da Graziano Fronzuto | 6 Ott, 2022 | Musica
Domenico Zipoli
Libro Primo dalle Sonate d’Intavolatura per Organo e Cimbalo
Domenico Cipriani
all’organo positivo costruito da Johannes Conrad Werle (1752) conservato nella Cappella del SS. Sacramento nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma
CD Gruppo Futura MS9721-2
Domenico Zipoli (Prato, 1688 – Cordoba [Argentina], 1726) è stato un importantissimo organista e cembalista Italiano vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII sec. Allievo per un breve periodo di Alessandro Scarlatti, sviluppò uno stile personalissimo di composizione, fatto di ampie melodie supportate da un ferreo sistema imitativo e contrappuntistico. Pubblicate a Roma verso il 1708, le Sonate di Intavolatura per Organo e Cimbalo sono divise in due volumi di cui il primo si intende più appropriato all’organo e il secondo al clavicembalo. Ma anche invertendo gli strumenti cui sono destinate si ottiene un buon risultato per cui si può ritenere che la divisione è soltanto convenzionale.
Il CD contiene il primo libro per intero: Toccata in Re minore; 4 versetti in Re minore; Canzona in Re minore; 4 versetti in Do maggiore; Canzona in Do maggiore; 4 Versetti in mi minore; Canzona in Mi minore; 4 Versetti in Sol minore; Canzona in Sol minore; All’Elevazione I; Al Post Communio; All’Elevazione II; All’Offertorio; Pastorale; e per finire 4 Versetti del I Tono Opera Postuma che non fa parte del Libro ma completa la carrellata zipoliana del CD.
La maggior parte dei brani incisi sono composti da Versetti di poche righe cosa che fa capire che per Domenico Zipoli, nonostante fosse organista titolare degli organi Hermans della chiesa del Gesù ed essendosi egli stesso fatto Gesuita, l’organo doveva essere usato “col contagocce”. Anche la lunghezza delle Canzoni, salvo quella in Sol minore, fa capire che non gli veniva concesso di suonare l’organo per non più di 4-5 minuti consecutivi. Fanno eccezione le Elevazioni e l’Offertorio che durano quanto il momento Liturgico cui sono destinati (comunque limitati nell’arco di 5 minuti).
Dopo la pubblicazione delle Sonate d’Intavolatura, chiese e ottenne di poter andare in Missione in Argentina dove visse per circa 18 anni e dove morì nel 1726 a soli 38 anni d’età e dove ha lasciato un corpus di Messe, Cantate, e pezzi strumentali che sono ancora in buona parte inediti.
L’interprete, Domenico Cipriani, era stato frate francescano ma non lo era più al momento dell’incisione del CD ma era rimasto in buoni rapporti con i frati dell’Aracoeli e dunque non gli fu difficile utilizzare il misconosciuto organo positivo Werle della Cappella del SS. Sacramento per la registrazione. Lo strumento fu acquistato dagli eredi di Werle dai PP. Francescani nel 1820 e sistemato nella chiesa di San Bonaventura al Palatino. Fu poi smontato e ricomposto nel 1911 in Santa Maria in Aracoeli e spostato più volte all’interno della Basilica fino alla collocazione attuale.
L’organo non è nemmeno lontanamente parente agli organi Hermans della chiesa del Gesù (organi di 16’ di cui almeno uno probabilmente aveva due manuali) ma compensa con la brillantezza dei suoi registri il deficit di dimensioni; si tratta di un Positivo assai ben fatto e ben conservato che riesce a rendere bene i brani Zipoliani (soprattutto i versetti e le prime tre canzoni), grazie anche all’interpretazione tutto sommato libera e briosa del compianto Cipriani, prematuramente scomparso pochi anni dopo l’incisione di questo CD del 1997.
Il libretto è inesistente: consiste in una foto dell’organo da chiesa più grande del mondo, quello della Cattedrale di Passau e dietro di uno sfondo nero uniforme. Nulla viene detto dei brani e nulla viene detto dell’organista (che per fortuna ho fatto in tempo a conoscere di persona e ad apprezzarne la vulcanica abilità interpretativa).
Il CD, fra i più indefinibili della mia collezione, è consigliabile a tutti gli amanti di Domenico Zipoli che possono confrontare con le altre numerose edizioni presenti sul mercato.
