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TREVISO – L’Organo della Chiesa di San Leonardo

TREVISO – L’Organo della Chiesa di San Leonardo

TREVISO – L’Organo della Chiesa di San Leonardo

Sinfonie e Sonate per Organo del Settecento Organistico Trevigiano

Amedeo Aroma

All’organo Gaetano Callido (1787) della Chiesa di San Leonardo

CD Rivo Alto CRR 9811

Oltre al CD dedicato integralmente a Johann Sebastian Bach inciso sull’organo Kuhn (2000) di cui ho parlato QUI, Amedeo Aroma ha inciso questo CD con musiche di Maestri Trevigiani del Settecento. Nomi per lo più poco noti anche nel mondo degli appassionati, ma che hanno scritto musica decisamente accattivante che meritava ampiamente l’incisione.

Il CD si apre con Andrea Luchesi, Sonata in Due Tempi in Fa maggiore (Espressivo-Allegro con brio), prosegue con Giambattista Tagliasassi, Sonata a due tastadure in Sol maggiore (Allegro Moderato), Adagio in Re minore; Ignazio Spergher, Sinfonia in Do maggiore (Allegro-Andantino -Allegro con brio), Pastorale in Re maggiore (Andantino Sostenuto-Allegro espressivo); Girolamo Schiavon, Allegro Maestoso in Do maggiore; Niccolò Moretti, Sonata ad uso Sinfonia in Re maggiore (Allegro), Sonata ad uso Elevazione in Fa maggiore (Larghetto); Giambattista Botti, Toccata in Re minore (Andantino); si chiude con Gaetano Nave, Sinfonia in Do maggiore (Allegro), Sonata ad uso Orchestra in Do maggiore (Allegro moderato).

Se alcuni autori non sono del tutto sconosciuti (Luchesi, Spergher, Moretti), gli altri sono letteralmente tirati fuori dal dimenticatoio tanto che di loro si ignorano gli anni di nascita e/o di morte. Gli spartiti dei brani incisi, insieme ad altri, sono stati pubblicati in un volume apposito, curato dallo stesso Aroma e da Giuliano Simionato, e pubblicato dall’Ateneo di Treviso Edizioni Ensemble ’900/Diastema.

I brani sono tutti di pari levatura, non vi sono particolari capolavori ma sono tutti caratterizzati da buon mestiere compositivo (come molti brani coevi anche di autori blasonati), nelle ampie melodie, nella freschezza dell’invenzione, nel ritmo, nel fraseggio, nelle modulazioni, negli abbellimenti. Unica pecca, ma fino a un certo punto dato che nel periodo considerato nessun compositore, anche dei più famosi, ne era immune, l’uso del basso con note e/o accordi ribattuti e/o trattato come basso albertino.

Si tratta insomma di melodie accompagnate nel modo più semplice, senza ricorrere a contrappunti o a scale e/o arpeggi ma non per questo poco piacevoli, anzi! L’ascolto è divertente e scorre bene senza cadute di stile o di ritmo che rendono bene l’abbinamento organo/brani scelti.

Il libretto riporta una nota di Giuliano Simionato sul complesso dei brani incisi, tradotta anche in Inglese, la foto e il curriculum (ridotto all’osso) di Aroma, la descrizione dell’organo. In copertina c’è un dipinto che ritrae Treviso nel XVIII sec. In quarta di copertina c’è la foto dell’organo con la sua caratteristica mostra callidiana a cuspide con ali laterali.

Consigliato a tutti gli amatori della musica per strumenti a tastiera del XVIII sec., specie se poco nota, e agli estimatori dell’organo callidiano.

Maggio 2025

Graziano Fronzuto

TREVISO – L’Organo Maggiore della Cattedrale

TREVISO – L’Organo Maggiore della Cattedrale

TREVISO – L’Organo Maggiore della Cattedrale
Johann Sebastian Bach – Opere per Organo
Amedeo Aroma
CD Velut Luna CFCD 40

