serliana” dorata, Verso il 1770 la chiesa fu portata allo stile neoclassico attualmente visibile da Giacomo Quarenghi che fece collocare l’organo sulla cantoria sopra l’ingresso principale ridipingendo la cassa interamente di bianco come attualmente si vede. Il lavoro fu affidato a Celestino Catarinozzi (non si sa se parente e in quale grado a Cesare).
Per esigenze di accompagnamento del Coro, nel 1906 fu costruito da Francesco Morettini un organo positivo collocato dietro l’altare maggiore.
Nel corso dei secoli, l’organo Catarinozzi aveva subito alterazioni e modifiche ma dopo i danni del 1944 era rimasto silente. In vista della visita Pastorale di papa S. Paolo VI all’abbazia nel 1974 fu realizzato un nuovo grande organo Mascioni (op. 953 anno 1973) collocato nella cassa Catarinozzi e in due nicchie dietro l’altare per il corpo corale. Il materiale fonico dell’organo Catarinozzi fu donato agli Oblati dell’Abbazia di Novalesa che avevano riaperto l’Abbazia dopo oltre cent’anni di abbandono, l’organo Morettini fu donato alla chiesa di S. Francesco a Subiaco.
Da notare che a Novalesa esisteva un precedente strumento, costruito nel 1817, poi trasferito nella chiesa di S. Martino Vescovo ad Alpignano (TO), restaurato nel 2005 ed inaugurato il 17 giugno 2006 da Roberto Cognazzo e dal clarinettista Rocco Parisi. Il materiale proveniente da Subiaco venne conservato in un camerone dell’abbazia di Novalesa per 25 anni finché non fu affidato a Glauco Ghilardi nel 2004 per l’inventario e il progetto di un nuovo organo il più possibile vicino all’originale Catarinozzi. I lavori iniziarono finalmente quando venne realizzata la cantoria sopra l’ingresso principale dell’abbazia e venne disegnata la cassa definitiva con le sue caratteristiche colonne decorate con ghirlande di foglie.
L’organo finito non utilizza parte del materiale ricevuto, risalente a interventi ottocenteschi sull’organo Catarinozzi, ma utilizza tutto il materiale Catarinozzi superstite integrato con una fila acuta del Ripieno (sostituita da una Viola) e con altre canne mancanti o troppo danneggiate per essere riutilizzate. Il somiere è stato ricostruito ex-novo e contiene le canne di Ripieno con base 12’ e due Flauti. Il somiere ha estensione Fa0 – La5 e trattandosi di un somiere nuovo non si comprende perché non siano state aggiunte le tre canne per ogni registro per portarlo all’estensione di Do6 perché di fatto si è esclusa dall’esecuzione su quest’organo della maggior parte della musica sei-settecentesca che necessitano di un’estensione Do1 – Do6 e di quella musica (per esempio alcune Sonate di Domenico Scarlatti) che necessitano di un’estensione Fa0 – Do6 : insomma occorre limitare il repertorio a quel poco che c’è con estensione Fa0 – La5 e a qel poco che c’è con estensione Do1 – La5.
Aggiungiamo solo che nel 1997 l’abbazia ha acquistato un elegante positivo costruito da Dell’Orto e Lanzini e collocato a pavimento nel lato sinistro del presbiterio.
Markus Utz si adegua all’estensione discutibile realizzata (è vero che al tempo di Catarinozzi c’erano organi con tale estensione, ma non ci sono prove che l’organo Catarinozzi non arrivasse fino al Do; se poi pensiamo ai numerosi organi Callido di 12’ tuttora esistenti si vedrà che la loro estensione raggiunge e talvolta supera il Do) e sceglie un repertorio con tali limiti.
Il CD si apre con Bernardo Pasquini, Bergamasca (in cui in un minuto e 48 sec. la registrazione cambia in crescendo dal solo Principale a tutto il Ripieno con l’uccelliera); prosegue con Michelangelo Rossi, Toccata Settima, Corrente Settima, Partite sopra la Romanesca, Toccata 14; Girolamo Cavazzoni, Ricercar Secondo, Canzon sopra Il è bel e bon; Johann Kaspar Kerll, capriccio sopra il Cucù, Canzona 4, Battaglia (in cui il Ripieno sostituisce abbastanza bene le Trompetas en Batalla degli organi spagnoli); Giovanni de Macque, Canzona Francese, Durezze e ligature, Capriccio sopra un soggetto, Consonanze stravaganti, Canzona alla Francese; si conclude con Girolamo Frescobaldi, Toccata cromatica per la levazioine, Toccata Sesta dal secondo Libro, Bergamasca.
