da Graziano Fronzuto | 18 Mar, 2022 | Musica
ALKAN
Music for organ or pedal-piano
Kevin Bowyer all’organo Henry Willis della cattedrale di Salisbury
Nimbus Records NI 5089
Abbiamo già recensito un CD registrato sul portentoso organo Henry “Father” Willis della cattedrale di Salisbury, ma questa volta il motivo che ci spinge a ritornare su questo strumento è il CD inciso dal virtuoso Kevin Bowyer dedicato a musiche di Charles-Valentin Mohrange detto Alkan (dal cognome della madre), nato a Parigi il 30 novembre 1813 e ivi scomparso il 29 marzo 1888.
Alkan fu una figura importantissima nell’universo musicale francese (e non solo) della seconda metà dell’800 ma la sua musica, improntata al virtuosismo più arduo e alle difficoltà più impervie, non ebbe molta fortuna a causa dell’esiguo numero di esecutori in grado di suonarla correttamente e di darle il giusto pathos che difficilmente viene fuori a chi è dotato della sola tecnica eccezionale per suonarla. In altre parole, la musica di Alkan è difficilissima e la sua difficoltà rende ardua ancor di più l’interpretazione romantica corretta di essa. Né facilitò la sua diffusione l’origine ebraica dell’Autore, in un’epoca di antisemitismo strisciante che culminò nel celebre Affaire Dreyfuss.
Per di più, Alkan fu virtuoso anche di organo e di pianoforte con pedaliera (strumento oggi rarissimo ma che ebbe una relativa fortuna all’epoca), ovviamente scrivendo musica per tali strumenti altrettanto difficile e di impervia interpretazione.
Attorno a lui si creò una vera e propria leggenda: si esibiva raramente e non amava particolarmente farlo in pubblico preferendo piuttosto i salotti più “in” di Parigi; non amava i suoi ritratti ed esistono pochissime immagini in cui mostra il proprio volto (anche sulla copertina di questo CD c’è una sua foto di spalle). Si diceva forse non troppo a torto che fosse un po’ misantropo ed egocentrico e che su tutto il resto preferiva immergersi nella scrittura della sua difficilissima musica.
Oggi viene considerato precursore di un altro amante del virtuosismo: Kaikhosru Shapurji Sorabji, nato Leon Dudley Sorabji (Chingford, 14 agosto 1892 – Winfrith Newburgh, 15 ottobre 1988), che scrisse musica esclusivamente difficilissima e che visse praticamente recluso dedicandosi integralmente alla composizione (fra le sue opere vanno ricordate le 4 sinfonie per organo di cui la prima dura due ore, le altre oltre quattro!).
Ho citato non a caso Sorabji poiché il nostro interprete ebbe la fortuna di essere suo allievo per qualche tempo (non è nemmeno il caso di soffermarsi che Sorabji, come pure Alkan, ebbe pochissimi allievi) e di recente ha curato la pubblicazione di molti suoi manoscritti, fra cui pure le sinfonie per organo (di cui ha anche inciso l’integrale, per chi abbia abbastanza fegato e pazienza di ascoltare quella musica per ore).
Tornando ad Alkan, precisiamo che l’esecuzione sull’organo o sul pedalpiano dei brani incisi è autografa, l’autore non ha escluso nessuno dei due strumenti -tranne che per l’ultimo brano, scritto espressamente per pedalpiano- per cui sarebbe una autentica fortuna trovare un CD di pedalpiano per fare un confronto, ma purtroppo oggi i pedalpianisti sono pochissimi e spesso si tratta di organisti che di tanto in tanto suonano il pedalpiano in rare occasioni e si guardano bene, spesso e volentieri, dal suonare musica di Alkan.
Considerando tutto quanto detto sopra, i suoi colleghi musicisti si divisero in due fazioni: chi l’amava (fra cui César Franck che gli dedicò il Grande Pezzo Sinfonico per grande organo) e chi lo detestava, senza vie di mezzo, ma tutto ciò non fatichiamo a crederlo non lo toccava minimamente.
