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L’organo della cattedrale di Durham

The Archbishop’s Fanfare

James Lancelot suona l’organo della cattedrale di Durham

CD Priory 346

La cattedrale di Durham è il più grande monumento romanico inglese ed è la seconda cattedrale romanica per dimensioni dopo il Duomo di Spira in Germania. I possenti pilastri si alternano ad altrettanto possenti colonne su cui sono scolpiti motivi geometrici che ne rendono più agile il volume.  Non a caso parti di questa cattedrale compaiono nella serie di film su Harry Potter come strutture portanti del castello di Hodgwart.

In questa chiesa si sono succeduti organi sin dal XV sec.; l’organo attuale è stato costruito da Henry “Father” Willis nel 1876 e successivamente ampliato in più riprese da Harrison & Harrison fino alle attuali dimensioni (98/IV) di riesenorgel (organo gigante).

Il CD si apre con Francis Jackson “The Archbishop Fanfare”, un breve pezzo per evidenziare le Tube dell’organo; segue Ralph Vaughan Williams Preludio e fuga in Do minore; William Harris Preludio; Charles Macpherson Andante in Sol (dal Piccolo libro per organo in memoria di Hubert Parry); Harvey Grace Salmo Postludio “Martiri”; Hubert Parry Preludio Corale su Croft 136° ; Marco Enrico Bossi, Scherzo in Sol minore Op.49 n.2; Johannes Brahms preludio corale “Mein Jesu, der du mich” Op.122 n.1; Sigfrid Karg-Elert Corali preludi dall’opera 65: n.5 “Freu dich sehr, O meine Seele”, n.28 “Lob eden Herren, O mein Seele; n.50 “O Gott du frommer Gott); Paul Hindemith Sonata n.3 su canti popolari tedeschi; Louis Vierne Légende (dai 24 pezzi in stile libero) op.31 n.13; Olivier Messiaen “Apparizione della Chiesa Eterna”; Jehan Alain “Corale Dorico”; Jean Langlais “Incantation pour un jour Saint”.

Come si vede la carne al fuoco è molta e spazia nella musica del XX sec. in tutta Europa (ci sono pezzi Inglesi, Tedeschi, Francesi e anche un Italiano del calibro di Marco Enrico Bossi) a dimostrazione della estrema versatilità dell’organo, oltre che della preparazione dell’organista. L’organo canta molto bene, dai PPP appena udibili ai FFF con le Tube, e ogni pezzo è eseguito con ricchezza di registri e i giusti cambi di impasto sonoro e di tastiera.

James Lancelot si destreggia bene fra i brani delle varie scuole ma quella che sembra essergli più congeniale è quella Inglese; nelle altre esprime meno pathos e minori libertà specie nei brani dove potrebbe “rubare” un po’, procede rispettando fin troppo il metronomo e ciò sminuisce un tantino la qualità dell’esecuzione, sempre tecnicamente impeccabile.

Per esempio, la Sonata n.3 di Hindemith su temi popolari tedeschi è affrontata con piglio deciso e ben calibrato, ma è sempre troppo metronomicamente giusta per suscitare nell’ascoltatore il pathos novecentesco del pezzo che avrebbe giovato di alcuni rubati e di alcune libertà che Lancelot non si prende, e ciò è un vero peccato. Nei pezzi francesi si avverte ancora di più il rispetto metronomico delle partiture a scapito della bellezza delle interpretazioni. Eppure Lancelot “azzecca” bene i timbri, gli impasti sonori, i cambi di tastiera e quant’altro, gli manca solo un po’ di libertà che purtroppo non si è sentito di prendersi.

Il “nostro” Bossi è eseguito molto correttamente e di tanto in tanto Lancelot si prende qualche libertà che ravvivano il pezzo, per cui è un peccato che queste libertà di cui è capace con gusto e con correttezza non se le prenda anche nei pezzi Tedeschi e Francesi.

Il repertorio Inglese è eseguito altrettanto correttamente, prendendosi qualche libertà secondo lo stile di ciascun pezzo; su tutti si distingue il secondo, che è anche il più lungo del CD (escludendo la Sonata di Hindemith di oltre 10 minuti) il Preludio e Fuga in Do minore di Ralph Vaughan Williams, che dura 9 minuti e mezzo, che passano veloci grazie alla interpretazione di Lancelot, qui al suo massimo.

Il libretto consta di un unico foglio ripiegato in 5 parti ed è tutto in Inglese. Ci sono le note critiche su ciascuno dei pezzi incisi e brevi note biografiche degli Autori; c’è l’intera disposizione fonica dell’organo e il curriculum dell’organista. La copertina mostra un dipinto dell’esterno della cattedrale, con i suoi grandi torrioni romanici, la quarta di copertina mostra un primo piano in b/n di Lancelot.

