da Graziano Fronzuto | 27 Mag, 2022 | Musica
Johann Sebastian Bach
Le sei Sonate in Trio per organo
Organo Schwekendel della Collegiata di Saint-Donat
CD Erato ECD 55033
Marie-Claire Alain (Saint-Germain-en-Laye, 10 agosto 1926 – Le Pecq, 26 febbraio 2013) fu una delle migliori organiste (ma anche organisti) del XX sec. Nata in una famiglia di musicisti, perse il fratello Jehan, illustre compositore, in un’azione di guerra nel 1941. Lei continuò la tradizione di famiglia come organistA sin da quel momento. Negli anni raggiunse una perfezione esecutiva e una padronanza dello strumento uniche al mondo e frequentò divenendone grande amica artisti del calibro di Anton Heiller e Luigi Ferdinando Tagliavini.
Si cimentò con ogni tipo di repertorio, ivi compreso quello del fratello Jehan, eccellendo in quello bachiano con il quale toccò vette a tutt’oggi insuperate.
Registrò l’integrale delle Sonate in Trio per organo di J.S.Bach due volte per l’etichetta Erato; questa di cui parlerò oggi è la prima in ordine di tempo, incisa negli anni ’70 del XX sec. in vinile e poi riversata su CD. Si tratta delle Sonate: n.1 BWV525 in Mi b maggiore, n.2 BWV526 in Do minore, n.3 BWV527 in Re minore, n.4 BWV528 in Mi minore, n.5 BWV529 in Do maggiore, n.6 BWV530 in Sol maggiore.
Sono incise nell’ordine numerico originale e si mostrano in tutto il loro splendore e la loro immensa maestria compositiva grazie all’interpretazione della Alain. All’ascolto sembrano addirittura pezzi “facili” ma non è così, chiunque conosca quegli augusti spartiti sa che si tratta di sonate difficili, in alcuni punti difficilissime, e si stenta a credere che si possano raggiungere tali vette di difficoltà con pezzi in sole tre voci (mano destra, mano sinistra, pedale).
Non mancano anticipazioni della futura “forma-sonata” quali tempi con due temi variamente intrecciati, né mancano imitazioni al limite del fugato, adagi in forma di cantabili accompagnati e quant’altro renda interessanti delle Sonate per Organo. Non mi meraviglia che J.S.Bach sia stato un precursore di forme e di stili, mi meraviglia come la Alain riesca ad evidenziare tutto ciò, pur rimanendo nel più profondo rigore interpretativo. Ma la Alain è la Alain e tocca vette come dicevo insuperabili, come nell’Allegro della Sonata n.1 o in quello della Sonata n.3, nell’Andante della n.4 e nel Lento della n.6.
Il libretto, piuttosto scarno e generico, è in Francese e in Inglese e non riporta la descrizione dell’organo, che all’epoca della registrazione (anni ’70 del XX sec.) era nuovo e concepito per le esecuzioni di musica di Bach (lodevole intenzione ma che non sempre sembra riuscita all’ascolto di quest’organo; meno male che compensa il tutto la meravigliosa interpretazione della Alain). Perciò riporto la disposizione fonica dello strumento per tutti gli interessati:
I – Positif de Dos
Prestant 4’
Doublette 2’
Mixture 3 rgs.
Flute à Cheminée 8’
Bourdon Conique 4’
Larigot 1’1/3’
Sesquialtera 2 rgs.
KrumHorn 8’
Tremblant
II – Grand Orgue
Montre 8’
Prestant 4’
Doublette 2’
Fourniture 4 rgs.
Cymbale 3 rgs.
Quintaton 16’
Bourdon 8’
Flute Conique 4’
Cornet 5 rgs.
Nazard 2’2/3’
Tierce 1’3/5’
Trompette 8’
III – Positif Pectoral
Bourdon en Bois 8’
Flute à Cheminée 4’
Flute Conique 2’
Sifflet 1’
Quinte 1’1/3’
Régale 8’
Tremblant
PEDALE
Principal 16’
Octave 8’
Octave 2’
Mixture 4 rgs.
