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NEW YORK – Cattedrale Cattolica di San Patrizio – l’organo maggiore – 1

The Glory of the Organ

Daniel Brondel

All’organo maggiore Kilgen della cattedrale di San Patrizio a New York

CD JAV Recordings

La Cattedrale Cattolica di San Patrizio a New York è uno degli edifici gotici più grandi del mondo, superato da ben pochi altri (tra cui la Cattedrale Anglicana di New York, San Giovanni il Divino, più grande -anzi il più grande del mondo- ma incompiuto). All’interno conserva due grandi organi: quello gigantesco sulla porta principale costruito da Kilgen e ampliato più volte col passare del tempo, oggetto di questo CD, e un grande organo corale nel lato sinistro del transetto.

L’organo di cui parliamo stavolta è manco a dirlo tra i più grandi del mondo, con i suoi 180 registri reali tra cui numerosi fondi ed ance di 32’ al Pedale e un 64’ Acustico sempre al Pedale, e una intera sezione di registri violeggianti assegnabili a uno o più manuali a piacimento dell’organista.

Inutile dire che l’organo si presta ad un repertorio vastissimo, scegliendo i giusti registri, cosa che rende arduo l’approccio allo strumento per chi non ha dimestichezza con organi a 4-5 manuali e un numero di registri non inferiore a 70, ma se si sa domare questo gigante si hanno non poche soddisfazioni.

Il CD si apre con Eugène Gigout: Grand Choeur Dialogué; prosegue con David N. Johnson: Trumpet Tune in Re maggiore; Felix Mendelssohn: Preludio e Fuga in Do minore Op 17 n.1; Léon Boẽllmann: Suite Gothique in Do minore Op. 37 n.1; Olivier Messiaen: Apparition de l’Eglise éternelle; Henry Purcell: Trumpet Tune in Re maggiore; Johann Sebastian Bach: corale Erbarm’ dich mein, o Herre Gott BWV 721; Robert Schumann: Canone in si minore Op. 56 n.5; Louis Vierne: Carillon de Westminster; Sergei Prokofiev: Marcia da “L’amore delle tre melarance” Op. 33; e si conclude con Charles Marie Widor: Toccata dalla Sinfonia n. 5 in Fa minore Op. 42 n.1

Si tratta di una miscellanea di composizioni francesi, tedesche, inglesi e russe in cui la parte del leone la fanno le prime, dato che l’organista Daniel Brondel è di origine francese. Peccato che non vi sia nessuna composizione italiana, specie di Pietro Alessandro Yon che fu a lungo organista di questa cattedrale.

Nelle composizioni francesi Brondel si destreggia molto abilmente: i ritmi sono sempre giusti, ruba qui e lì con disinvoltura e rende efficacemente i contrasti tra PP e FF. In questi ultimi, si apprezza la sonorità piena e grave dell’organo, dove i numerosi registri gravi e gravissimi sembrano quasi dominare sui numerosissimi fondi 8’ e 4’ e sulle poderose misture e le ance.

Nelle altre composizioni, lo stile dell’esecuzione si fa più compassato e più “ingessato” nei ritmi con poche libertà che pure avrebbero giovato se fossero state in misura maggiore. Nei Trumpet Tune si apprezza la forza dell’ancia solista sostenuta da un robusto accompagnamento. Nel Preludio e Fuga in Do minore di Mendelssohn si assiste a qualche cambio di registri e di tastiere, cosa non sempre reperibile nelle esecuzioni di questo brano in altri CD, con un pathos protoromantico forte e convincente. Parimenti nel Canone in Si minore di Schumann le voci che si inseguono sono ben evidenziate e spiccano sulle voci di sostegno. Nella Marcia di Prokofiev il ritmo non è ossessivo ma è subordinato all’esecuzione e al pathos della stessa, cosa che rende il pezzo gradevole all’ascolto.

Forse il pezzo migliore è “Carillon de Westminster” di Louis Vierne che parte con i registri prescritti dall’Autore arricchiti da alcuni Fondi 8’, procede con le prescrizioni dell’Autore fino al FF dell’accordo in Re maggiore a due terzi del pezzo dove i registri in campo sono molti di più di quelli prescritti, fino al finale in cui si scatena tutta la potenza dell’organo.

Aprendo il CD si rimane molto delusi dalla mancanza di un libretto vero e proprio. L’involucro è costituito da cartoncino piegato in tre. In copertina ci sono le torri campanarie della cattedrale e una foto panoramica dell’organo; in seconda di copertina c’è il curriculum di Brondel e una foto alla consolle dell’organo; in terza di copertina c’è la storia degli organi ma non la loro disposizione fonica per la quale si rimanda al sito ufficiale della cattedrale; nel retro c’è una nota su Brondel e l’organo Kilgen oggetto della registrazione e in quarta di copertina c’è l’elenco dei brani incisi.

Consigliato a tutti quelli che apprezzano gli organi giganteschi e il repertorio otto/novecentesco.

Giugno 2026

Graziano Fronzuto