da Graziano Fronzuto | 2 Mar, 2022 | Musica
Organs in the City of Cork – Ireland
Colin NIcholls
Organi delle Chiese della città di Cork – Irlanda
CD “Organo Pleno”
La città di Cork, antica e storicamente importante, conserva numerose chiese ciascuna con il proprio organo a canne; in questo CD vi è una ricca antologia di questi. Naturalmente si comincia dalla Cattedrale Anglicana di St Fin Barre che conserva un grande organo a 4 manuali più volte rimaneggiato e attualmente si presenta come risultato del lavoro di Shepherd & Sons nel 1989, su cui vengono eseguiti la Fanfara di Francis Jackson e il Preludio n.4 in Fa di Charles Villiers Stanford.
Si prosegue con il North Presentation Convent che possiede un organo Joseph Walker ad un solo manuale su cui vengono eseguiti i Pezzi 7 e 4 di Samuel Wesley, l’Andante pastorale di Charles Wesley e il Preludio e Fuga in Sol ancora di Samuel Wesley.
Quindi è la volta della Cattedrale Cattolica di St. Mary & St. Ann che contiene un organo E.F. Walcker del 1922, ampliato da Henry Willis & Sons nel 1967 per l’esecuzione del Tema e Variazioni di Henrik Andriessen e il Preludio n.3 in MI b di Charles Villiers Stanford.
Si passa quindi alla Christ Church con l’organo di Thomas C. Lewis del 1878 su cui vengono eseguiti due Improvvisi Corali (Op.65 n.5 e Op.65 n.59) di Siegfried Karg Elert e il Preludio n.6 in Mi b di Charles Villiers Stanford.
La chiesa di Sant’Agostino conserva un organo R.F. Meates & Son di Dublino a tre manuali su cui vengono eseguiti Epitaphe di Louis Vierne e il Preludio n.5 in Sol di Charles Villiers Stanford.
Si passa quindi a Santi Pietro e Paolo che contiene un organo Bryceson & Morton del 1876 a tre manuali su cui vengono eseguiti la Toccata in si minore di André Fleury, il Lied e la Pastorale di Louis Vierne, Incantation pour un Jour Saint di Jehan Langlais e il Preludio n.1 in Mi di Charles Villiers Stanford.
Il CD si chiude ancora con l’organo della Cattedrale Anglicana su cui vengono eseguiti il Psalm Prelude di Herbert Howells e il Postludio n.2 in Sol minore di Charles Villiers Stanford.
Come si vede c’è parecchia carne al fuoco concentrata in un unico CD di particolare pregio. I brani di Stanford aiutano a cogliere le sfumature, le analogie e le differenze tra i vari organi su cui sono stati oculatamente distribuiti; gli altri brani sono particolarmente adatti agli organi su cui vengono eseguiti e le interpretazioni di Nicholls -tutte di alto livello- esaltano quest’aderenza tra organo e pezzo eseguito.
Dal punto di vista tecnico il CD si dimostra particolarmente ben riuscito: i tecnici della Organo Pleno sono riusciti ad effettuare un’ottima presa sonora in ciascuna delle chiese, differentissime per stile e per caratteristiche geometriche e acustiche nonché per il posizionamento dei rispettivi organi.
Il libretto esclusivamente in Inglese non è particolarmente voluminoso, nonostante tutto contiene la storia delle chiese, degli organi e le foto (sia pure piccole ma ben leggibili) degli esterni e degli interni con tanto di organi in evidenza. Vi sono inoltre gli indirizzi toponomastici e le disposizioni foniche complete di tutti gli organi, anche dei più grandi, senza rinunciare alla leggibilità dei caratteri usati.
Dal punto di vista interpretativo, Nicholls dà il meglio di sé con Stanford (e non vi erano dubbi) e nelle composizioni di autori anglosassoni, tuttavia anche i brani francesi (Vierne, Langlais) o olandesi (Andriessen) vengono resi beni e con uno spirito interpretativo degno di nota.
Il CD mi è stato donato dall’amico Steve Dunk ed è indubbiamente una rarità dato che si vende a Cork ed era al più reperibile sul sito della Casa Editrice ed ora è introvabile. E ciò è un vero peccato dato che dovrebbe costituire un esempio per le città storiche ancor oggi ricche di organi preziosi e importanti purtroppo spesso bistrattati.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 28 Feb, 2022 | Musica
Orgelportrait St. Anna – Augusburg
Karl Maureen
Organo della chiesa di Sant’Anna in Augusta (Baviera)
(AR) CD 001 GEMA
Ho già parlato dell’organo di Sant’Anna ad Augusta in quest’articolo monografico in cui ho messo in evidenza la sua importanza storica di testimone dell’incontro del cardinale Tomaso de Vio (“il cardinal Cajetano”) con Martin Lutero e con Jakpb Fugger (“il ricco”).