In tutti i pezzi Utz si dimostra versatile e appropriato, con cambiamenti di registro (mai più frequenti come nel primo brano) e rubati qua e là che rendono interessante l’ascolto. Purtroppo ha dovuto escludere numerosissimi pezzi degli autori scelti in quanto necessitano dell’estensione fino al Do.
Il libretto si apre con la descrizione dell’organo, della sua storia e del suo restauro. Questo capitolo, piuttosto lungo, è solo in Italiano. Seguono le descrizioni dei brani incisi con note critiche, tradotte anche in Inglese e in Francese, e si conclude con la scheda tecnica dell’organo (solo in Italiano). In copertina c’è una foto dell’organo e in quarta di copertina la scaletta dei brani incisi.
Consigliato agli appassionati del primo barocco e degli organi dall’estensione limitata fino al La e non fino al Do e del repertorio conseguente.
Giugno 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 6 Mag, 2025 | Musica
TREVISO – L’Organo della Chiesa di San Leonardo
Sinfonie e Sonate per Organo del Settecento Organistico Trevigiano
Amedeo Aroma
All’organo Gaetano Callido (1787) della Chiesa di San Leonardo
CD Rivo Alto CRR 9811
Oltre al CD dedicato integralmente a Johann Sebastian Bach inciso sull’organo Kuhn (2000) di cui ho parlato QUI, Amedeo Aroma ha inciso questo CD con musiche di Maestri Trevigiani del Settecento. Nomi per lo più poco noti anche nel mondo degli appassionati, ma che hanno scritto musica decisamente accattivante che meritava ampiamente l’incisione.
Il CD si apre con Andrea Luchesi, Sonata in Due Tempi in Fa maggiore (Espressivo-Allegro con brio), prosegue con Giambattista Tagliasassi, Sonata a due tastadure in Sol maggiore (Allegro Moderato), Adagio in Re minore; Ignazio Spergher, Sinfonia in Do maggiore (Allegro-Andantino -Allegro con brio), Pastorale in Re maggiore (Andantino Sostenuto-Allegro espressivo); Girolamo Schiavon, Allegro Maestoso in Do maggiore; Niccolò Moretti, Sonata ad uso Sinfonia in Re maggiore (Allegro), Sonata ad uso Elevazione in Fa maggiore (Larghetto); Giambattista Botti, Toccata in Re minore (Andantino); si chiude con Gaetano Nave, Sinfonia in Do maggiore (Allegro), Sonata ad uso Orchestra in Do maggiore (Allegro moderato).
Se alcuni autori non sono del tutto sconosciuti (Luchesi, Spergher, Moretti), gli altri sono letteralmente tirati fuori dal dimenticatoio tanto che di loro si ignorano gli anni di nascita e/o di morte. Gli spartiti dei brani incisi, insieme ad altri, sono stati pubblicati in un volume apposito, curato dallo stesso Aroma e da Giuliano Simionato, e pubblicato dall’Ateneo di Treviso Edizioni Ensemble ’900/Diastema.
I brani sono tutti di pari levatura, non vi sono particolari capolavori ma sono tutti caratterizzati da buon mestiere compositivo (come molti brani coevi anche di autori blasonati), nelle ampie melodie, nella freschezza dell’invenzione, nel ritmo, nel fraseggio, nelle modulazioni, negli abbellimenti. Unica pecca, ma fino a un certo punto dato che nel periodo considerato nessun compositore, anche dei più famosi, ne era immune, l’uso del basso con note e/o accordi ribattuti e/o trattato come basso albertino.
Si tratta insomma di melodie accompagnate nel modo più semplice, senza ricorrere a contrappunti o a scale e/o arpeggi ma non per questo poco piacevoli, anzi! L’ascolto è divertente e scorre bene senza cadute di stile o di ritmo che rendono bene l’abbinamento organo/brani scelti.
Il libretto riporta una nota di Giuliano Simionato sul complesso dei brani incisi, tradotta anche in Inglese, la foto e il curriculum (ridotto all’osso) di Aroma, la descrizione dell’organo. In copertina c’è un dipinto che ritrae Treviso nel XVIII sec. In quarta di copertina c’è la foto dell’organo con la sua caratteristica mostra callidiana a cuspide con ali laterali.
Consigliato a tutti gli amatori della musica per strumenti a tastiera del XVIII sec., specie se poco nota, e agli estimatori dell’organo callidiano.
Maggio 2025
Graziano Fronzuto