da Graziano Fronzuto | 2 Feb, 2026 | Musica
AQUILEIA – Basilica – l’organo del lato sinistro del transettoӧ
L’orgue de concert (Vol. 4)
Massimo Nosetti
All’organo Francesco Zanin del lato sinistro del transetto della Basilica di Aquileia
Prima di volare nel 2013 prematuramente all’età di 53 anni nelle Celesti Cantorie, divorato da un male incurabile, Massimo Nosetti, illustre organista Italiano, fece in tempo ad incidere una cinquantina di CD, molti dei quali memorabili per l’intensità ed il rigore delle interpretazioni dei brani registrati.
Questo CD ne è una riprova notevole. Registrato nella Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia all’organo a tre manuali del lato sinistro del transetto (dietro al bell’organo Kauffmann del 1890 con la sua fine cassa in stile neoclassico) costruito nel 2000 da Francesco Zanin, offre una panoramica sufficientemente vasta del ricco repertorio di Nosetti al massimo delle sue capacità a 40 anni. Notizie e foto degli organi QUI
Il CD si apre con Alexandre Philippe François Boẽly: Offertoire pour le jour de Pậques; prosegue con Alexandre Guilmant: Marche sur un Thème de Haendel Op.15 n,2; Josef Gabriel von Rheinberger: Sonata n.8 Op.132 in Mi minore (introduction und fuge, intermezzo, scherzoso, Passacaglia); Léon Boẽllmann: Ronde Française Op.37; Edoardo Torres: Saeta n.4; Bjarne Slӧgedal: Variazioni su una melodia popolare norvegese; e si conclude con Flor Peeters: Suite Modale Op.43 (Corale, Scherzo, Adagio, Toccata).
L’organo non è propriamente adatto a tutti i brani registrati ma Nosetti sa scegliere bene i registri e i cambi di tastiera così da rendere l’organo più versatile di quanto non sembri.
Nei brani francesi, Nosetti interpreta i pezzi con la giusta libertà; usa sapientemente la cassa espressiva e dona il giusto pathos romantico a ciascuno di essi.
In posizione centrale del CD c’è la monumentale Sonata n.8 in Mi Minore di Josef Gabriel von Rheinberger eseguita magistralmente in relazione alle capacità sonore dell’organo utilizzato, e per una volta tanto eseguita per intero (spesso di questa Sonata viene eseguita solo la Passacaglia talvolta con l’introduzione). Se ci si poteva aspettare qualche libertà in più, che non avrebbe guastato, l’interpretazione è tutto sommato corretta e nella Passacaglia è addirittura trascinante lungo le seriosissime e tragiche variazioni del tema tanto da far rimpiangere l’accordo finale FF in Mi Minore voluto dallo stesso Rheinberger in luogo del più consolatorio e catartico Mi Maggiore.
Come per i brani Francesi, così per Torres, Slӧgedal e Peeters le interpretazioni sono più che corrette; vale anche qui la regola del prendersi delle libertà in più (ma Nosetti non eccede mai) e dell’uso sapiente della cassa espressiva. Si tratta di Autori poco noti e poco eseguiti e ancor meno incisi per cui trovarli tutti e tre nello stesso CD è cosa più unica che rara.
Il libretto è in Italiano, Francese e Inglese e traccia brevi cenni biografici di ciascun Autore e cenni un po’ più estesi su ciascun brano. C’è la disposizione fonica dell’organo, una panoramica nelle due pagine centrali dell’esterno della Basilica, una foto dell’organo con la sua mostra angolare allo spigolo del lato sinistro del transetto della Basilica, una foto della consolle, mentre in copertina c’è una veduta dell’interno della Basilica ripresa dal centro della navata principale verso la navata laterale sinistra; in quarta di copertina c’è una foto di Massimo Nosetti seduto alla consolle dello strumento.
In conclusione il CD dimostra le potenzialità della musica da concerto per organo solo, ed essendo il 4° Volume di una collana, fa rimpiangere il non aver trovato nessuno degli altri CD di cui si compone la collana stessa.