Ottobre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 21 Set, 2022 | Musica
Daniel Chorzempa
A romantic organ extravaganza
Organo della Cappella dei Cadetti all’Accademia Militare di Westpoint
CD Philips 438 309-2
Le Cappelle delle Accademie Militari americane sono grandi quanto cattedrali e posseggono organi di immense dimensioni; è il caso di Westpoint, sede dell’accademia dell’Esercito, dove la cappella in stile neogotico ricorda la Cattedrale di Liverpool. Sull’organo di questa cappella è possibile suonare un repertorio vastissimo e Chorzempa, che al culmine della sua esperienza organistica questo repertorio l’aveva e lo padroneggiava, lo sfrutta al massimo.
Il CD si apre con Richard Wagner trascritto per organo da Edwin Lemare: Coro dei Pellegrini dal Tannhauser, la cavalcata delle Valchirie da La Valchiria, l’ouverture dei Maestri Cantori di Normimberga; prosegue con Josef Gabriel von Rheinberger, cantilena dalla Sonata n. 11; Grand Choeur Dialogué di Eugène Gigout; Scherzetto e Berceuse dai 24 pezzi in stile libero di Louis Vierne; e si chiude con la Suite Gothique di Leon Boellmann.
I pezzi si susseguono gloriosamente sul grande organo prescelto e rendono giustizia al grande Chorzempa che, prima di dedicarsi integralmente alla musica elettronica, fu un eccellente organista con un passato di “enfant prodige” (si interessò al pianoforte sin da 4 anni di età). Le grandiose atmosfere di Wagner, di Gigout e di Boellmann si alternano con le dolcezze della Cantilena di Rheinberger e dei due pezzi di Vierne. L’organo ben si presta, con i suoi poderosi fondi e le sue roboanti misture e le sue possenti ance, al repertorio; c’è spazio anche per i fondi e le ance dolci della paletta dei registri; lo strumento ha una ricchezza di registri tale da renderlo tra i più grandi del mondo e qui si sente molto bene.
Il libretto, in Inglese, Tedesco, Francese e Italiano, riporta solo una succinta biografia di Chorzempa poi vi sono pagine e pagine di pubblicità ad altri CD della Philips. Così non c’è nemmeno una foto della Cappella né la disposizione fonica dell’organo, per fortuna reperibile in internet e leggibile QUI.
La scelta di dare spazio a soli autori del XIX sec. ha pagato abbondantemente poiché si odono armonie e armonie cromatiche rese assai bene dallo strumento, che pare fatto apposta per questa letteratura. Naturalmente molto si deve alla sapienza costruttiva di Moller che ha realizzato lo strumento tra il 1911 e il 1950, successivamente ampliato ancora da altri organari, e alla bravura di Daniel Chorzempa.
Consiglio il CD per gli appassionati di musica del XIX sec. ed in particolare degli organi delle cappelle militari americane.
Settembre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 9 Set, 2022 | Musica
Michelangelo Rossi
Toccate e Correnti – Parte Seconda
Francesco Cera
All’organo Luca Neri 1650 dell’Oratorio De Nardis a L’Aquila
CD Tactus 601802
Un bel CD dedicato ad un solo autore non può non interessare i cultori della musica italiana del periodo barocco. Qui Francesco Cera, specialista del repertorio, esegue solo musiche di Michelangelo Rossi: Toccata X, Corrente I e II, Toccata I e III, Corrente VII e VIII, Toccata IV e IX, Versetto I e II, Toccata 1,2,4; Corrente V VI, IX. Da notare che tutti i brani sono stati eseguiti sull’organo Luca Neri (1650) dell’oratorio di Sant’Antonio dei Cavalieri de Nardis a L’Aquila tranne le tre ultime Correnti che sono state incise (chissà perché) su un organo da camera costruito da Barthélémy Formentelli nel 1996.
Sul costruttore dell’organo ci sarebbe molto da dire: fu attivo nell’Italia Centrale a cavallo della metà del XVII sec. e ci ha lasciato vari strumenti, molti dei quali però profondamente modificati se non ricostruiti nel corso dei secoli successivi. Suo capolavoro è l’organo di San Domenico a Perugia che attende un restauro artistico da molti e molti decenni.
Sull’autore delle musiche c’è un ampio capitolo nel libretto del CD cui rimando, citando solo che Rossi è passato alla storia come compositore per musiche per strumenti da tasto ma ai suoi tempi era noto ed apprezzato come violinista (veniva chiamato Michel Angelo del Violino).