Nachthorn 2’
Fagot 16’
Trompette 8’
Dulzian 8’
Chalumeau 4’
Sulla carta, l’organo sembra adeguato alle opere di Bach, anche perché la disposizione fonica è stata dettata da Marie-Claire Alain in persona. Manca però al pedale un flauto o un bordone di 16’ ed anche il Grand’organo manca di un adeguato Principale 16’ (il Quintante 16’ non può sostituirlo). Per completezza non sarebbe stato errato dotare il Pedale di un Subbasso 32’. Comunque per le Sonate in Trio di Bach sono registri non necessari e quindi la resa sonora non ne viene menomata.
Consiglio a tutti questa incisione (la successiva, incisa su un organo Silbermann, è meno brillante di questa) poiché il blocco delle 6 Sonate in Trio di Bach stupisce sempre, specie quando è interpretato in questo modo sublime.
Maggio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 24 Mag, 2022 | Musica
Dialogue for two Organs
Luigi Celeghin e Bianka Pezic (duo di organisti)
Organi della Basilica di Maria SS. Madre della Misericordia in Sant’Elpidio a Mare
CD Naxos 8.557131
Come in molte cattedrali spagnole, anche in alcune chiese Italiane vi sono due organi; qui nella basilica di Maria SS. Madre della Misericordia in Sant’Elpidio a Mare vi sono due strumenti di scuola veneta: un Gaetano Callido del 1785 sulla cantoria a sinistra del presbiterio e un Pietro Nacchini del 1757 sulla cantoria opposta. I due strumenti non sono gemelli e si somigliano poco, ma hanno un brillante ripieno e registri “da concerto” degni di nota che li rendono complementari e particolarmente adatti alle esecuzioni in duo.
Il programma inciso è assai vario: Luigi Cherubini, Sonata per due organi; Baldassarre Galuppi, Sonata a due organi; Anonimo Italiano, Sonata a due organi; Muzio Clementi, Sonata per due organi; Ferdinando Bonazzi Suonata per due organi e Pastorale a due organi; Giuseppe Busi, Quattro Sonate per due organi; Francesco Canneti, Finale a due organi nell’opera Aida di Giuseppe Verdi.
Non ci sono brani eseguiti “a solo” ma sono tutti in duo a dimostrazione dell’alto grado di affiatamento dei due interpreti, se non ci induce in errore il succinto curriculum di entrambi riportato nel CD, Maestro e Allieva. La chiesa è di medie dimensioni ed è sufficientemente risonante per esaltare le caratteristiche foniche dei due strumenti, ben riprese dai tecnici dello studio S.M.C. di Davide Campajola.
I brani sono pressocché misconosciuti tranne forse la Sonata di Cherubini, e meritano la registrazione e la divulgazione tramite CD. Le esecuzioni sono accattivanti e ben fatte; forse solo il Finale dell’Aida di Francesco Canneti meritava qualche libertà in più e un approccio più lirico che non strettamente strumentale, sia pur notevole, cui è stato confinato.
Il libretto succinto ma abbastanza esauriente è in Inglese e in Tedesco, forse dubitando dell’interesse Italiano per questo raro repertorio a due organi. Eppure l’intero CD è italianissimo dal repertorio agli organi all’esecuzione dei pezzi.
Il CD merita ampiamente di far parte delle collezioni degli appassionati, soprattutto per la rarità dei brani ascoltabili e per la bellezza dei due organi registrati qui per la prima volta, che rendono piena giustizia alle esecuzioni a doppio organo rare ma non assenti nel repertorio organistico italiano.
Maggio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 8 Mag, 2022 | Musica
Les Orgues de la Cathédrale de Malaga
Maria Grazia Filippi e Monica Henking (duo di organiste)
Organi della Cattedrale di Malaga
CD Arion ARN 68047
Come in molte cattedrali spagnole, anche nella cattedrale di Malaga esistono due organi settecenteschi posti uno di fronte all’altro sotto l’ultima arcata della navata prima del transetto. Qui i due organi, quasi gemelli, furono costruiti da Don Julian de la Orden in casse riccamente intagliate da Don José Martin Aldehuela e inaugurati nel 1781 e nel 1783. Si tratta dii strumenti di grandi dimensioni, con tre tastiere e pedaliera di 12 note, ciascuno con oltre 100 registri spezzati in bassi e soprani.
Le due organiste Maria Grazia Filippi e Monika Henking provengono da scuole diverse, ma hanno avuto un grande maestro in comune: Anton Heiller di cui sono state allieve in corsi di alto perfezionamento musicale. Ciò consente alle due organiste un affiatamento raro che spicca in modo inequivocabile nei brani per due organi.