Assolutamente da non perdere per coloro che non hanno fatto in tempo a conoscere Massimo Nosetti e le sue interpretazioni,
Febbraio 2026
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 2 Dic, 2025 | Musica
VALVASONE – Organo della Cattedrale – organo di SS Pietro e Paolo
L’organo nella Venezia del XVI secolo
Massimiliano Raschietti
CD Symphonia SY 00177
Questo CD è di contenuto assai interessante comprendente unicamente brani di musica veneziana del XVI secolo: Claudio Merulo, Toccata Quarta, La Pazza; Andrea Gabrieli, Ricercar del Primo Tono, Toccata del Nono Tono, Canzon detta Qui la dira; Anonimo, Pavana in passo e mezzo, Bernardo non puol star; Andrea Antico, Chi non crede, Frena donna i tuoi bei lumi, Animoso mio desire; Anonimo, el pomo de lo Pomaro; Claudio Merulo, Toccata Quinta; Hans Leo Hassler, Ricercar Secundi Toni; Gioseffo Guami, Toccata del Secondo Tono, Canzon a quattro. L’organo utilizzato è quello di 12’ costruito nel 1535 da Vincenzo Colombo per il Duomo di Valvasone (provincia di Pordenone) restaurato da Francesco Zanin di Codroipo nel 1999, tranne per i pezzi di anonimo e di Andrea Antico eseguiti sull’organo da tavolo della chiesa dei SS. Pietro e Paolo coevo dell’altro ma di cui non si conosce il costruttore, restaurato da Alfredo Piccinelli di Padova nel 1990, comprendente i soli registri di Flauto 4’ (sempre inserito e collocato nella doppia facciata, anteriore e posteriore, che l’organo possiede), Principale 2’ e Ottava 1’.
Si tratta di due bellissimi strumenti cinquecenteschi, coevi al repertorio inciso nel CD, gli unici due rimasti di scuola veneziana di quel periodo. Infatti, com’è noto, a Venezia gli organi sono stati tutti costruiti o rimpiazzati da strumenti di Pietro Naccnihi, per una certa quota, e per il resto da Gaetano Callido re dei costruttori d’organo veneziani del settecento.
Perciò per suonare la musica veneziana per organo del cinquecento, un repertorio ricchissimo e stupendo, non lo si può fare a Venezia, né nel Veneto o nelle Marche dove gli strumenti storici sono stati tutti costruiti da Gaetano Callido due secoli dopo, ma bisogna andare altrove piuttosto lontano come in particolare a Valvasone, dove ci sono questi due organi originali del cinquecento ben conservati e ben restaurati. Si potrebbe obiettare che nella chiesa di San Salvador, nel lato sinistro del transetto, è stato realizzato nel 2010 da Jurgen Ahrendt un organo con le caratteristiche cinquecentesche (l’organo callidiano fuori uso è stato smontato per essere ricollocato sulla cantoria sulla porta d’ingresso) ma le misure e l’intonazione sono stati desunti dall’organo del Duomo di Valvasone quindi tanto vale usare questo strumento per l’incisione del presente CD.
L’organo del Duomo di Valvasone fu costruito, come abbiamo detto, da Vincenzo Colombo, molto famoso nell’epoca in cui visse tanto da essere nominato manutentore degli organi della Basilica di San Marco a Venezia. Lo strumento ha facciata di 12’ in cinque campi ciascuno con le canne disposte a cuspide (ricordiamo per inciso che gli strumenti di Callido hanno facciata a cuspide con ali laterali) e grandi portelle che da chiuse rappresentano la caduta della manna dal cielo e da aperte rappresentano il sacrificio di Isacco e quello di Melchisedec, realizzate dal Pordenone e completate con i pannelli della cantoria da suo genero Pomponio Amalteo; il suo temperamento è mesotonico e la sua estensione è da Fa0 a Fa5 senza i primi due tasti cromatici.
L’organo conservato in SS.Pietro e Paolo è coevo ma non se ne conosce l’autore. Su di esso l’interprete suona i brani di Anonimo e di Andrea Antico con alimentazione manuale dei mantici cui provvede l’amico avv. Lorenzo Marzona e con accompagnamento dei brani 6-7 e 10-11 con percussioni rinascimentali suonate da Alberto Macchini.
I brani scelti costituiscono un grande affresco di musica rinascimentale Veneziana, dalle imponenti Toccate, dai poderosi Ricercari, dalle eleganti canzoni dai titoli stravaganti ricavati dalle composizioni vocali da cui sono tratti i rispettivi temi. Massimiliano Raschietti si rivela essere un interprete raffinato ed attento, che si prende qualche libertà nei lunghi passaggi di scale e negli incipit delle composizioni. Il brano più lungo e più rappresentativo è il Ricercar Secundi Toni di Hans Leo Hassler (compositore tedesco che tra il 1584 e il 1586 fu allievo di Andrea Gabrieli maestro di cappella a San Marco a Venezia) che Raschietti interpreta come un continuo inesorabile crescendo dalla prima battuta all’ultima, dal solo Principale 12’ fino a tutto il Ripieno.
Gli altri brani si contraddistinguono per la buona scelta dei registri, la ritmica rigorosa con qualche libertà che non guasta, l’approfondita scelta dei fraseggi.