Il CD si apre con le Tredici Preghiere opera 64 del 1860 il cui carattere è decisamente Ebraico ma la cui presentazione dell’edizione è in Gallico (e questo a riprova dell’immensa cultura che Alkan possedeva oltre alle notevoli doti musicali), prosegue con gli Otto Piccoli Preludi su le otto gamme del cantus firmus e si chiude con il monumentale Improvviso sul canto Luterano “Salda rocca è il nostro Dio” opera 69, in trascrizioine per organo (per ovviare alla minore estensione delle tastiere) effettuata dallo stesso interprete.
Il CD è corredato di uno scarno libretto nella sola lingua inglese essendo destinato al mercato interno ed è corredato da una foto del Pedalpiano di Alkan; non c’è la disposizione fonica dell’organo né sue fotografie e questo è un vero peccato.
L’interpretazione dei brani è a dir poco eccezionale, Bowyer, nato nel 1961 ha inciso questo CD nel 1988 e, nonostante la giovane età che aveva, dimostra una notevole maturità interpretativa tanto da non sembrare vero che riesca ad aggiungere un notevole pathos romantico alla tecnica trascendentale necessaria all’esecuzione corretta, che già sarebbe tanto. L’organo si dimostra all’altezza per timbri, potenza sonora e caratteristiche dei singoli registri.
In conclusione, consiglio questo disco a tutti gli appassionati di organo innanzitutto per l’organo di Salisbury utilizzato, per la rarità della musica di Alkan che vi è incisa e per le doti di interprete di Kevin Bowyer che dal 1988 in poi ha avuto una brillantissima carriera di concertista e di incisore di dischi di brani di indubbia difficoltà.
Marzo 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 11 Mar, 2022 | Musica
The world of The Organ
Simon Preston
Organo dell’Abbazia di Westminster
CD DECCA 430 091-2
L’organo dell’Abbazia di Westminster è uno strumento gigantesco collocato in due corpi affrontati sul Coro dell’Abbazia, poco prima del transetto. E’ stato più volte ristrutturato e attualmente si presenta sostanzialmente come realizzato nel 1937 da Harrison & Harrison per l’Incoronazione di Re Giorgio V il 12 maggio di quell’anno e come modificato e ampliato per ordine di Simon Preston tra il 1982 e il 1987; si tratta di un organo gigantesco (RiesenOrgel come dicono i Tedeschi).
Il CD, realizzato nel 1990, documenta l’organo in questo stato suonato dall’autore delle modifiche, Simon Preston, a lungo organista della Regina d’Inghilterra e pertanto titolare di questo strumento.
Il CD è una miscellanea di brani, che consentono all’ascoltatore di sentire tutta la ricchissima tavolozza sonora di questo strumento. Il CD si apre con la Toccata dalla 5^ Sinfonia in Fa minore di Charles Marie Widor; seguono poi Johann Sebastian Bach, corale “Wachet auf”; Wolfgang Amadeus Mozart, Fantasia in Fa minore k608; William Walton, Marcia Crown Imperial; Christopher Clarke, Prince of Denmark March (arr. di S.Preston); Georg Fridrich Haendel, Marcia Funebre dall’oratorio Saul; Henry Purcell, Trumpet Tune; Edward Elgar, Imperial March; Louis Vierne, Finale dalla Prima Sinfonia in Re minore; Richard Wagner, Coro dei Pellegrini dal Tannhauser; Alexandre Guilmant, Marcia su tema di Haendel, Robert Schumann Studio n.5; Siegfried Karg Elert, Marcia Trionfale.
Come si vede, su tredici brani ben 6 sono Marce e altri tre sono assimilabili a marce. Presumo che Preston li abbia scelti per sottolineare la funzione eminentemente celebrativa che ha questo strumento nelle Funzioni Religiose che si svolgono da sempre nell’Abbazia, sede di incoronazioni, di funerali di membri della Famiglia Reale, di commemorazioni ecc. Non avrebbe sfigurato il brano “Westminster Abbey” di Marco Enrico Bossi, ma è talmente raro che forse Preston nemmeno lo conosceva.