I brani incisi sono nell’ordine: Antonio Soler, Concerto n.1 per due organi; Sonata in Re minore eseguita dalla sola Maria Grazia Filippi, Concerto n.6 per due organi; Anonimo, Ligaduras du 3e ton eseguita dalla sola Monika Henking; Anonimo, Tiento Lleno de 2e Ton eseguita dalla sola Monika Henking; Juan Baptista Josué Cabanilles, Tiento de falsas du 1e ton eseguito dalla sola Maria Grazia Filippi; Josef Barrera, Sonata per due organi e ancora una Sonata per due organi dello stesso autore.
Questi ultimi due brani sono stati incisi per la prima volta su questo CD, che è anche il primo inciso con i due organi della cattedrale di Malaga.
Gli organi hanno timbri brillanti e sfolgoranti: i concerti di Soler e le Sonate di Barrera spiccano per la loro bellezza e per la sapienza con cui gli strumenti vengono utilizzati dalle due bravissime interpreti. Anche nei brani “a solo” spicca la bravura delle due interpreti che sembrano permeare con la propria personalità le note dei brani loro affidati, rendendo personali le interpretazioni pur nel rispetto dello spirito dei brani, cosa che appare più difficile a farsi che a dirsi.
Il libretto, in Francese ed in Inglese, descrive i due organi e i pezzi registrati e i curricula delle due interpreti né mancano le lunghissime disposizioni foniche dei due strumenti. Un po’ piccola la foto di copertina che cerca di inquadrare la mostra principale dell’organo di sinistra e la mostra posteriore dell’organo di destra di questi due organi giganteschi per l’epoca in cui furono costruiti.
Il CD merita ampiamente di far parte delle collezioni degli appassionati, soprattutto per la rarità dei brani ascoltabili e per la bellezza dei due organi registrati qui per la prima volta, come dicevamo, che rendono piena giustizia alle esecuzioni a doppio organo tipiche della storia della musica organistica spagnola.
Maggio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 5 Mag, 2022 | Musica
Southwark Cathedral Lewis Organ
Peter Wright
CD “Priory Great European Organs no. 35”
Ascoltare sia pure in CD uno degli organi migliori di Londra è sempre un piacere, specie quando si tratta dell’organo Lewis del 1897 della cattedrale di Southwark (una delle zone della greater London).
L’organista titolare Peter Wright si dedica ad un repertorio esclusivamente francese: Trois Pièces Op.7 pour orgue di Augustin Barié; Syphonie pour orgue Op.5 sempre di Barié; Le Tombeau de Titelouze Op.38 di Marcel Dupré.
I brani dell’ingiustamente poco conosciuto Barié ben si adattano all’organo inglese su cui sono proposti; probabilmente perché la personalità dell’artista era particolarmente poliedrica e non legata alle sonorità degli organi Francesi. Diverso il discorso per la monumentale Suite Le Tombeau de Titelouze (ben 16 tracce) più adatta per gli organi francesi ma di raro ascolto per le sue impervie difficoltà per cui l’adattamento di Wright risulta piacevole e molto interessante.
La cattedrale di Southwark è un antico edificio gotico di straordinaria bellezza e unità stilistica ed in essa vi è stato collocato un organo sin dai tempi più remoti. Questo del CD è stato costruito nel 1897 da T.C.Lewis ed è probabilmente il suo capolavoro; collocato a pavimento a metà navata diffonde le sue note in un ambiente grandioso e risonante.
La presa del suono dei tecnici della Priory è impeccabile, degna degli alti standard della casa inglese, tanto da rendere perfettamente le sfumature più raffinate dei pezzi registrati.
Ovviamente si sarebbe preferito un repertorio Inglese, ma anche questo Francese è ben adeguato all’organo grazie anche alla performance di Wright, impeccabile (anche se un po’ più di rubato qua e là non avrebbe nuociuto ai brani eseguiti)..
All’ascolto si ha subito l’impressione di avere a che fare con un organo eccezionale, dai timbri fortemente caratterizzati, dal singolo Flauto o dalla singola Ancia solista alle grandiosità dei FFF; si viene così a dare pienamente ragione a coloro che hanno lasciato da sempre l’organo intatto, provvedendo alla sola manutenzione ordinaria senza mai apporre modifiche.
