da Graziano Fronzuto | 7 Ott, 2022 | Musica
Heinrich Scheidemann
Opere per Organo Vol 1
Pieter van Dijk
Organo Von Hagerbeer/Schnitger della chiesa di San Lorenzo ad Alkmaar (Paesi Bassi)
CD Naxos 8.554202
Heinrich Scheidemann fu uno dei più importanti organisti e compositori olandesi del XVII sec. e le sue opere meritano senza dubbio la massima attenzione da parte dei musicofili. Questo CD è integralmente a lui dedicato e contiene i seguenti brani: Preludio in Re minore, Dic nobis Maria (da Giovanni Bassano), Magnificat VI toni, Ballet, Erbarm dic mein, O Herre Gott, Toccata in Sol maggiore, Paduana Lacrymae (da John Dowland), Surrexit pastor bonus (da Orlando di Lasso), Jesus Christus unser Heiland, Vater unser im Himmelreich I, Preambolo in Do maggiore.
Pur essendo il primo di una serie di CD dedicata all’autore, presenta una scelta dei brani fra i più vari fra le sue composizioni. La più monumentale è senza dubbio il Magnificat VI Toni, della durata di oltre 16 minuti che la rende di gran lunga la più lunga incisione del CD, affrontata da van Dijk con estremo rigore (e qui non ci sarebbe stato male un po’ di rubato e qualche libertà in più durante l’esecuzione) ed anche vigore, che non guasta mai. Non sfigurano le altre composizioni, anche se di lunghezza assai inferiore, rese con maestria non comune da van Dijk sfruttando molto bene le splendide coloriture dei registri dell’organo di Alkmaar. Curiosa la scelta come brano di chiusura di un Preambolo, un brano scritto appositamente per l’inizio di qualcosa (di una Messa, di un Concerto o quant’altro).
Il libretto, in Inglese, Tedesco e Francese, contiene cenni critici sui brani incisi e il curriculum (solo in Inglese) dell’organista; c’è la disposizione fonica dell’organo e la sua storia (solo in Inglese) e in copertina c’è la fotografia dell’organo in tutta la sua monumentale grandezza.
All’ascolto il CD si presenta molto bene; i vari brani sono affrontati con il giusto pathos e -anche se qualche libertà in più avrebbe giovato- si fanno ascoltare senza problemi e senza noia (cosa che altre incisioni provocano a prescindere dai brani incisi); l’abilità compositiva di Scheidemann viene fuori in tutta la sua grandezza e fa rimpiangere che nel mercato Italiano si trovino così poche incisioni delle sue opere (io stesso, per quanto abbia cercato, non sono riuscito a trovare nessuno dei volumi successivi a questo -il quale è il primo della serie- che la Naxos gli ha dedicato).
Il CD, fra i più interessanti della mia collezione, è consigliabile a tutti gli amanti della musica del XVII sec. specie a quelli che non conoscono Scheidemann.
Ottobre 2022
Graziano Fronzuto
P.S. resta il dubbio del famigerato Principaal 22′ del Pedale: c’è chi sostiene che si tratti di un Principale 32′ che inizia al 22′ (Sol1) e c’è chi sostiene che inizia dal Do1 costituendo una gran quinta per ottenere l’effetto di 64′. Solo che per ottenere realmente l’effetto del 64′ dovrebbe esserci anche un Principale 32′ che qui non c’è…
da Graziano Fronzuto | 7 Ott, 2022 | Litterae, Musica
Girolamo Frescobaldi
Il Viaggio nelle Fiandre
Maurizio Croci
All’organo Bizzarri (1519)-Antegnati (1589)-Prati (1657) della Madonna di Campagna a Ponte in Valtellina
CD Tactus TC 580604
Girolamo Frescobaldi fu ai suoi tempi una “star” internazionale dell’organo; ovunque andasse schiere di ascoltatori andavano a sentirlo dal vivo e tra questi alcuni divennero suoi allievi, tanto da rintracciarsi nel loro stile l’influenza chiara del Maestro.