Per chi, come me, ha avuto la fortuna di suonare quest’organo è inutile sottolineare la bellezza dei suoi fondi, la caratterizzazione delle sue ance, la brillantezza delle sue misture e le altre innumerevoli caratteristiche tecniche dell’organo, che possiede comandi a pomello, pistoncino, placchette e pulsanti posti anche sui modiglioni delle tastiere. La consolle è a dir poco monumentale e la panca è grande e pesante, ma può essere regolata al millimetro in altezza e distanza dalla consolle grazie a meccanismi azionati da manovelle in ottone.
Tornando al CD, si nota la assoluta padronanza di Preston nei brani di compositori inglesi, ma anche di quelli tedeschi (Bach, Schumann e Karg Elert; Haendel era tedesco di nascita ma naturalizzato inglese) e francesi (due famosi finali di sinfonie e una marcia però su tema di Haendel) e con tecnica precisa e indefettibile, anche se un po’ di rubato -che pure non manca- in più non avrebbe fatto male.
Il CD è corredato da un libretto assai succinto in Inglese con cenni sulla storia dell’organo e sui brani eseguiti. Seguono poi pagine e pagine di pubblicità della Decca con la proposta di altri CD di organo del catalogo della Casa.
Ciò è discutibile anche perché manca la disposizione fonica dell’organo (per fortuna reperibile in Internet nel sito BIOS e altri) e il curriculum, sia pure ragguardevole, di Preston. Evidentemente sono informazioni che vengono date per scontate dato che chi acquista questo CD non lo fa come primo CD d’organo della propria collezione ma dopo aver acquistato qualche decina di CD.
Se per assurdo si dovesse iniziare la propria collezione di CD d’organo con questo, si avrebbe difficoltà ad ascoltarne tanti altri, poiché l’organo è davvero notevole e si ha l’impressione di avere a che fare con un “non plus ultra” dell’organaria del XX sec. mentre si resterebbe delusi dal libretto in cui, per risparmiare spazio, i compositori sono citati solo per cognome e solo Bach è preceduto da J.S.; tutti gli altri sono citati solo per cognome e ciò a una casa come Decca non si perdona facilmente, per quanto bello possa essere il CD (e non mi stanco di ripeterlo: il CD è davvero molto bello).
In conclusione, fatta la tara delle pecche del libretto, l’organo è così bello all’ascolto che ne consiglio l’acquisto. Il CD non deluderà gli appassionati dell’arte organaria inglese del XX sec. e i numerosi appassionati di Simon Preston.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 9 Mar, 2022 | Musica
Josef Gabriel von Rheinberger Vol. I
Berliner Dom Sauer Orgel
Michael Pohl
CD “Mottette” 12211
Ho già parlato dell’organo della Cattedrale Imperiale di Berlino, costruito da Wilhelm Sauer nel 1905, e di Michael Pohl alle sue tastiere. Stavolta si sfiora il non plus ultra poiché il CD contiene esclusivamente musica di Josef Gabriel von Rheinberger eseguite magistralmente su un organo assolutamente adatto.
Il contenuto del CD è il seguente: Sonata n.2 Op-65 in La b maggiore “Phantasia-Sonata”; Dieci Trii op.49; Sonata n.18 Op.188 in La maggiore. L’esecuzione fa ascoltare l’immensa paletta timbrica dello strumento e fa capire che siamo di fronte a musica e strumento quali capolavori assoluti. L’interpretazione è sicuramente “giusta” con tutte le gradazioni di Piano e Forte al posto adatto, secondo le intenzioni dell’autore, con i respiri e i rubati che ci si aspetta per godere al massimo di questi spartiti.
Fa piacere trovare tre pezzi incisi per intero (non è raro, per esempio, che della Sonata n.18 si ascolti solo il bellissimo Idillio) e questo è sicuramente un pregio del CD.
Tanto di cappello a Pohl per aver inciso Rheinberger padroneggiando da par suo l’organo Sauer utilizzandolo al meglio.
Il libretto -in Tedesco, Inglese e Francese- è esauriente nella descrizione dei brani e schematico nella descrizione del curriculum di Pohl; c’è anche l’immensa disposizione fonica dell’organo scritta su più pagine ed arricchita -cosa più unica che rara- della composizione dei registri di mutazione composta (Mixturen, Kornetten, Zymbel ecc.) con tanto di altezze delle singole file e dei ritornelli.