Degli organi della Cattedrale di Treviso ho già parlato QUI, questa volta parlerò di un CD registrato con il monumentale organo Kuhn (2000) che domina il lato sinistro del transetto della vasta chiesa trevigiana.
Il CD è dedicato integralmente a Bach e contiene tre brani molto difficili e di raro ascolto e di rara incisione: la Sonata in Trio in Mi b maggiore BWV 525, il Preludio e Fuga in Mi minore BWV 548 e le Partite diverse sopra “Sei gegrűsset, Jesu gűtig” BWV 768.
Bach ha composto varie sonate in trio per organo delle quali ce ne sono pervenute sei. Qui ascoltiamo la prima, in Mi b maggiore, che come tutte le altre prevede l’uso di un manuale per la mano destra, un altro manuale per la sinistra e la pedaliera per il basso continuo. Arona l’affronta molto correttamente, coi tempi giusti e con i giusti fraseggi, con qualche piccolo rubato che non guasta. Purtroppo però affronta i ritornelli, presenti in tutti e tre i tempi che compongono la sonata, senza alcuna differenza rispetto all’esposizione così che si ascolta due volte consecutivamente ciascuna delle sei parti (due per ogni tempo) senza variazioni, senza abbellimenti e senza nemmeno invertire le mani sui manuali che almeno avrebbe dato un senso ai ritornelli.
Il Preludio e Fuga in Mi minore è una delle opere monumentali di Bach, con passaggi grandiosi e con l’uso particolarmente articolato del pedale. Il Preludio, con le sue parti accordali alternate ad altre contrappuntistiche, scorre bene e in modo particolarmente “pulito” nei fraseggi e nei piccoli rubati che si ascoltano qua e là, anche i cambi di tastiera appaiono appropriati e nei momenti giusti. La fuga, con un tema cromatico fatto di note alternate che passano dalla terza minore all’ottava, è affrontata in modo particolarmente irruento, soprattutto negli episodi liberi dove rapide scalette si alternano a piccoli arpeggi in semicrome, correttamente eseguiti su un altro manuale, che rendono questa fuga eseguita al cardiopalma per quanto eseguita in modo estremamente corretto e senza errori.
Le Partite diverse sopra “Sei gegrűsset, Jesu gűtig” sono costituite dall’esposizione del tema sotto forma di Corale armonizzato a quattro voci e undici variazioni che esplorano molteplici modi di trattare il Corale. Le variazioni consentono ad Aroma di dispiegare la tavolozza sonora particolarmente ricca dello strumento, dalle variazioni che comportano l’uso di due manuali (come la prima, subito dopo il tema) e addirittura di tre (come la decima, dove la mano destra alterna il corale ornato al corale in canto fermo suonato con un’ancia solista).
Il giudizio complessivo è sostanzialmente positivo, salvo un’eccezione che riguarda il Preludio e Fuga in Mi minore e le Partite diverse sopra “Sei gegrűsset, Jesu gűtig” e cioè il ritmo particolarmente rapido con cui Aroma suona i due brani. Pare appena il caso di osservare che “quanto più sono veloce, tanto più sono bravo” può valere per le gare di atletica e non per eseguire questi pezzi di Bach. Per carità, la presa del suono è fatta talmente bene da non far percepire echi e riverberi che -suonando veloce- avrebbero contribuito all’accavallamento delle note con perdita di chiarezza e di distinzione delle note stesse, però la fuga e alcune variazioni della Partita sono eseguite troppo veloce per i miei gusti e -anche se l’organo si presta grazie alla sua perfetta costruzione delle meccaniche dei manuali e del pedale- non mi sono particolarmente piaciute. Ovviamente c’è chi apprezza questo modo di suonare ma io non sono particolarmente convinto che Bach avrebbe gradito.
Il libretto, in Italiano e Inglese, con copertina in Inglese raffigurante Aroma con in mano un volume della Bach-Edition della Peters con sullo sfondo l’Annunciazione di Tiziano che orna l’altare dell’abside della navata destra della chiesa, esplica bene i brani incisi e riporta il ricco curriculum di Aroma e la disposizione fonica dell’organo. La foto dell’organo è riportata sul CD dove il buco centrale del CD stesso capita fra le canne del comparto centrale dei cinque campi di cui è costituita la Mostra.
Fatta la tara dei ritornelli della Sonata e del ritmo veloce degli altri pezzi, il CD è particolarmente interessante e testimonia della presenza sul suono Italiano di un organo di fabbricazione tedesca particolarmente versatile (io, quando ho avuto occasione di suonarlo, ho eseguito alcune Sonate di Alexandre Guilmant, senza dubbio distanti per epoca e per stile dai brani di Bach).
Aprile 2025
Graziano Fronzuto