Stavolta descrivo un CD registrato sull’attuale strumento che occupa la monumentale magnifica cassa che ha contenuto l’organo del 1512 di Johann Behaim von Dobrau e che dimostra le possibilità foniche dello strumento. Il CD contiene una miscellanea di brani dal barocco al moderno: si comincia con Johann Sebastian Bach, Preludio in Do maggiore BWV 547, Trio in La minore BWV 529, Fuga in Do maggiore BWV 547; Jean Francaix, Suite Carmelite che occupa le 6 tracce successive; Felix Mendelssohn, Sonata V in Re minore che occupa le ulteriori tre tracce; Richard Heller, Organology (1978); Guy Bovet, Salamanca (1986); Max Reger, Salmo di Grazie dall’op. 145.
Come si vede c’è un po’ di tutto e l’organo risponde bene alle esigenze timbriche di ciascun brano. Diverso è il discorso per le interpretazioni di Maureen, tecnicamente impeccabili ma troppo “ingessate” nel rigore ritmico e nelle nouances musicali dei brani. Sicuramente Bach esce di gran lunga vincitore nel confronto con gli altri compositori, non solo per le caratteristiche dei brani ma anche e soprattutto per come viene eseguito da Maureen.
Il libretto -in solo Tedesco- contiene la storia dell’organo, uno schizzo prospettico dello strumento, una nota sui brani eseguiti e il curriculum dell’organista con una sua foto che occupa un’intera pagina; si conclude con la disposizione fonica attuale dello strumento.
Per quanto riguarda il reperimento del CD, non so cosa dire: a me è stato regalato dalla sacrista dopo che avevo suonato l’organo; le era piaciuto così tanto da rendermi degno di un tale omaggio. Presumo che sia reperibile in internet nel sito della chiesa o in quello della casa editrice.
In conclusione, fatta la tara delle interpretazioni di Maureen, l’organo è così bello all’ascolto che ne consiglio l’acquisto. Il CD non deluderà gli appassionati dell’arte organaria tedesca di fine XX sec.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 14 Feb, 2022 | Musica
West European Organ Works
Ignace MIchiels
Organo Klais della Cattedrale del SS. Salvatore di Brugge (Bruges)
DCCD “Digi Classics” 10037
Il CD che descrivo oggi è una vera e propria miscellanea di autori tedeschi, belgi e francesi (nessun italiano, si badi) per mostrare le capacità dell’organo Klais della cattedrale di Brugge.
Si parte con J.S.Bach, Sinfonia della Cantata n. 28; si prosegue con Josef Gabriel Rheinberger, Intermezzo della Sonata n.4; Joseph Jongen, Toccata in Re b maggiore; Nigel Ogden Scherzo per il coniglio bianco; Nigel Ogden, Penguine Playtime; Louis Vierne, Carillon de Westminster; Eduard Batiste, Andante in la minore; Theodore Dubois, Toccata in Sol Maggiore; Alexandre Guilmant, Marcia su tema di Haendel; Henri Mulet, Tu es Petra dagli Schizzi Bizantini; Louis Léfébure-Wély, Marcia in Do maggiore; Charles Marie Widor finale dalla Sinfonia n.8 in Si maggiore.
Come si vede, tranne Bach, si tratta di tutti autori vissuti tra il XIX e il XX sec. fino ad arrivare al contemporaneo Ogden, nato nel 1954, periodo congeniale alla disposizione fonica dell’organo, debitamente riportata nel libretto.
Michiels si destreggia bene nel repertorio anche se vi sono autori decisamente distantissimi l’uno dall’altro cosa che l’interprete risolve con una certa rigidità nei tempi (fin troppo metronomici, soprattutto in Widor e Rheinberger) e nei cambi di tastiere e registri.
I brani meglio riusciti sono le due Marce, quella di Guilmant su tema di Haendel, e quella di Léfébure-Wély che ben si adattano al modo di suonare di Michiels.
Tuttavia il materiale registrato è tanto e qui e lì si sentono sprazzi di altissima levatura che rendono il CD interessante, nonostante la miscellanea proposta. Forse più per non conoscenza che per altro non vi sono brani Italiani né di altre nazioni, per esempio Inglesi, che nel periodo considerato hanno un repertorio di tutto rispetto (penso a Capocci, Bossi o a Elgar). Discorso a parte per l’Inglese Nigel Ogden, organista da teatro, il cui repertorio si rifà agli spettacoli teatrali che di volta in volta accompagna.
Il CD si completa con un libretto con una bella foto dell’organo nella sua monumentale cassa settecentesca e contiene il solo curriculum dell’organista tradotto in ben sei lingue tra cui anche l’Italiano e la disposizione fonica dell’organo di cui non viene dato alcun cenno storico.