Questo è l’assunto posto a base di questo CD che non contiene solo musiche di Frescobaldi ma anche di autori a lui collegabili, in particolare di provenienza dalle Fiandre. Il CD si apre con tre brani di Frescobaldi: Roggero, Corrente, Toccata; prosegue con Adrien Willaert: o Gloriosa Domina, Ricercare sesto; Luzzasco Luzzaschi: Canzon; ancora Frescobaldi: Canzon, Partite sopra la Marista; Peter Philips, Fantasia in re, Amanti di Julio Romano; Peter Cornet: Toccata del 9° Tono, Courante, Aria del Granduca (questa dubitativamente attribuita a Cornet); Giovanni Paolo Cima: La Vaga canzon 6, La Gustosa canzon 14; e si conclude ancora con Frescobaldi: Fantasia Decima sopra quattro soggetti.
Come si vede il materiale è molto ed è collegato tutto alla figura di Frescobaldi, come artista e come didatta e l’interprete Maurizio Croci lo affronta con la giusta serietà e compassata esecuzione, anche se non mancano momenti particolarmente brillanti (come in certi passaggi delle Toccate e delle Fantasie) se non addirittura esaltanti come in certe Canzoni.
Le sue interpretazioni sono particolarmente piacevoli, segno del lungo periodo di studio antecedente alla registrazione del CD, ma anche segno della particolare predilezione di Croci per questo repertorio tutt’altro che semplice anzi spesso variegato da passaggi particolarmente difficili.
La scelta dei brani è legata al viaggio che Frescobaldi fece tra il 1607 e il 1608 nelle Fiandre, al seguito del Cardinale Guido Bentivoglio, ricco di contatti con un ambiente musicale particolarmente fecondo di organisti e cembalisti di prim’ordine. Gli autori, tutti contemporanei a Frescobaldi, sono stati scelti con meticolosi criteri di vicinanza di stile o di costruzione dei brani e rappresentano un buon esempio della musica Italiana e delle Fiandre a cavallo fra il XVI e il XVII sec.
Il libretto, in Italiano, Inglese e Francese, riporta note critiche ai brani; c’è la storia dell’organo (solo in Italiano) da cui apprendiamo che lo strumento fu costruito per la chiesa parrocchiale di Ponte in Valtellina e solo nel 1657 fu portato nel santuario della Madonna di Campagna, alle porte della cittadina, con un intervento che lo portò dall’originaria estensione di 6 piedi a quella attuale di 8’ con tastiera di 45 tasti (Do1-Do5 con prima ottava “corta”) e pedaliera di 8 pedali costantemente unita alla tastiera e dotata di un registro di Contrabbassi. Della monumentale cassa dello strumento c’è una foto, peccato in b/n che non rende giustizia alla sua bellezza rinascimentale.
Ci sarebbe da obiettare che l’organo è di 8’ mentre Frescobaldi ebbe a disposizione anche organi di 16’ che sicuramente i musicisti delle Fiandre avevano nella loro disponibilità. Tuttavia si tratta di un organo rinascimentale sostanzialmente intatto che fa ascoltare la musica così come veniva eseguita all’epoca della sua costruzione.
Il CD, fra i più nobili della mia collezione, è consigliabile a tutti gli amanti di Girolamo Frescobaldi cui interessi conoscere il mondo musicale in cui il grande organista Ferrarese, naturalizzato Romano da quando fu nominato organista in San Pietro in Vaticano, visse e operò.
Ottobre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 6 Ott, 2022 | Musica
Domenico Zipoli
Libro Primo dalle Sonate d’Intavolatura per Organo e Cimbalo
Domenico Cipriani
all’organo positivo costruito da Johannes Conrad Werle (1752) conservato nella Cappella del SS. Sacramento nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma
CD Gruppo Futura MS9721-2
Domenico Zipoli (Prato, 1688 – Cordoba [Argentina], 1726) è stato un importantissimo organista e cembalista Italiano vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII sec. Allievo per un breve periodo di Alessandro Scarlatti, sviluppò uno stile personalissimo di composizione, fatto di ampie melodie supportate da un ferreo sistema imitativo e contrappuntistico. Pubblicate a Roma verso il 1708, le Sonate di Intavolatura per Organo e Cimbalo sono divise in due volumi di cui il primo si intende più appropriato all’organo e il secondo al clavicembalo. Ma anche invertendo gli strumenti cui sono destinate si ottiene un buon risultato per cui si può ritenere che la divisione è soltanto convenzionale.