I brani incisi mostrano una profonda maturità nella composizione di toccate e correnti, con brani virtuosistici e brani più lenti che si alternano in modo sorprendente senza soluzione di continuità. Soprattutto le Toccate restano impresse per la loro ventata di novità nel mondo della musica da tasto italiana e non solo. Le Correnti, tutte molto più brevi delle toccate (mediamente durano circa un minuto contro i quattro-cinque delle toccate), sono dei flash nel panorama musicale italiano che folgorano l’ascoltatore con la loro ricchezza d’invenzione concentrata in pochi secondi.
Il libretto è in Italiano, Inglese, Tedesco e Francese -segno delle ambizioni estere della Casa Editrice- e si limita ad una panoramica della vita di Michelangelo Rossi con cenni sulle Toccate e Correnti. C’è una breve descrizione dell’organo con i suoi registri ma non c’è una fotografia di esso. Non c’è il curriculum di Francesco Cera, ma è un personaggio ben noto negli ambienti musicali per cui non se ne sente la mancanza.
In conclusione, il CD è molto interessante e ben eseguito per cui vale la pena averlo nella propria collezione, sia per gli appassionati della musica di Rossi sia per gli appassionati dell’Arte Organaria Italiana del XVII Sec.
Settembre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 9 Set, 2022 | Musica
L’organo Carlen – Walpen di Baceno
Paolo Crivellaro
CD “La bottega discantica” n.25
Il CD di cui parlerò oggi è una delle incisioni più memorabili della mia collezione. L’organo fu costruito nel 1822 da Carlen-Walpen per la parrocchia di S.Gaudenzio a Baceno (provincia di Verbania) e presenta la tipica timbrica degli organi Svizzeri di quel periodo. Periodo di cui si sa ben poco poiché in Svizzera gli organi degli inizi del XIX Sec. e anche molti dei precedenti sono stati ricostruiti in seguito, grazie anche alle maggiori disponibilità finanziarie del territorio svizzero.
L’organo si compone di 18 registri distribuiti così: 13 al Manuale unico e 5 al Pedale, con ricchezza di fondi e di mutazioni ma anche di ance e di registri insoliti (una Terza al Pedale, voce umana italiana al manuale e voce umana francese, ad ancia, sempre al manuale). Colpisce la Mostra, di ben 88 canne di Principale e Voce Umana (come oberwerk) con tanto di portelle lignee decorate. E’ stato restaurato da Carlo dell’Orto e Massimo Lanzini tra il 1992 e il 1994.
Il repertorio si concentra su tre autori: Johann Kaspar Kerll, Johan Jacob Froberger, Georg Muffat. Del primo abbiamo: Battaglia, Toccata I, Passacaglia, Capriccio sopra il Cucù; del secondo abbiamo: Toccata, Capriccio, Toccata, Fantasia, Toccata, Canzon; del terzo abbiamo: Toccata Tertia, Nova Cyclopeias Harmonica (Aria ad Malleorum Letus Allusio), Toccata Septima.
All’ascolto si coglie la bellissima intonazione dell’organo Carlen – Walpen (cosa che fa rimpiangere il fatto che sia l’unico rimasto dell’autore in val d’Ossola) che ben si adatta al repertorio prescelto. Così brillano le Toccate sotto l’augusto ripieno dello strumento, si resta incantati per i giochi di ance e di fondi dei brani caratteristici (a cominciare dalla Battaglia che apre il CD) fino all’uso dell’incudine per la Nova Cyclopeias Armonica di Muffat che richiama l’incessante lavoro dei montanari per la loro sopravvivenza in quota.
Il libretto, articolato in capitoli, è in Italiano e Inglese e riporta note sui brani la storia e la scheda tecnica completa dell’organo e il curriculum (contenuto in un succinto capitolo, cosa che mi è piaciuta notevolmente) dell’organista in appendice ci sono i registri utilizzati per ogni singolo brano registrato, cosa che trovo inutile in quanto i competenti non ne hanno bisogno e gli incompetenti non la capiscono, ma tant’è.