Consiglio questo CD a tutti gli appassionati d’organo poiché l’organo della Cattedrale Imperiale di Berlino non può mancare in nessuna collezione, specie dei Rheinbergeriani credenti e praticanti come me.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 6 Mar, 2022 | Musica
Berliner Dom Sauer Orgel
Michael Pohl
CD “Capriccio” 10571
Ascoltare sia pure in CD un organo di Wilhelm Sauer è sempre un piacere, specie quando si tratta del più grande strumento da lui costruito tuttora in condizioni originali: l’organo della Cattedrale Imperiale protestante di Berlino, con la sua ornatissima cassa monumentale.
A cimentarsi con questo RiesenOrgel (organo gigante) troviamo l’esperto Michael Pohl, che è stato a lungo titolare di questo strumento Essendo nato nel 1940, ha compiuto i suoi studi durante la DDR e si è esibito nell’allora Unione Sovietica e in tutta la Repubblica Democratica Tedesca.
Dal libretto veniamo a sapere che la Cattedrale Imperiale di Berlino è stata costruita nella seconda metà del XIX sec. ed è dominata da una immensa cupola; l’organo fu installato alla fine dei lavori nel 1905. Dopo quarant’anni di onorato servizio, la cattedrale e l’organo furono vandalizzati durante i lunghi anni di abbandono durante la DDR; dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 e con l’unificazione della Germania nel 1991, si è quasi subito iniziato il restauro della cattedrale e del suo organo che, dopo lunghe discussioni sulla sua modernizzazione, è stato riportato com’era e dov’era consentendo a tutti di riascoltare i suoni originali Sauer e un organo dalla trasmissione pneumatica tubolare di immense dimensioni.
Il repertorio del CD è assolutamente adatto all’organo e permette di ascoltare autori poco noti in Italia e pezzi assai rari, di difficile reperimento a causa della loro difficoltà e della difficoltà di trovare un organo adatto al pari di questo.
Si comincia con Johann Friedrich Ludwig Thiele, Fantasia e Fuga cromatiche in La Minore; segue Felix Mendelssohn di cui ascoltiamo l’Ostinato in Do Minore, il Preludio in Do Minore, la Fuga in Fa minore, il Trio in Fa Maggiore, l’Allegro in Si b Maggiore e il Corale con Variazioni “Herzlich tut mich verlangen”; segue Albert Becker con la Fantasia e Fuga in Sol Minore Op. 52 e si conclude con la monumentale Passacaglia in Si minore di Anton Wilhelm Leupold.
All’ascolto si ha subito l’impressione di avere a che fare con un organo eccezionale, dai timbri fortemente caratterizzati, dal singolo Flauto o dalla singola Ancia solista alle grandiosità dei FFF; si viene così a dare pienamente ragione a coloro che hanno promosso il restauro filologico dello strumento piuttosto che una sua ricostruzione moderna, sia pure con le magie delle trasmissioni elettroniche.
Fra tutti i brani, la Passacaglia di Leupold colpisce per la sua ieraticità monumentale, piena, carismatica, degna delle Passacaglie della tradizione tedesca da Bach a Haendel per passare a Rheinberger e Reger.
Tanto di cappello a Pohl per aver inciso brani di questo tipo padroneggiando da par suo l’organo Sauer utilizzandolo al meglio.
Il libretto -in Tedesco, Inglese e Francese- è esauriente nella descrizione dei brani e schematico nella descrizione del curriculum di Pohl; c’è anche la disposizione fonica dell’organo scritta però in caratteri piccolissimi per farla stare in un’unica pagina lasciando l’ultima pagina inspiegabilmente bianca.
Consiglio questo CD a tutti gli appassionati d’organo poiché l’organo della Cattedrale Imperiale di Berlino non può mancare in nessuna collezione. Ringrazio particolarmente l’amico prof. Roberto Russi per avermi procurato il CD acquistandolo nella sacrestia della cattedrale e facendomene dono.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 4 Mar, 2022 | Uncategorized
La musique d’orgue Italienne (Vol.1) “La Renaissance”
Massimo Nosetti
À l’orgue historique (16eme s.) de la Cathedrale Santa Maria Maggiore de Spilimbergo (reconstruction Zanin 1981)
CD Syrius SYR 141304
Il CD di cui parlerò oggi è una delle incisioni del compianto maestro Massimo Nosetti, scomparso a soli 53 anni nel 2013 per un male incurabile, che ho avuto il piacere di conoscere di persona e di restare in contatto con lui per vari anni.