Il CD contiene il primo libro per intero: Toccata in Re minore; 4 versetti in Re minore; Canzona in Re minore; 4 versetti in Do maggiore; Canzona in Do maggiore; 4 Versetti in mi minore; Canzona in Mi minore; 4 Versetti in Sol minore; Canzona in Sol minore; All’Elevazione I; Al Post Communio; All’Elevazione II; All’Offertorio; Pastorale; e per finire 4 Versetti del I Tono Opera Postuma che non fa parte del Libro ma completa la carrellata zipoliana del CD.
La maggior parte dei brani incisi sono composti da Versetti di poche righe cosa che fa capire che per Domenico Zipoli, nonostante fosse organista titolare degli organi Hermans della chiesa del Gesù ed essendosi egli stesso fatto Gesuita, l’organo doveva essere usato “col contagocce”. Anche la lunghezza delle Canzoni, salvo quella in Sol minore, fa capire che non gli veniva concesso di suonare l’organo per non più di 4-5 minuti consecutivi. Fanno eccezione le Elevazioni e l’Offertorio che durano quanto il momento Liturgico cui sono destinati (comunque limitati nell’arco di 5 minuti).
Dopo la pubblicazione delle Sonate d’Intavolatura, chiese e ottenne di poter andare in Missione in Argentina dove visse per circa 18 anni e dove morì nel 1726 a soli 38 anni d’età e dove ha lasciato un corpus di Messe, Cantate, e pezzi strumentali che sono ancora in buona parte inediti.
L’interprete, Domenico Cipriani, era stato frate francescano ma non lo era più al momento dell’incisione del CD ma era rimasto in buoni rapporti con i frati dell’Aracoeli e dunque non gli fu difficile utilizzare il misconosciuto organo positivo Werle della Cappella del SS. Sacramento per la registrazione. Lo strumento fu acquistato dagli eredi di Werle dai PP. Francescani nel 1820 e sistemato nella chiesa di San Bonaventura al Palatino. Fu poi smontato e ricomposto nel 1911 in Santa Maria in Aracoeli e spostato più volte all’interno della Basilica fino alla collocazione attuale.
L’organo non è nemmeno lontanamente parente agli organi Hermans della chiesa del Gesù (organi di 16’ di cui almeno uno probabilmente aveva due manuali) ma compensa con la brillantezza dei suoi registri il deficit di dimensioni; si tratta di un Positivo assai ben fatto e ben conservato che riesce a rendere bene i brani Zipoliani (soprattutto i versetti e le prime tre canzoni), grazie anche all’interpretazione tutto sommato libera e briosa del compianto Cipriani, prematuramente scomparso pochi anni dopo l’incisione di questo CD del 1997.
Il libretto è inesistente: consiste in una foto dell’organo da chiesa più grande del mondo, quello della Cattedrale di Passau e dietro di uno sfondo nero uniforme. Nulla viene detto dei brani e nulla viene detto dell’organista (che per fortuna ho fatto in tempo a conoscere di persona e ad apprezzarne la vulcanica abilità interpretativa).
Il CD, fra i più indefinibili della mia collezione, è consigliabile a tutti gli amanti di Domenico Zipoli che possono confrontare con le altre numerose edizioni presenti sul mercato.
Ottobre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 21 Set, 2022 | Musica
Daniel Chorzempa
A romantic organ extravaganza
Organo della Cappella dei Cadetti all’Accademia Militare di Westpoint
CD Philips 438 309-2
Le Cappelle delle Accademie Militari americane sono grandi quanto cattedrali e posseggono organi di immense dimensioni; è il caso di Westpoint, sede dell’accademia dell’Esercito, dove la cappella in stile neogotico ricorda la Cattedrale di Liverpool. Sull’organo di questa cappella è possibile suonare un repertorio vastissimo e Chorzempa, che al culmine della sua esperienza organistica questo repertorio l’aveva e lo padroneggiava, lo sfrutta al massimo.
Il CD si apre con Richard Wagner trascritto per organo da Edwin Lemare: Coro dei Pellegrini dal Tannhauser, la cavalcata delle Valchirie da La Valchiria, l’ouverture dei Maestri Cantori di Normimberga; prosegue con Josef Gabriel von Rheinberger, cantilena dalla Sonata n. 11; Grand Choeur Dialogué di Eugène Gigout; Scherzetto e Berceuse dai 24 pezzi in stile libero di Louis Vierne; e si chiude con la Suite Gothique di Leon Boellmann.
