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Berlino. Metamorfosi di un bunker.

Il Sammlung Boros non è un museo qualsiasi, ma un bunker antiaereo che, per diventare spazio espositivo, ha dovuto attraversare, nel corso del tempo, molte metamorfosi.
Da magazzino tessile a “banana bunker”, ossia punto di raccolta della frutta tropicale importata da Cuba, da edificio del Governo Federale a club hard, tra musica techno e party fetish, fino a essere riadattato a spazio per piéces teatrali e poi, finalmente, in museo d’arte contemporanea.
E’ il collezionista Christian Boros che, nel 2003, ne diviene proprietario e lo trasforma in spazio espositivo per la sua collezione d’arte contemporanea che, tra dal 2008 ad oggi, ha attirato 120.000 visitatori. Un numero elevatissimo tenuto conto che, per motivi di sicurezza, si può accedere alle ottanta stanze del bunker soltanto prenotando un tour guidato e per gruppi limitati a un massimo di 10 persone.

Per saperne di più…
http://www.sammlung-boros.de/besuch/info.html?L=1

(di Martha Renzi)

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Odradek. La Libreria.

«Come ti chiami?», gli si chiede. «Odradek», dice. «E dove abiti?» «Senza fissa dimora», risponde e ride.
Noi di Liber Exit siamo sicuri di averlo visto in pieno centro di Roma, in Via dei Banchi Vecchi, e siamo sicuri che il misterioso essere, l’inquietante personaggio kafkiano, non avrebbe potuto scegliere luogo migliore per fermarsi, restando animato, immortale, vagabondo.
«Odradek è la forma che prendono le cose dimenticate» dice Walter Benjamin.
Via dei Banchi Vecchi è strada di mezzo tra Corso Vittorio Emanuele II e Via Giulia, in origine divisa in due tratti, uno denominato con riferimento alla cloàca, ‘chiavica’, non distante dalla chiesa di Santa Lucia del Gonfalone, e l’altro più legato alla presenza della cancelleria nel palazzo Sforza Cesarini, costruito da Rodrigo Borgia prima di diventare papa Alessandro VI.
Il nome di via dei Banchi Vecchi si deve al fatto di essere stato luogo di pratiche bancarie e notarili e di affari commerciali che poi furono trasferiti altrove, cioè in via dei Banchi Nuovi. Si usava anche chiamarla via dei bicchierari, perché i notai e gli scrivani avevano sui banchi dei bicchieri pieni di sabbia da usare per assorbire gli eccessi degli inchiostri degli atti appena redatti.
E’ in questo nucleo di memoria che al civico 57, precisamente nei locali che furono della vecchia associazione Italia-Urss, abbiamo incontrato Odradek che si è fatto conoscere come libreria fuori dagli schemi. Odradek ospita e diffonde le iniziative culturali alternative e indipendenti, le letterature poco divulgate di popoli oppressi o esclusi, le pubblicazioni di piccoli editori ed autori sconosciuti, che difficilmente possono avere spazio nella catena della distribuzione commerciale.
Odradek è libreria di riferimento per Liber Exit. La prima!

ed avanti così nel segno dell’Utopia!

Foto: “Odradek, la forma delle cose dimenticate”, fotografia e installazione di Martha Renzi, 13.01.13.

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Per saperne di più… www.odradek.it 

Spigolando… Kafka e i topi.

 

 

Liber Exit. Sogno, progetto, utopia.

La primissima opera.

E’ il socio fondatore Graziano Fronzuto che crede per primo all’utopia di far nascere questa Associazione culturale no-profit. Ispirato dalla lettura di un brano di Sant’Agostino, propone il nome “Liber Exit” con il duplice significato di “il libro esce” – è stampato e pubblicato – e di “liberamente esce”.  E’ pertanto un desiderio di affermazione della piena autonomia del momento creativo cui l’Associazione intende dar voce.

Si uniscono all’intento di fondare Liber Exit: Erasmo Fronzuto, che ne diviene il presidente, Maria Beatrice Casini, Consuelo Casini, Rosanna Fronzuto e come socio onorario la poetessa Bianca Maria Simeoni.

La primissima opera di Liber Exit è già il logo stesso, ideato e disegnato da Graziano Fronzuto, che distinguerà – come edito dall’Associazione – il CD di un concerto d’organo a canne, eseguito da lui stesso con successo presso la chiesa Don Giovanni Bosco di Roma. L’opera, recensita da Federico Borsari con presentazione inserita nel catalogo del sito, oltre ad offrire una delle migliori interpretazioni del compositore tedesco Rheinberger, è un benvenuto a quanti vorranno ascoltare o leggere le opere proposte da Liber Exit.

Il Presidente è il Presidente!

“Il Presidente è il Presidente!” Nato nel marzo 1938, ha studiato presso l’Istituto Nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta diplomandosi con il generale Umberto Nobile di cui è allievo, Erasmo Fronzuto si è dedicato sempre e soprattutto al mare e alla tutela della vita umana in mare, operando nel Corpo delle Capitanerie di Porto, sino a raggiungere il grado di Ammiraglio. Attualmente in pensione, non basta un sito intero per descrivere il suo impegno continuativo nella salvaguardia del mare e di quanti lo attraversano e lo vivono da pescatori, naviganti, migranti, viaggiatori, così come non basta pagina a descriverne la generosità nell’appoggiare con slancio l’utopia Liber Exit, accettando con gioia di esserne Presidente.
Fratello di Don Cosimino e amico d’infanzia di Don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas, di Erasmo Fronzuto diremo soltanto e sinteticamente che le iniziative di volontariato, le opere di diffusione dei valori di umanità e solidarietà, così come le attività meritevoli che costituiscono il tessuto vivo interculturale della società, trovano in lui fervido incoraggiamento e apprezzamento. Negli ultimi anni, suo pensiero di sostegno costante è particolarmente dedicato  alla Fondazione Don Cosimino Onlus, fondata con i fratelli, alla Casa per La Vita – entrambe in Gaeta – e alle attività dei Marinai d’Italia di cui per nove anni è stato Presidente del collegio nazionale dei Sindaci Revisori ed attualmente è Presidente del collegio dei Probiviri.

(di Martha Renzi)

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