Nel complesso, il CD è assolutamente godibile, fatta la tara dell’eccesso di rispetto del metronomo da parte di Lancelot, e fa ascoltare uno strumento grandioso perfettamente registrato dai tecnici della Priory. Lo consiglio agli amanti della musica d’organo del XX sec. e dei Grandi Organi Inglesi.

Luglio 2023

Graziano Fronzuto

Londra – Cattedrale Cattolica di Westminster – 1° CD

Charles Marie Widor

Sinfonia n.5 in Fa minore Op. 42 n.1

Mystique Op. 82 n.2

Marche Pontificale dalla Sinfonia n.1 Op.13 n.1

David Hill

All’organo Henry Willis III della Cattedrale Cattolica di Westminster – Londra

CD Hyperion CDA 66181

Nelle immediate adiacenze della Victoria Station, a Londra, sorge l’imponente Cattedrale Cattolica di Westminster, costruita in stile neobizantino alla fine del XIX sec. (da non confondere con l’Abbazia di Westminster, anglicana, sorta nel periodo gotico su un edificio più antico). La Cattedrale di Westminster possiede due organi costruiti da Henry Willis III: il principale, posto sopra la porta d’ingresso in una grande cantoria dotato di 4 manuali e pedaliera, e il corale posto in abside dotato di due manuali e pedaliera e con un comando che consente di controllare l’organo principale in due combinazioni predefinite di registri.

Entrambi gli organi non hanno mostra propria, sono nascosti dalle strutture della cattedrale, tuttavia hanno un suono eccezionale, frutto della perizia del costruttore. Per l’inaugurazione dell’organo principale venne chiamato Louis Vierne che, al termine del concerto, improvvisò sul tema del carillon del Big Ben, l’orologio del palazzo di Westminster, improvvisazione alla base della nota fantasia “Carillon de Westminster” op.54 n.6, uno dei capolavori di Vierne.

Il CD, in vendita nel bookshop della cattedrale, contiene l’intera Sinfonia n. 5 di Widor e altri due pezzi alquanto famosi dello stesso autore tra cui la trascinante e difficilissima Marche Pontificale. David Hill li affronta con piglio deciso e virtuosistico. Già dal primo movimento (Tema e Variazioni) della Sinfonia si odono i virtuosismi di Hill, i rubati, gli sprazzi estrosi, il giusto pathos romantico di Widor. Tutta la Sinfonia è eseguita così, tanto da poter dire che di più non si poteva fare. L’organo, pur essendo Inglese “doc” viene piegato da Hill al gusto Francese in una spirale sonora di grande suggestione.

La celeberrima Toccata finale della Sinfonia viene affrontata con un tempo “giusto” né troppo veloce né troppo lento, con qualche rubato che non guasta in questo pezzo; l’organo ha un FF e un FFF di tutto rispetto e brillano in questo brano come non mai. Altrettanto brillanti sono i timbri della Marche Pontificale dove gli accordi al limite dell’estensione delle mani e i doppi pedali mettono a dura prova l’organo, che se la cava egregiamente con la sua intonazione di tutto rispetto.

Il libretto, consistente in un’unica pagina ripiegata in tre, è tutto in Inglese e contiene una biografia di Widor e alcune note sui brani eseguiti, c’è poi la disposizione fonica dell’organo (IV/64) e una foto a tutta pagina di David Hill in primo piano. Non c’è il suo curriculum e la copertina consiste in una foto della navata centrale della Cattedrale vista dall’ingresso verso l’abside.

L’organista misura assai bene i registri per ogni pezzo, pur rispettando le puntuali prescrizioni di Widor, che aiutano fino a un certo punto (non dimentichiamoci che qui abbiamo un organo inglese a quattro manuali) ma sono indispensabili per suonare bene i suoi brani.

Così si odono i bellissimi Fondi 8’ dell’organo, le sue ance, le sue misture, i passaggi da PPP a FFF e viceversa.

In conclusione, il CD è veramente godibile e offre un’ampia panoramica sull’opera di Widor. Consigliato a chi ama Widor (e sono molti) e gli organi di Henry Willis III, veri capolavori di arte organaria, di tecnica e di intonazione.

Marzo 2023

Graziano Fronzuto

Louis Vierne – Pièces de Fantaisie

Louis Vierne – Pièces de Fantaisie

Winfried Bὃnig

All’organo Cavaillé-Coll di Santa Maria la Real, Azkoitia

CD Ambitus amb 97 997

Nel nord della Spagna c’è la cittadina di Azkoitia meta turistica assai pittoresca, nella parrocchiale è conservato uno degli ultimi strumenti costruiti da Aristide Cavaillé-Coll, precisamente nel 1898, inaugurato da Ferdinand de la Tombelle. La sua tavolozza di registri, distribuiti su tre manuali e pedaliera, è stata scelta da Bὃnig per incidere i “Pezzi di Fantasia” di Louis Vierne.