Il libretto, in Italiano e in Inglese, presenta in copertina una Leda e il cigno e in quarta di copertina l’organo del Duomo a portelle aperte, il contenuto va dalla descrizione dei pezzi e dei compositori alla storia degli organi; c’è una foto in b/n dell’organo di SS. Pietro e Paolo e la disposizione fonica di entrambi gli strumenti con la descrizione delle altre caratteristiche foniche e tecniche. La foto dell’organo del Duomo a portelle chiuse è in piccolo sulla copertina della shell a fianco all’elenco dei brani incisi,
Consigliato a chi ama le rarità musicali e i capolavori d’arte organaria antica conservati nelle città di Provincia italiane.
Dicembre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 8 Nov, 2025 | Musica
Gabriel Fauré
Quartetti per pianoforte, violino, viola, violoncello
N.!. in Do minore Op. 15
N.2. in Sol minore Op. 45
Ronan O’Hora, pianoforte; Alberto Lysy, violino; Sophia Reuter, viola; Antonio Lysy, violoncello
CD BNL
Quartetto n.1
Allegro molto moderato – Scherzo Allegro vivo – Adagio – Allegro vivo
Quartetto n.2
Allegro molto moderato – Scherzo Allegro molto – Adagio non troppo – Allegro molto.
Tra le numerose forme di musica da camera, il Quartetto è indiscutibilmente la più praticata, soprattutto nella composizione di Quartetto d’Archi (violino I – violino II – viola – violoncello) dove i quattro solisti hanno parti equivalenti senza che l’uno prevalga sull’altro. Nella composizione pianoforte – violino – viola – violoncello è spesso il pianoforte ad avere la parte del leone prevalendo sugli altri strumenti per virtuosismo e parti solistiche.
Ciò è quanto accade nei due Quartetti composti da Gabriel Fauré dove la parte pianistica è assolutamente prevalente e virtuosistica, come si evince scorrendo l’esecuzione con lo spartito. L’amalgama è tuttavia più paritario di quanto si possa pensare dato che i passaggi più virtuosisticii del pianoforte sono in Piano mentre gli altri strumenti suonano in Forte.
I due Quartetti sono stati composti a distanza di circa un decennio l’uno dall’altro, ed hanno numero d’opera distanti trenta numeri d’opera. Ciò nonostante le due composizioni sono molto omogenee per struttura, movimenti e stile compositivo. Se -come si diceva- il pianoforte fa la parte del leone, gli altri strumenti hanno passaggi virtuosi e melodie particolarmente fluenti e di ampio respiro che sovrastano il lavorio del pianoforte.
I primi movimenti propongono vari temi più o meno sviluppati che si intrecciano e si susseguono senza soluzione di continuità, i secondi sono caratterizzati dal moto perpetuo hw ai sviluppa dal tema iniziale, particolarmente allegro, nei terzi prevalgono melodie cantabili tenute dagli archi e accompagnate dal pianoforte e talvolta viceversa, i quarti sono caratterizzati dalla poliritmia poiché sono in tempo 12/8 alternati a 9/8 ma hanno note accentate aul 1° 3° 5° 7° ottavo invece che 1° 4° 7° come sarebbe naturale.
L’ascolto è molto piacevole, specie seguendo le melodie che con i loro cromatismi sono particolarmente moderne, pur restando sempre cantabili.
Il libretto, in Italiano e in Inglese, riporta brevemente la storia dei concerti prevalentemente da camera di Castelluccio di Pienza (il contenuto del CD è uno di questi concerti) e i curriculum degli artisti. Purtroppo non ci sono note storiche e critiche sui brani incisi né sul compositore. IL CD sponsorizzato dalla BNL è in vendita presso il Castelluccio e mi è stato procurato da mia sorella Rosanna e da Luca, che qui ringrazio,
Consigliato agli amatori della musica da camera, specie di quella a cavallo fra XIX e XX sec. e agli appassionati del virtuosismo pianistico.
Novembre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 14 Ott, 2025 | Musica
MADRID – L’organo della Cattedrale de la Almudena
Cinque prospettive di Bach
Roberto Fresco
CD CMVK 1843
La cattedrale di Santa Maria la Real de Almudena di Madrid è un monumentale edificio completato negli anni ’80 del XX sec. che ospita sulla cantoria sopra l’ingresso principale un grandioso organo costruito da Gerhard Grenzing nel 1999 con 71 registri distribuiti su 4 manuali e pedaliera.