Il libretto -esclusivamente in Inglese- è costituito da un unico foglio ripiegato più volte su se stesso. Vi sono note sui testi, la disposizione fonica dell’organo, una foto e il curriculum dell’organista. In copertina c’è una foto dell’organo.
Consiglio questo CD a tutti gli appassionati d’organo poiché l’organo della Cattedrale di Southwark è fra i migliori di Londra e perché le interpretazioni di Wright meritano l’ascolto, peraltro il repertorio è così raro che è difficile trovarlo in altre incisioni.
Maggio2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 1 Mag, 2022 | Musica
Matthias Weckmann Organ Works Vol. I
Organo Arp Schnitger della Jakobikirche di Amburgo
Wolfgang Zerer
CD “Naxos” 8.55.3849
Questo CD ha il pregio di mostrare le qualità compositive di Matthias Weckmann e quelle foniche di Arp Schnitger (il suo famoso organo della Jakobikirche di Amburgo). Le opere di Weckmann registrate sono: Kommt heiliger Geist, Herre Gott, Primus Versus, Secundus Versus auff 2 clavir, Tertius Versus a 3; Preambulum Primi Toni a 5; Canzon in D minor; Fantasia ex D; Ach wir armen Sὒnder, Versus 1 Choral in Ten, Versus 2 a 2 clav. E Ped, Versus 3 a 2 clav.; Gelobet seystu Jesu Christ (II), Primus Versus a 4, Secundus Versuss auff 2 clavir, Tertius Versus a 3 Voc; Gott sey gelobet und gejemedeiet, Primus Versus a 4, Secundus Versus auff 2 clavir; Toccata dal 12 Tuono (in C); Canzon dall’istesso Tuono (in C); Es ist das Heyl uns kommen her, Primus Versus a 5 Voc Im vollen Werck, Secundus Versus Manualiter Canon in Hyperdiapente pest minimam, Tertius Versus auff 2 clavir, Quartus Versus a 3 pedaliter Canon in subdiapason post Semiminimam, Quintus Versus a 3 Pedaliter Canon in diapente post semiminimam, Sextus Versus auff 2 clavir, Septimus et Ultimum Verso Corali m Tenor Manualiter et Pedal.
Come si vede, prevalgono le elaborazioni di versetti di Corali Luterani che esprimono la maestria di Weckmann nel rielaborare materiale tematico e piegarlo alla propria veduta artistica. Zerer si destreggia bene nell’ardua impresa di interpretare correttamente (cercando di avvicinarsi alla pratica compositiva del XVII sec.) tanto materiale. E’ vero che si tratta di brevi pezzi, ma sono in tutto ventitré e tutti alquanto impegnativi per l’esecutore, come si sente molto bene soprattutto negli ultimi sette.
L’organo è quello su cui Weckmann fu organista in quella chiesa, sebbene danneggiato durante le due guerre mondiali, è stato ricostruito nelle parti mancanti o alterate da Jurgen Ahrend nel 1993 e si presta molto bene alle sue musiche.
Il libretto è in Inglese, Tedesco e Francese; c’è la disposizione fonica dell’organo e una sua foto peccato però in bianco e nero che non rende giustizia allo strumento. Ci sono note sulle musiche eseguite e un curriculum dell’organista (solo in Inglese però).
Il CD è inciso molto bene e rende al meglio le strette polifonie di Weckmann e i passaggi in Cantus Firmus per cui si ascoltano chiaramente le voci di ogni singola composizione le la brillante intonazione dell’organo veramente degna di nota. Dal FF del Es ist das Heyl uns kommen her, Primus Versus a 5 Voc Im vollen Werck (espressamente prescritto dall’Autore), ai passaggi con registro solista dei pezzi per due manuali, l’organo risponde magnificamente sotto le abili mani di Zerer, che si mostra un ottimo interprete del repertorio prescelto.
Consiglio questo CD a tutti gli appassionati d’organo poiché Arp Schnitger fu un grandissimo organaro e la musica di Weckmann ne esalta le caratteristiche foniche e viceversa la musica di Weckmann esalta le caratteristiche timbriche dell’organo di Arp Schnitger.
Maggio 2022
Graziano Fronzuto