Si tratta dell’incisione di vari pezzi del XV e XVI secc.: Andrea Antico, Frottola “occhi miei lassi”; Marcantonio Cavazzoni, Ricercare III; Jacobo Fogliano, Ricercare; Girolamo Cavazzoni, Hymnus “Ave Maris Stella”, Magnificat primi toni, Quia respexit, Deposuit, Suspecit, Gloria Patri; Andrea Gabrieli, Toccata del 5° Tono, Fantasia allegra; Claudio Merulo, Toccata prima del 5° tono; Giovanni Gabrieli, Canzon prima detta “La spiritata”, Canzon seconda; Girolamo Diruta, Ricercare dell’8° tono; Adriano Banchieri, Fantasia seconda, La Battaglia; Giovanni Maria Trabaci, Durezze et Ligature; Tarquinio Merula, Capriccio cromatico; Girolamo Frescobaldi, Toccata nona, Partite sopra l’aria de la Monica, dai Fiori Musicali, Messa della Madonna: Recercar dopo il Credo, Toccata per l’Elevazione, Capriccio sopra la Girolmeta.
Come si vede, il contenuto del CD consiste in una vera e propria miscellanea davvero ricca che comprende autori veneti ma anche dell’Italia centrale e meridionale (Trabaci). Sono tutti brevi brani che permettono all’interprete di mostrare tutte le possibilità timbriche dell’organo utilizzato.
Lo strumento non è l’originale di Bernardino Vicentino del 1524 poiché fu demolito nel corso dei “restauri” del Duomo di Spilimbergo nella prima metà del XX sec.; di esso si è conservata la cassa di Venturino da Venezia (sia pure molto integrata) che è stata rimontata com’era e dov’era in occasione della ricostruzione dell’organo da parte di Gustavo Zanin (Ditta Cav. Francesco Zanin di Gustavo Zanin) nel 1981. Si tratta di un organo di 12’ (tastiera e pedaliera iniziano dal Fa) di grandi dimensioni particolarmente sonoro e ben riuscito nel suo intento di far rivivere l’organo rinascimentale perduto. D’altronde basta ascoltare Nosetti su questo strumento per rendersi conto che la tradizione veneta non è morta ma rivive nell’opera di Zanin che riesce nel difficile compito di far rinascere un organo cinquecentesco in maniera autentica e convincente.
Il libretto, in Francese e in Italiano, è esauriente e documentato e arricchisce il CD in modo impeccabile. Naturalmente è riportata la disposizione fonica dell’organo e le sue caratteristiche e c’è una foto dell’interprete alla consolle di un organo callidiano (non è la consolle di quest’organo). La copertina ritrae l’organo con i suoi portelli e la sua cantoria con i riquadri dipinti da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto “il Pordenone”, ricomposti dopo la demolizione com’erano e dov’erano. Le figure ritraggono: Assunzione di Maria (portelli chiusi); Caduta di Simon Mago (portello aperto di sinistra); Conversione di Saulo (portello aperto di destra). La cantoria è formata da cinque tavole con le Storie della Vergine, mentre negli spazi laterali sono raffigurati dei Paggi.
Lo strumento, che ho suonato grazie all’amico avv. Lorenzo Marzona e di cui ho un bel ricordo, ha dei timbri particolarmente belli e ben caratterizzati, ben ripresi dal tecnico della Syrius Bernard Seveu.
Le interpretazioni di Nosetti sono tutte di alto livello, all’altezza della fama di questo artista scomparso troppo presto; riesce a non far apparire monotona la lunga serie di pezzi incisi anzi li caratterizza uno per uno con l’interpretazione “giusta” per timbrica, ritmica, tecnica e anche un po’ di “rubato” che non guasta.
In definitiva un CD che tutti gli appassionati dell’organaria veneta dovrebbero avere nella propria collezione così come anche coloro che hanno apprezzato Massimo Nosetti in vita, rimpiangendo di non averlo ascoltato abbastanza.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto