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RENAZZO (FE) – San Sebastiano – L’organo Adeodato Bossi-Urbani (1859)

Musiche per l’inaugurazione dell’organo restaurato

Davide Masarati, organista

Petronius Brass Ensemble:

Alberto Astolfi, tromba; Luigi Zardi, tromba; Sergio Boni, corno; Cesare Rinaldi, trombone; Gianluigi Paganelli, tuba; Gianni Dardi, percussioni,

CD inciso dalla parrocchia nel marzo 2005

A volte accade che in un paesino si spendano fior di quattrini per costruire un organo risorgimentale con i suoi registri divisi in bassi e soprani e con un ricco insieme di registri da concerto, e a volte accade che lo stesso paesino -conscio del valore dello strumento- trovi i soldi per restaurarlo e infine accade che venga registrato un CD con i brani del concerto dell’inaugurazione del restauro. Tutto questo è avvenuto a Renazzo, in provincia di Ferrara, dove si è tenuta in massima considerazione il proprio strumento costruito da Adeodato Bossi-Urbani nel 1859 come prova il restauro affidato a Brondino Vegezzi-Bossi tra il 2003 e il 2005 e il CD del marzo 2005.

Il CD è stato distribuito a una ristretta cerchia di negozi specializzati e così ne sono venuto in possesso e ho potuto apprezzarlo ed analizzarlo.

Il CD è idealmente suddiviso in due parti, la prima, preponderante, per organo solo, la seconda più contenuta per organo e ensemble di ottoni e percussioni.

La prima parte incomincia con Francesco Durante, overtura per organo; si prosegue con Arcangelo Corelli, Concerto VIII in sol minore per la Notte di Natale trascritto per organo da Thomas Billington; Anonimo Veneziano, Marcha tempesta di mare; Anonimo Veneziano, Sonata; Giuseppe Gherardeschi, Rondò; Giovanni Morandi, Sinfonia per imitazione di Flauto e Fagotto, Introduzione, Tema con Variazioni e Finale con l’imitazione di Piena Orchestra; termina con Ferdinando Provesi, Sinfonia per organo.

La seconda parte inizia con Cesario Gussago, Sonata la Leona a 8; prosegue con Ludovico da Viadana, La Mantuana; Jeremiah Clarke, Trumpet Voluntary; Henry Purcell, Trumpet Tune; Georg Friedrich Haendel, “Alleluja” dal “Messia” trasc”ritto dallo stesso Petronius Brass Ensemble; si conclude con André Campra, Rigaudon.

L’organo è del tipo “istromentato” con unico manuale e un poderoso ripieno e una generosa quantità di registri “da concerto” dunque è perfettamente adatto agli Autori Italiani della prima parte del CD, per gli altri della seconda parte del CD l’organo è messo in ombra dagli ottoni del Petronius Brass Ensemble come del resto accadeva ai tempi delle composizioni dei brani proposti.

L’organista, Davide Masarati, si immerge nella letteratura sette-ottocentesca applicata a quest’organo dimostrando che esiste un repertorio, anche piuttosto ricco (come si evince dai numerosi compositori incisi) per “organo istromentato”. L’overura di Durante, col solo ripieno, brilla per spigliatezza dei temi e per il brio complessivo; il Concerto per la Notte di Natale di Corelli, trascritto per organo da Thomas Billington, si ascolta piacevolmente anche confrontandolo con l’originale per violino e orchestra; i brani di Anonimi fanno parte di quella pletora di composizioni sopravvissute negli archivi parrocchiali come fogli volanti di cui non si conosce la mano autrice nonostante il loro valore intrinseco, non eccelso, ma nemmeno scarso così tanto da non conoscerne nemmeno gli autori; Giuseppe Gherardeschi, lucchese, è rappresentato da uno spigliato rondò; Giovanni Morandi è illustrato da un Tema e Variazioni dove ciascuna variazione è composta “all’imitazione di” un diverso strumento dell’orchestra e ciò fa apprezzare i registri da concerto dell’organo uno per uno; di Ferdinando Provesi la Sinfonia somma tutti i registri da concerto e sembra imitare un’intera orchestra.

Masarati esegue correttamente tutti i brani, prendendosi qualche libertà di tanto in tanto (che non guasta mai) ma restando prevalentemente ingabbiato nei ritmi delle battute.

La seconda parte del CD contiene brani per ensemble di ottoni, percussioni e organo, secondo una prassi a lungo praticata dal XVI al XVIII sec. con cui si riempivano di suoni le chiese più grandi. Si tratta di sei brani in cui l’ensemble di ottoni e percussioni mette in ombra il ripieno dell’organo. Tra questi c’è il “Trumpet Tune” in Re maggiore di Henry Purcell, brano che si trova in molti CD dove viene proposto in tutte le salse mentre invece l’originale è scritto per tromba solista e basso numerato. Qui il basso numerato è tenuto dall’organo e dagli ottoni gravi e viene rinforzato dai timpani.

In conclusione il CD dimostra le potenzialità dell’organo risorgimentale italiano e dei suoi costruttori (Serassi, Bossi-Urbani, Vittinoe cc.) e del repertorio adeguato. Purtroppo la presa del suono non è sempre all’altezza dell’organo che a tratti non sembra brillante come dovrebbe essere, e anche nei brani con l’ensemble di ottoni e percussioni poteva essere più curata.

Il libretto si limita alla copertina. In prima di copertina c’è la foto dell’organo e il titolo del CD in seconda c’è la ricchissima disposizione fonica dello strumento, in terza c’è l’elenco dei brani senza nemmeno una parola su di essi e sui compositori, in quarta c’è il curriculum di Masarati e la storia del Petronius Brass Ensemble. Tutto qui. Abbondantemente scarso. A parziale ammenda va il fatto che è stato contemporaneamente pubblicato un libretto con la storia dell’organo e del suo restauro.

Fatta la tara della presa del suono e del libretto, il CD è consigliabile per gli amanti dell’organo risorgimentale italiano.

Maggio 2026

Graziano Fronzuto