Le interpretazioni di Crivellaro sono tutte di alto livello e ben adatte al repertorio e all’organo; la vera perla della raccolta è la Nova Cyclopeias Armonica di Muffat che non si smetterebbe mai di ascoltare. Anche gli altri brani godono dell’interpretazione superba di Crivellaro e mostrano tutto il loro splendore barocco adattato ad un organo costruito sì ai primi dell’ ‘800 ma con criteri e gusti ancora tardosettecenteschi.
In conclusione, consiglio il CD a tutti gli amanti del barocco tedesco che, anche se suonato su un organo svizzero primo-ottocentesco conservato in Italia (e unico superstite del suo genere), troveranno pane per i loro denti.
Settembre 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 24 Lug, 2022 | Musica
Louis Vierne – Pièces de Fantaisie
Winfried Bὃnig
All’organo Cavaillé-Coll di Santa Maria la Real, Azkoitia
CD Ambitus amb 97 997
Nel nord della Spagna c’è la cittadina di Azkoitia meta turistica assai pittoresca, nella parrocchiale è conservato uno degli ultimi strumenti costruiti da Aristide Cavaillé-Coll, precisamente nel 1898, inaugurato da Ferdinand de la Tombelle. La sua tavolozza di registri, distribuiti su tre manuali e pedaliera, è stata scelta da Bὃnig per incidere i “Pezzi di Fantasia” di Louis Vierne.
Il CD si apre con l’Inno al Sole op.53 n.3, prosegue con Naiadi op.55 n.4, Cattedrali op.55 n.3, Fuochi Fatui op.53 n.4, Preludio op.51 n.1, Le campane di Hinckley op.55 n.6, Gargolle e Chimere op.55 n.5, Siciliana op.53 n.2, Improvviso op.54 n.2, Fantasmi op.54 n.4, Andantino op.51 n.2, Toccata in si minore op.53 n.6, Intermezzo op.51 n.4, si conclude con la celeberrima Toccata Carillon di Westminster op. 54 n.6.
Come si vede si tratta di un’ampia antologia delle opere 51, 53, 54, 55. Sarebbe stato meglio suonare l’intera op.54 (quella di Carillon di Westminster) e l’intera op.55 (quella delle Campane di Hinckley e di Gargolle e Chimere), ma anche così si ha una ampia panoramica sull’opera “minore” (rispetto alle monumentali 6 Sinfonie) di Vierne. L’organo Cavaillé-Coll di Azkoitia risponde assai bene alle musiche di Vierne sapientemente suonate da Bὃnig che, nonostante parta da un’impostazione tedesca del suo modo di suonare, si immedesima abbastanza bene nello stile francese.
L’organista misura assai bene i registri per ogni pezzo, pur rispettando le puntuali prescrizioni di Vierne, che aiutano fino a un certo punto (non dimentichiamoci che Vierne aveva a disposizione l’organo Cavaillé-Coll di Nỗtre-Dame di Parigi con oltre 110 registri distribuiti su 5 manuali e pedaliera) ma sono indispensabili per suonare bene i suoi brani.
Così si odono i bellissimi Fondi 8’ dell’organo, le sue ance, le sue misture, i passaggi da PPP a FFF e viceversa che caratterizzano alcuni brani, si percepisce anche l’atmosfera idillica e sognante dei Pezzi di Fantasia come la voleva Vierne. Particolare menzione merita il “Carillon di Westminster”, il pezzo più famoso, che mostra i Fondi 8’ con l’Oboe 8’ (“alla Franck”) e un progressivo crescendo fino al FFF del finale.
Il libretto, in Tedesco, Inglese e Francese, descrive brevemente ciascuno dei brani, riporta la storia dell’organo (ma non la sua disposizione fonica visionabile QUI dove le altezze dei registri sono espressi in Palmi alla Spagnola anziché in PIedi come di norma, ma basta tener presente 26 palmi = 16 piedi, 13 palmi = 8 piedi ecc) e il curriculum dell’organista, titolare del riesenorgel (organo gigante) della cattedrale di Colonia. La copertina mostra i tre manuali dell’organo e la quarta di copertina una foto dell’organista. Non c’è la foto dell’organo, che pure nella sua monumentalità è stata trascurata.
In conclusione, il CD è veramente godibile e -anche se un po’ di “rubato” in più non avrebbe guastato- e offre un’ampia panoramica sul Vierne “minore” dei Pezzi di Fantasia. Consigliato a chi ama Vierne (e sono molti) e la musica francese a cavallo tra il XIX e il XX sec.
Luglio 2022
Graziano Fronzuto