Il CD si apre con l’Inno al Sole op.53 n.3, prosegue con Naiadi op.55 n.4, Cattedrali op.55 n.3, Fuochi Fatui op.53 n.4, Preludio op.51 n.1, Le campane di Hinckley op.55 n.6, Gargolle e Chimere op.55 n.5, Siciliana op.53 n.2, Improvviso op.54 n.2, Fantasmi op.54 n.4, Andantino op.51 n.2, Toccata in si minore op.53 n.6, Intermezzo op.51 n.4, si conclude con la celeberrima Toccata Carillon di Westminster op. 54 n.6.

Come si vede si tratta di un’ampia antologia delle opere 51, 53, 54, 55. Sarebbe stato meglio suonare l’intera op.54 (quella di Carillon di Westminster) e l’intera  op.55 (quella delle Campane di Hinckley e di Gargolle e Chimere), ma anche così si ha una ampia panoramica sull’opera “minore” (rispetto alle monumentali 6 Sinfonie) di Vierne. L’organo Cavaillé-Coll di Azkoitia risponde assai bene alle musiche di Vierne sapientemente suonate da Bὃnig che, nonostante parta da un’impostazione tedesca del suo modo di suonare, si immedesima abbastanza bene nello stile francese.

L’organista misura assai bene i registri per ogni pezzo, pur rispettando le puntuali prescrizioni di Vierne, che aiutano fino a un certo punto (non dimentichiamoci che Vierne aveva a disposizione l’organo Cavaillé-Coll di Nỗtre-Dame di Parigi con oltre 110 registri distribuiti su 5 manuali e pedaliera) ma sono indispensabili per suonare bene i suoi brani.

Così si odono i bellissimi Fondi 8’ dell’organo, le sue ance, le sue misture, i passaggi da PPP a FFF e viceversa che caratterizzano alcuni brani, si percepisce anche l’atmosfera idillica e sognante dei Pezzi di Fantasia come la voleva Vierne. Particolare menzione merita il “Carillon di Westminster”, il pezzo più famoso, che mostra i Fondi 8’ con l’Oboe 8’ (“alla Franck”) e un progressivo crescendo fino al FFF del finale.

Il libretto, in Tedesco, Inglese e Francese, descrive brevemente ciascuno dei brani, riporta la storia dell’organo (ma non la sua disposizione fonica visionabile QUI dove le altezze dei registri sono espressi in Palmi alla Spagnola anziché in PIedi come di norma, ma basta tener presente 26 palmi = 16 piedi, 13 palmi = 8 piedi ecc) e il curriculum dell’organista, titolare del riesenorgel (organo gigante) della cattedrale di Colonia. La copertina mostra i tre manuali dell’organo e la quarta di copertina una foto dell’organista. Non c’è la foto dell’organo, che pure nella sua monumentalità è stata trascurata.

In conclusione, il CD è veramente godibile e -anche se un po’ di “rubato” in più non avrebbe guastato- e offre un’ampia panoramica sul Vierne “minore” dei Pezzi di Fantasia. Consigliato a chi ama Vierne (e sono molti) e la musica francese a cavallo tra il XIX e il XX sec.

Luglio 2022

Graziano Fronzuto

L’organo della Cattedrale di Aquisgrana

Die Klais-Orgel
im Dom zu Aachen

Norbert Richtsteig

Organo Klais (1990) della Cattedrale di Aquisgrana

CD Domkapitel Aachen

Nella carolingia cattedrale di Aquisgrana (Aachen in tedesco, Aix-la-Chapelle in francese), fondata da Carlo Magno ispirandosi alla chiesa ravennate di San Vitale ma successivamente rimaneggiata con l’aggiunta di un grande coro gotico, c’è un RiesenOrgel (organo gigante) costruito da Klais con materiale dell’organo del 1865  che possedeva 65 trgistri.

Il Cd su di esso inciso dall’allora (1994) organista titolare è una miscellanea di opere tedesche e francesi dal XVIII al XX sec. Si comincia con Johann Sebastian Bach, Fantasia su “Komm Heiliger Geist, Herre Gott” Bwv 651, si prosegue con il suo allievo Johann Ludwig Krebs, Corale “Herzlich lieb hab ich dich, o Herr”, Claude Bénigne Balbastre Noel “On S’en vont Ces gais bergers”; Camille Saint-Saens. Fantasia in Re bemolle maggiore Op.101; Louis Lefébure-Wély, Sortie in Si bemolle maggiore; Losef Gabriel von Rheinberger Sonata n.4 in La minore “Tonus Peregrinus”; Olivier Messiaen, Apparition de l’Eglise Eternelle; si chiude con Jean Langlais, Acclamations.