I pezzi si susseguono gloriosamente sul grande organo prescelto e rendono giustizia al grande Chorzempa che, prima di dedicarsi integralmente alla musica elettronica, fu un eccellente organista con un passato di “enfant prodige” (si interessò al pianoforte sin da 4 anni di età). Le grandiose atmosfere di Wagner, di Gigout e di Boellmann si alternano con le dolcezze della Cantilena di Rheinberger e dei due pezzi di Vierne. L’organo ben si presta, con i suoi poderosi fondi e le sue roboanti misture e le sue possenti ance, al repertorio; c’è spazio anche per i fondi e le ance dolci della paletta dei registri; lo strumento ha una ricchezza di registri tale da renderlo tra i più grandi del mondo e qui si sente molto bene.
Il libretto, in Inglese, Tedesco, Francese e Italiano, riporta solo una succinta biografia di Chorzempa poi vi sono pagine e pagine di pubblicità ad altri CD della Philips. Così non c’è nemmeno una foto della Cappella né la disposizione fonica dell’organo, per fortuna reperibile in internet e leggibile QUI.
La scelta di dare spazio a soli autori del XIX sec. ha pagato abbondantemente poiché si odono armonie e armonie cromatiche rese assai bene dallo strumento, che pare fatto apposta per questa letteratura. Naturalmente molto si deve alla sapienza costruttiva di Moller che ha realizzato lo strumento tra il 1911 e il 1950, successivamente ampliato ancora da altri organari, e alla bravura di Daniel Chorzempa.
Consiglio il CD per gli appassionati di musica del XIX sec. ed in particolare degli organi delle cappelle militari americane.
Settembre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 9 Set, 2022 | Musica
Michelangelo Rossi
Toccate e Correnti – Parte Seconda
Francesco Cera
All’organo Luca Neri 1650 dell’Oratorio De Nardis a L’Aquila
CD Tactus 601802
Un bel CD dedicato ad un solo autore non può non interessare i cultori della musica italiana del periodo barocco. Qui Francesco Cera, specialista del repertorio, esegue solo musiche di Michelangelo Rossi: Toccata X, Corrente I e II, Toccata I e III, Corrente VII e VIII, Toccata IV e IX, Versetto I e II, Toccata 1,2,4; Corrente V VI, IX. Da notare che tutti i brani sono stati eseguiti sull’organo Luca Neri (1650) dell’oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis a L’Aquila tranne le tre ultime Correnti che sono state incise (chissà perché) su un organo da camera costruito da Barthélémy Formentelli nel 1996.
Sul costruttore dell’organo ci sarebbe molto da dire: fu attivo nell’Italia Centrale a cavallo della metà del XVII sec. e ci ha lasciato vari strumenti, molti dei quali però profondamente modificati se non ricostruiti nel corso dei secoli successivi. Suo capolavoro è l’organo di San Domenico a Perugia che attende un restauro artistico da molti e molti decenni.
Sull’autore delle musiche c’è un ampio capitolo nel libretto del CD cui rimando, citando solo che Rossi è passato alla storia come compositore per musiche per strumenti da tasto ma ai suoi tempi era noto ed apprezzato come violinista (veniva chiamato Michel Angelo del Violino).
I brani incisi mostrano una profonda maturità nella composizione di toccate e correnti, con brani virtuosistici e brani più lenti che si alternano in modo sorprendente senza soluzione di continuità. Soprattutto le Toccate restano impresse per la loro ventata di novità nel mondo della musica da tasto italiana e non solo. Le Correnti, tutte molto più brevi delle toccate (mediamente durano circa un minuto contro i quattro-cinque delle toccate), sono dei flash nel panorama musicale italiano che folgorano l’ascoltatore con la loro ricchezza d’invenzione concentrata in pochi secondi.
Il libretto è in Italiano, Inglese, Tedesco e Francese -segno delle ambizioni estere della Casa Editrice- e si limita ad una panoramica della vita di Michelangelo Rossi con cenni sulle Toccate e Correnti. C’è una breve descrizione dell’organo con i suoi registri ma non c’è una fotografia di esso. Non c’è il curriculum di Francesco Cera, ma è un personaggio ben noto negli ambienti musicali per cui non se ne sente la mancanza.
In conclusione, il CD è molto interessante e ben eseguito per cui vale la pena averlo nella propria collezione, sia per gli appassionati della musica di Rossi sia per gli appassionati dell’Arte Organaria Italiana del XVII Sec.
Settembre 2022
Graziano Fronzuto