Con questo organo è stato inciso il CD che andrò a recensire con questo articolo. Il CD è in vendita presso il BookShop della Cattedrale e mi è stato gentilmente regalato dal mio amico Erasmo che ha visitato la chiesa nell’agosto 2025. Il brano di apertura è la Toccata e Fuga BWV 565 di Johann Sebastian Bach come da tradizione di CD destinati ai turisti di monumenti famosi con grandi organi all’interno.
Qui però, come vedremo meglio successivamente commentando gli altri brani, la Toccata e Fuga in Re minore funge da esempio per le prospettive di Bach proposte in quanto pezzo dalla genesi enigmatica in quanto la sua struttura ha fatto di recente pensare ad un pezzo scritto originariamente per violino andato perduto e di cui resta questa trascrizione per organo di Bach ma non necessariamente lui in persona ma anche di un suo allievo quale Ludwig Krebs. Fresco inizia con il mordente La-Sol-La che poi viene raddoppiato La-Sol-La-Sol-La e poi triplicato La-Sol-La-Sol-La-Sol-La, poi prosegue rispettando fedelmente lo spartito, rubando qua e là nel corso dei passaggi della Toccata e negli episodi liberi della fuga dove gli effetti in Eco degli arpeggi suggeriscono una esecuzione piuttosto libera. Anche nel finale si prende qualche libertà fra cui la conclusione con un accordo in Re Maggiore anziché in Minore come da spartito.
I brani successivi sono trascrizioni per organo di opere di Bach effettuate da musicisti più o meno famosi il primo dei quali è Oskar Merikanto, organista finnico vissuto a cavallo fra XIX e XX sec., di cui viene eseguita la Sarabanda dalla Suite Francese n.2 BWV 812 e il Preludio dalla Suite Inglese BWV 807, in corrette trascrizioni per organo ben eseguite da Fresco.
Si prosegue con Sigfrid Karg-Elert di cui vengono eseguiti l’Adagio, trascrizione dell’Aria sulla quarta corda dalla Suite per Orchestra BWV 1068, e la Fantasia e doppia Fuga, trascrizione per organo dell’originale per “klavier” (tastiera) BWV 904. L’esecuzione di Fresco è molto cristallina mette bene in luce la melodia dell’Aria sulla quarta corda e le voci della Fantasia e doppia Fuga, in cui l’assegnazione delle voci più basse al Pedale rende il brano organistico.
Poi è il turno di Alexandre Guilmant di cui viene incisa la Sonatina, trascrizione dell’omonimo brano della Cantata Actus Tragicus, che viene eseguita con il giusto ritmo da Fresco, che si prende anche qualche libertà condivisibilissima.
Segue Xavier Darasse di cui viene eseguito l’Adagio dalla Prima Sonata per Violino solo sempre di Bach, dove le voci aggiuntive di mano sinistra e pedale rendono corposo l’etereo brano originale.
Il CD si conclude con sette brani di Bach di cui il primo è la Fuga in Re minore BWV 539/2, trascrizione della fuga in Sol minore per violino solo BWV 1001/2, eseguita con grande rigora stilistico da Fresco che riesce a rendere bene gli accordi dissonanti e gli arpeggi degli episodi liberi dell’originale per violino.
Gli altri sei brani sono Corali dalla raccolta di Schubler: Wachet auf BWV 645, Wo soll ich fliehen hin BWV 646, Wer nur den lieben Gott BWV 647, Meine Seele erhebt den Herren BWV 648, Ach bleib bi uns, Herr Jesu Christ BWV 649, Kommst du nun, Jesu vom Himmel herunter BWV 650. Questi sei Corali dimostrano la padronanza di Bach nel trattamento dei temi, dei Canti Fermi e degli ornati e Fresco si destreggia bene nell’esecuzione anche se non avrebbe guastato qualche cambio di registro e di tastiera in più.
Nel complesso il CD mantiene ciò che promette: presentare Bach sotto diverse prospettive di trascrizioni e di trattamento dei Corali, peccato che così facendo Fresco non utilizzi il quarto manuale, quello con le Ance a forte pressione secondo la tradizione Spagnola e Francese il cui suono riempie acusticamente il grande edificio della Cattedrale de la Almudena,
Il libretto è in Spagnolo e in Inglese ed è sufficientemente esauriente nella descrizione dei brani e dei compositori; c’è il curriculum dell’organista e la ricca disposizione fonica dell’organo. Purtroppo non c’è la fotografia dello strumento anche se c’è una sezione in bianco e nero della cattedrale con la mostra dell’organo abbastanza ben delineata, ma su internet si trovano foto a colori che mostrano la policromia della cassa e i suoi due positivi tergali. In conclusione il CD è vivamente consigliato agli appassionati di Bach.