Il CD è in vendita nel book shop della cattedrale di Brugge e mi è stato regalato da mio fratello Espedito che l’ha visitata ma dovrebbe essere reperibile anche in internet, per chi è interessato alla musica d’organo di Francia, Belgio, Germania del XIX e XX sec.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 12 Gen, 2022 | Musica
ALBERT SCHWEITZER
Johann Sebastian Bach
CD Magic Talent 48045
Albert Schweitzer (Kayersberg, Alsazia, 14 gennaio 1875 – Lambarené, Gabon, 4 settembre 1965) fu un uomo dalla vita complessa e avventurosa; prima di tutto fu un medico missionario, fondando in Africa l’ospedale di Lambarené, fu organista di eccelso livello, fu storico della musica e teologo. Inoltre per le sue altissime benemerenze umanitarie fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 1952.
Viaggiò molto, soprattutto per promuovere le attività del suo ospedale e cercare finanziamenti, e durante questi viaggi incise dei dischi che col passare del tempo sono divenuti storici e sono stati riversati su CD per avere un’idea delle sue eccelse interpretazioni. Va detto che a Lambarené aveva a disposizione un Pedalpiano verticale donatogli da alcuni ammiratori e con quello si manteneva in esercizio quando aveva un momento libero.
Il CD di cui parliamo oggi raccoglie una serie di incisioni del 1935 e del 1936 di opere di Bach molto note che ci consentono di avere un’idea abbastanza precisa delle doti artistiche del Dottore (veniva chiamato così).
Il primo brano è la Toccata e Fuga in Re minore BWV 565 registrato il 18 dicembre 1935; segue la Fantasia e Fuga in Sol minore BWV 542 registrata fra il 16 e il 18 dicembre 1935; la Fuga in La minore BWV 543 registrata nell’ottobre 1936; la Fuga in Sol Minore BWV 578 registrata fra il 16 e il 18 dicembre 1935; 7 Corali registrati nell’ottobre 1936. La cosa mi fa particolarmente felice poiché il 18 dicembre è la ricorrenza di San Graziano Vescovo di Tours quindi è il mio onomastico. Sapere che Schweitzer ha registrato dei brani in quella data è emozionante.
Le interpretazioni sono di altissimo livello; certo sono molto lontane da quelle cui siamo abituati attualmente, ma sentire i fraseggi perfettamente portati, i legati impeccabili, gli staccati né troppo secchi né troppo prolungati, la linea melodica (soprattutto nei corali) ben portata e chiaramente udibile senza “sporcature” di sorta rende il CD un documento prezioso.
Il libretto purtroppo è limitato ad una stringata cronologia della vita di Schweitzer; è anche riportato il viaggio in America in occasione del quale tenne delle lezioni-conferenza tra cui quelle cui partecipò la mia insegnante Tina Guglietta che può definirsi a buon diritto sua allieva e che mi ha trasmesso immutato l’amore per Bach del Dottore che fu anche suo.
Tornando ai brani del CD, colpiscono le scelte dei registri, i cambi di tastiera, i ritmi sempre giusti e sempre nobili, che rivelano lo stile del Dottore così personale e così diverso dagli stili degli organisti più recenti. Già il celebre incipit della Toccata e Fuga in Re Minore fa capire tante cose: la scelta dei registri, dei ritmi, dei fraseggi e quant’altro caratterizza il brano tutti trattati con impeccabile maestria e granitica coerenza.
Non stupisce quindi che a settant’anni di distanza dalla registrazione (il CD è del 2005) questi brani incisi da Schweitzer negli anni ’30 del XX sec. vengano riproposti in una collana di vasta diffusione: significa che il Dottore, con le sue interpretazioni, ha ancora molto da dirci e da darci.
Gennaio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 12 Dic, 2021 | Musica
Organista Luigi Benedetti
Coro femminile Gregoriano “in Dulci Jubilo”
Cappella Musicale della Cattedrale di Verona, direttore Alberto Turco
CD Bongiovanni GB 5043-2
Il CD di cui parleremo oggi è stato registrato in occasione dell’inaugurazione del restauro degli organi storici della Cattedrale di Verona (collocati nelle navate laterali all’altezza del presbiterio) rispettivamente un Domenico Farinati del 1909 in cassa cinquecentesca (che aveva contenuto precedentemente un organo antegnatesco) a sinistra e un Costanzo Antegnati del XVI sec. a destra nella sua cassa originale. Il restauratore è stato Barthélémy Formentelli che ha eseguito i lavori nel 2003.
Quindi si tratta di un disco di quasi venti anni fa, ma tuttora in catalogo presso la casa editrice. Il disco dà anche e soprattutto l’occasione di ascoltare Luigi Benedetti, organista di valore a lungo titolare del Grande Organo del Duomo di Milano ma che ha inciso pochissimi dischi talvolta non da solo come in questo caso.