Nonostante la grande varietà di autori e di opere, l’organo sembra rispondere assai bene al cambiamento di epoche e di stili; Richsteig ci mette del suo, scegliendo appropriatamente i registri e i cambi di tastiera ma non sfugge ad una certa monotonia di fondo presente in tutte le opere probabilmente dovuta ad un nucleo base di registri sempre presenti che -sia pure ragionevole per l’incisione di tanti brani così diversi in un unico CD- si fa sentire e talvolta risulta pesante.

L’intonazione del RiesenOrgel non è particolarmente brillante, anzi è (come spesso accade nei RiesenOrgeln) piuttosto scura così i brani settecenteschi perdono in brio, quelli ottocenteschi sono più appropriati. Se in Bach, Krebs. In qualche misura Balbastre, il rigido rispetto del metronomo può essere giustificato, non lo è altrettanto con tutti gli altri pezzi. Per un Rheinbergeriano credente e praticante come me la Sonata n.4 appare ben eseguita ma l’avrei preferita più varia nei registri e nei cambi di tastiera e soprattutto ci sarebbe voluto un po’ di rubato per evitare l’effetto accademico di questa Sonata eseguita troppo rigidamente. Messiaen e Langlais riescono abbastanza bene e sembrano essere i brai più vicini alla sensibilità dell’interprete.

Il libretto, tutto in Tedesco, si sofferma sulla storia dell’organo, sulla sua ricca disposizione fonica in più corpi, sul curriculum dell’interprete e su brevi note sui brani eseguiti. La presa del suono -in un ambiente difficile come la Cattedrale di Aquisgrana- è molto buona e rende giustizia all’organo e alle sue caratteristiche. Va sottolineato che il CD è stato prodotto dal Capitolo della Cattedrale, evidentemente conscio del valore del proprio organo e del proprio organista, cosa che in Germania è possibile mentre in Italia è assai più difficile che accada.

Aprile 2022

Graziano Fronzuto

L’organo del Duomo di Passavia

Die grὃβte Kirchenorgel der Welt

Im Hohen Dom zu PASSAU

DomOrganist Walther R.Schuster

Spielt Muffat, Reger, Improvisation

CD Motette 10601

In Germania esistono numerosi RiesenOrgeln (organi giganti) costruiti nel XX sec., tra questi spicca quello del Duomo di Passavia, che è il più grande di tutti ed è il più grande organo collocato in una chiesa aperta al culto nel mondo. Articolato in più corpi, è stato costruito nel 1933 e conta oltre 17000 canne azionate da più consolles per ciascuno dei corpi e da una consolle principale a 5 manuali collocata in cantoria sopra l’ingresso principale. Più volte revisionato è oggi tenuto in manutenzione da una ditta di Passavia.

Per far ascoltare questo strumento, l’organista titolare Walther R. Schuster ha scelto innanzitutto Georg Muffat che fu organista di questa cattedrale (ovviamente c’era un altro strumento, che già all’epoca era molto grande) e precisamente la Toccata Octava dall’Apparatus Musicus Organisticus che fa il suo bell’effetto col corpo principale dello strumento.

Segue una lunga improvvisazione libera articolata in Toccata, Trio e Fuga con la quale Schuster dà ampia prova delle sue capacità improvvisative e fa ascoltare le infinite possibilità timbriche dell’organo dai PPP del CronWerk (organo corona, collocato nel sottotetto al centro della navata e che diffonde il suo suono da una finestratura a rosone) al Volles Werk (Tutti) i cui si ode l’intera potenza dell’organo.

Segue poi la Seconda Sonata in Re minore op. 60 di Max Reger, articolata in Improvvisazione, Invocazione, Introduzione e Fuga, ricca di cromatismi e di nouances che solo un RiesenOrgel piò riprodurre come li voleva l’Autore. Qui Schuster dà ampia dimostrazione del suo virtuosismo e della padronanza dello strumento, con i continui crescendo e diminuendo, accelerando e decelerando che arricchiscono il pezzo secondo la volontà dell’Autore.

Il libretto è integralmente in Tedesco; parla di Passavia, città dei tre fiumi, del suo Duomo e dell’organo il cui corpo principale è contenuto nella magnifica cassa settecentesca. Viene poi riportata in caratteri minuscoli ma integralmente la disposizione fonica dello strumento e il curriculum dell’organista.

Ritengo assolutamente indispensabile per qualsiasi collezionista avere un CD registrato a Passavia. L’organo da chiesa più grande del mondo merita ampio spazio e questo CD se ne prende a sufficienza.

Marzo 2022

Graziano Fronzuto