Ottobre 2025
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 5 Lug, 2025 | Uncategorized
Schwerin – l’Organo della Cattedrale
Musiche per organo di Franz Liszt 1811-1886
Hans-Jűrgen Kaiser all’organo Friedrich Ladegast (1870) della cattedrale di Schwerin
CD Brilliant Classics 92208
L’organo gigante della Cattedrale di Schwerin è un dii Firedrich Ladegast con i suoi 92 registri disposti su 4 manuai e pedaliera ed è noto come “organo di Franz Liszt” per la collaborazione prestata dal musicista in fase progettuale (sicuramente sua è l’introduzione del Bordone 32’ al Grand’Organo e di altri registri molto particolari di cui è ricca la disposizione fonica) e per essere destinato, nel giorno dell’inaugull’orazione, alla esecuzione pubblica di un grande pezzo che Liszt avrebbe scritto apposta.
Negli anni in cui Ladegast lavorò a questo strumento, dal 1868 al 1870, Liszt fu distolto dalla composizione del pezzo commissionato e non fece in tempo a consegnarlo per l’inaugurazione. Così venne eseguito il suo Preludio e Fuga sul nome di BACH mentre solo successivamente fu eseguito il pezzo commissionato, la Fantasia e Fuga sul corale “Ad nos ad Salutarem Undam” dall’oratorio “il Profeta” di Meyerbeer.
Ovviamente tali pezzi non potevano che essere eseguiti con due bravi registranti per seguire tutte le indicazioni di Liszt, che comportano cambi di registro e di tastiera in continuazione in tutti i suoi pezzi per organo. Liszt guardava avanti, a quando le trasmissioni non più meccaniche come in questo strumento avrebbero consentito di dotare gli organo di Combinazioni Libere e di Aggiustabili.
Il CD è naturalmente dedicato a Liszt e contiene tre brani monumentali: il Preludio e Fuga sul nome di BACH, le Variazioni su “Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen” (piangere, lamentarsi, preoccuparsi, esitare), la Fantasia e Fuga su “Ad nos ad salutarem undam”. Nei tre brani Kaiser dimostra un piglio deciso e spiccatamente romantico, con ampi rubati, libertà di ritmo e di timbrica, con il mantenere sempre viva la tensione dell’esecuzione anche nei lunghi adagi che costellano le composizioni e che sono al limite della noia, se non si è un bravo interprete. Il giudizio sulle interpretazioni è ampiamente positivo ma c’è qualcosa che lascia perplesso l’ascoltatore dalla prima all’ultima nota incise.
Si tratta dell’intonazione dell’organo che, data la mole e i registri che ha, la si sarebbe attesa brillante e trascinante come i pezzi di Liszt incisi. Invece l’organo sembra aver perso la sua intonazione originaria e di essa resta soltanto un’ombra forte ma mai fortissima, dolce ma quasi belante, coi fondi abbondantemente “melassati”. Eppure l’organo era stato sottoposto ad un lungo restauro da parte di Alexander Schuke fra il 1980 e il 1986 per cui viene da domandarsi se abbia lasciato l’intonazione come l’ha trovata, dopo 110 anni di usura dei materiali e delle canne, senza tentare una ripresa dell’intonazione per renderla di nuovo frizzante come doveva essere all’inizio, attribuendo a Ladegast l’intonazione che si ode nel CD e non alla mancata ripresa di essa in fase di restauro.
Nonostante tutto non mancano bei timbri e begli impasti sonori, ma sono penalizzati dall’intonazione complessiva dello strumento purtroppo assai deludente.
Fatta la tara dell’intonazione, il CD è eccellente per qualità di esecuzione e di presa sonora (c’è anche un libretto aggiuntivo che spiega che è stato registrato col sistema Direct Stream Digital con i marchi Philips e Sony); il libretto è in Inglese e Tedesco e spiega le caratteristiche dei brani incisi e la loro storia; il curriculu, di Kaiser è scritto in solo Tedesco così come le caratteristiche QUI di cui è riportata per intero la disposizione fonica. Purtroppo non c’è la foto della maestosa cassa neogotica dell’organo ma c’è uno scorcio della consolle a quattro manuali. Comunque si trova facilmente in Internet., per esempio QUI
Consiglio il CD agli amanti di Liszt e di Ladegast anche se il restauro di Schuke secondo me non gli ha reso giustizia, ma comunque resta sempre un esempio della transizione organaria avvenuta in Germania tra l’organo Mendelssohniano e i riesenorgel di inizio novecento quali quelli di Sauer e Steinmeyer.
Luglio 2025
Graziano Fronzuto