La prima parte del CD è dedicata all’organo Antegnati e si apre con l’Exultavit cor meum per organo solo di Giovanni Gabrieli, prosegue con il Gloria in Excelsis (versetti dispari organo solo, versetti pari: Canto Gregoriano) di Giovan Battista Fasolo, la Toccata in Sol di Giovanni Gabrieli, l’Ave Maris Stella (versetti dispari Canto Gregoriano, versetti pari organo solo) di Giovan Battista Fasolo, la Canzona Francese ancora di Giovanni Gabrieli, il Magnificat Octavi Toni (versetti dispari organo solo, versetti pari: Canto Gregoriano) ancora di Giovan Battista Fasolo.
La seconda parte del CD è dedicata all’organo Farinati e inizia con i Sei Versetti per il Gloria per organo solo di Vincenzo Petrali, la cui edizione moderna è stata curata dallo stesso Benedetti per i tipi della Carrara, prosegue con l’Ora Mistica e l’Ora Gloriosa di Marco Enrico Bossi e si conclude con il Te Deum del compositore veronese Davide Begalli con i versetti dispari affidati all’organo solo e i versetti pari al coro a quattro voci della Cappella Musicale della Cattedrale di Verona diretta da Alberto Turco.
Naturalmente non sfugge l’eterogeneità dei brani incisi sebbene mitigata dal fatto di aver scelto due soli autori per la parte dedicata all’organo Antegnati e tre per quella dedicata all’organo Farinati, ma si deve tener conto che si trattava di un concerto inaugurale in cui si voleva dimostrare le capacità degli organi appena restaurati sia da soli che in accompagnamento. Sembra che la differenza di diapason e di intonazione abbiano impedito di suonare gli organi insieme (cosa che comunque avrebbe aggiunto altra carne al fuoco del già ricco arrosto del contenuto del CD). Ottima comunque la scelta di inserire brani “alternatim” con versetti affidati alternativamente al coro e all’organo secondo un’antica prassi esecutiva che ha avuto moltissimi proseliti ma che è praticamente caduta completamente in disuso nel XIX sec.
La tradizione è stata ripresa nel pregevole Te Deum di Davide Begalli, compositore locale, i cui cenni biografici si possono leggere QUI, molto noto ed apprezzato ai suoi tempi poi caduto ingiustamente nel dimenticatoio, forse anche a causa che moltissime delle sue composizioni non furono mai pubblicate.
Il CD, registrato abbastanza bene ma non ottimamente (si tratta pur sempre di una presa dal vivo), permette comunque di giudicare le caratteristiche foniche dei due organi, dato che nonostante le ingenti spese di restauro sembra che non vengano usati troppo spesso a causa della loro collocazione, tanto da indurre il Vescovado ad acquistare un piccolo organo meccanico collocato a terra vicino al coro delle normali funzioni.
L’organo Antegnati, con base 16’, con i suoi timbri cinquecenteschi, appare brillante e sufficientemente sonoro nonostante la vastità della cattedrale, merito anche del ripristino dell’intonazione operato al meglio da Formentelli; l’organo Farinati, anch’esso con base 16’ al Grand’Organo e un Espressivo particolarmente ricco, ha timbri tardoromantici molto marcati che vengono esaltati non tanto dai Versetti di Petrali (concepiti per un organo Serassiano) ma dai brani di Bossi e dal Te Deum di Davide Bigalli. Qui si deve fare un appunto all’organista che ha inserito i brani di Petrali, pur sapendo che non erano adatti all’organo, per la ragione che lui stesso li aveva revisionati e ripubblicati (li aveva incisi anche nel CD Priory “Great European Organs n.38” dedicato al Duomo di Milano e in una musicassetta Carrara insieme a brani di Filippo Capocci anch’essi revisionati e ripubblicati da lui). Insomma prezzemolo per ogni minestra servita da Benedetti, anche quando è preferibile non metterlo.
Tornando al CD, l’edizione è secondo gli elevati standard di Bongiovanni. Il libretto, in Italiano e in Inglese, è sufficientemente dettagliato e riporta la storia degli organi della cattedrale veronese nonché le rispettive disposizioni foniche. Vengono precisate anche le rispettive trasmissioni: meccanica (Antegnati) e tubolare (Farinati), ripristinata funzionalmente nel corso del restauro.
Personalmente ho trovato notevole la presenza di un coro gregoriano interamente femminile, più unico che raro, probabilmente nato per ricordare la musica corale nei monasteri femminili del Rinascimento e del Barocco, che non sfigura affatto anzi rende il disco prezioso.
In conclusione, vale la pena di avere questo CD nella propria collezione per i suoi pregi e i suoi meriti che superano largamente i difetti e le lacune.
Novembre 2021
Graziano Fronzuto