da Graziano Fronzuto | 3 Feb, 2022 | Musica
I Suoni di Villa d’Este – TIVOLI
La Fontana dell’Organo – La Fontana della Civetta
Coro da Camera del CIMA
CD “Accademia Musicale in Civita di Bagnoregio”
Il CD è in vendita presso il BookShop di Villa d’Este a Tivoli e testimonia il suono dei due principali meccanismi fonoidraulici presenti nella villa stessa: il famoso Organo Idraulico e la Fontana della Civetta.
L’organo idraulico, costruito nel 1567 dai francesi Luc Leclerc e Claude Venard, fu danneggiato nel 1600 e distrutto nel 1700 e di esso non rimaneva che la cassa vuota ma è stato ricostruito da Rodney Briscoe su commissione della competente Soprintendenza nel 1998. Il suo principio di funzionamento si basa sulla caduta dell’acqua dall’alto che trascina con sé anche l’aria; la miscela aria acqua aziona un rullo fonotattico (tipo carillon per intenderci) al di sotto dell’organo mentre in una vasca sottostante l’aria si separa dall’acqua ed alimenta le canne. Questo marchingegno per il suo funzionamento impiega tanta acqua quanta quella consumata nel medesimo tempo di funzionamento da una città come Firenze, per cui nel restauro si è ricorso ad un meccanismo idraulico di ricircolo. Stessa cosa è stata fatta nel restauro della fontana dell’organo dei giardini del Quirinale a Roma, più grande e ricostruito da Barthélémy Formentelli su commissione del Palazzo del Quirinale nel 2000 completo anche di una tastiera e di una registriera per suonarlo come un organo “normale”, cosa non possibile con l’organo di Tivoli che ha solo due rulli fonotattici intercambiabili per poterne azionare le canne.
Nel CD è inciso il contenuto di uno dei rulli: Tillmann Susato “Saltarello”, Antonio Valente “La Romanesca”, Anonimo “La Shy Mizz”, Anonimo “La Doune Celle”. Tutto questo riempie la prima traccia del CD.
Le tracce dalla 2 alla 17 sono la “Historia Jephte” di Giacomo Carissimi eseguita dal Coro del CIMA; le tracce dalla 18 alla 22 contengono di Gerolamo Frescobaldi “Canzona I”, “Partita sopra l’aria di Fiorenza”, “Canzona VIII” “Passagalli”, “Corrente” dal Fondo Chigi Q VIII 205 eseguiti al clavicembalo da Carmen Leoni; la traccia 23 è “Vanitas Vanitatum” di Giacomo Carissimi eseguita dai soprani Ethel Onnis e Lucia Palma.
L’ultima traccia è il suono della fontana della civetta, una uccelliera -dispositivo noto a tutti gli organisti- alimentata con un sistema simile a quello dell’organo, contenuta in una fontana con la statua di una civetta.
Come si vede, di organo c’è ben poco: si sarebbe almeno dovuto incidere anche il secondo rullo fonotattico che contiene altri quattro brani cinquecenteschi tra cui un “Ricercare” di Alessandro Striggio che pare sia stato composto espressamente per quest’organo. Ciò ovviamente senza nulla togliere alle bellissime musiche vocali registrate e magistralmente eseguite, soprattutto dal Coro da Camera del CIMA la cui esecuzione della “Historia Jephte” di Carissimi è memorabile. Si potrebbe arguire che queste erano le musiche dei tempi del cardinale Ippolito d’Este e dei suoi immediati discendenti, ma al di là di questo il CD non è coerente con il suo titolo. Tuttavia documenta assai bene i suoni delle fontane (grazie anche al fatto che per l’incisione sono state chiuse le altre fontane per evitare che gli scrosci disturbassero la registrazione).
Vale la pena ricordare che visitando la Villa, la Fontana dell’Organo suona allo scoccare di ogni ora mentre quella della civetta, dalla parte opposta del giardino, suona alla mezza. Poiché gli scrosci delle fontane vicine disturbano per non dire nascondono i suoni bisogna stare in tempo vicini alle fontane per ascoltarle.
Tornando al CD, il libretto è abbastanza esauriente ed è in Italiano e in Inglese e descrive il funzionamento della fontana dell’organo in ogni particolare; sono anche commentati gli altri brani registrati. Complessivamente non è un capolavoro ma un bel souvenir da portare via da Villa d’Este, la cui visita vale sempre la pena di un viaggio più o meno lungo a Tivoli.
Febbraio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 1 Feb, 2022 | Musica
Giovanni Battista Pescetti (1704-1766)
Complete Keyboard Music
Paolo Bottini
Organo costruito da Pietro Nacchini (1750) della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia
Clavicembalo costruito da Daniele Giani
Organo costruito da Pietro Nacchini (1743) della Chiesa di San Cassiano Martire a Venezia
CD doppio Brilliant Classic
Un nuovo prezioso cofanetto si viene ad aggiungere alla mia collezione. Questo è particolarmente interessante, visto che contiene distribuita su due CD l’opera omnia per tastiera di Giovanni Battista Pescetti (Venezia, 1704-1766) magistralmente eseguita da Paolo Bottini.
Il primo CD contiene 9 delle dieci sonate per Gravicembalo stampate a Londra nel 1739 eseguite all’organo Nacchini (1750) di San Giorgio Maggiore a Venezia; il secondo CD contiene la decima sonata della raccolta eseguita sul clavicembalo dell’auditorium della Casa Organaria Giani di Corte de’ Frari poi contiene la raccolta delle 6 sonate per clavicembalo e le quattro sonate rinvenute e pubblicate nel XX sec da Sandro dalla Libera eseguite all’organo Nacchini (1743) di San Cassiano sempre a Venezia.
La destinazione cembalistica delle sonate è autografa così come l’indicazione “gravicembalo” sta ad indicare un cembalo la cui tastiera è estesa oltre le normali quattro ottave Do1-Do5 spingendosi fino al Fa-1 e al Fa5. All’epoca del Pescetti quasi tutti gli organi avevano estensione di quattro ottave Do1-Do5 con prima ottava “corta” che quindi rendono impossibile l’esecuzione delle Sonate dell’Autore volendo interpretare la dizione clavicembalo nella più ampia eccezione di tastiera (come fanno i Tedeschi col termine klavier). Tuttavia esistono rari organi, tuttora restaurati e ben conservati, con estensione paragonabile a quella del Gravicembalo. E’ questo il caso dei due organi Nacchini scelti dall’interprete, che hanno tastiere estese dal Fa-1 al Fa5 rendendo possibile l’esecuzione del repertorio gravicembalistico.
L’effetto è stupefacente soprattutto nelle sonate in tonalità minore e nei passaggi imitativi, resi con grande gusto e con un’efficace scelta dei registri che non fa rimpiangere la destinazione autografa del clavicembalo, anzi spesso fa pensare alle maggiori capacità timbriche dell’organo rispetto allo strumento di destinazione.
Le sonate sono tutte tripartite (in tre movimenti) ad eccezione delle quattro della raccolta di Sandro dalla Libera, in un movimento solo ciascuna. Ciò precorre indubbiamente la Sonata del periodo Classico e i massimi esponenti di questo tipo di composizione (Clementi, Mozart, Haydn, Beethoven ecc.) e rende ancor più interessante l’ascolto. Peccato che solo una Sonata sia stata eseguita sul clavicembalo, forse sarebbe stato meglio destinare a tale strumento altre 3-4 Sonate nel cofanetto.
Il cofanetto si completa con un esauriente libretto con testo solo in Inglese completo delle foto e della descrizione degli organi (in Italiano). La qualità dell’incisione si giova della perizia tecnica di Federico Savio, mago delle registrazioni anche in ambienti acusticamente difficili come la palladiana Basilica di San Giorgio con le sue ampie cupole la cui acustica è particolarmente ardua.
In conclusione si tratta di un cofanetto particolarmente riuscito che soddisferà l’udito degli appassionati come sempre avviene con le esecuzioni di Paolo Bottini, qui in particolare stato di grazia quasi che il repertorio gli sia più congeniale di tutto il vastissimo repertorio che può vantare. Una freccia che ha centrato particolarmente il bersaglio si aggiunge alle già numerose frecce del suo ammirabile arco.
Maggio 2017
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 12 Gen, 2022 | Musica
ALBERT SCHWEITZER
Johann Sebastian Bach
CD Magic Talent 48045
Albert Schweitzer (Kayersberg, Alsazia, 14 gennaio 1875 – Lambarené, Gabon, 4 settembre 1965) fu un uomo dalla vita complessa e avventurosa; prima di tutto fu un medico missionario, fondando in Africa l’ospedale di Lambarené, fu organista di eccelso livello, fu storico della musica e teologo. Inoltre per le sue altissime benemerenze umanitarie fu insignito del Premio Nobel per la pace nel 1952.
Viaggiò molto, soprattutto per promuovere le attività del suo ospedale e cercare finanziamenti, e durante questi viaggi incise dei dischi che col passare del tempo sono divenuti storici e sono stati riversati su CD per avere un’idea delle sue eccelse interpretazioni. Va detto che a Lambarené aveva a disposizione un Pedalpiano verticale donatogli da alcuni ammiratori e con quello si manteneva in esercizio quando aveva un momento libero.
Il CD di cui parliamo oggi raccoglie una serie di incisioni del 1935 e del 1936 di opere di Bach molto note che ci consentono di avere un’idea abbastanza precisa delle doti artistiche del Dottore (veniva chiamato così).
Il primo brano è la Toccata e Fuga in Re minore BWV 565 registrato il 18 dicembre 1935; segue la Fantasia e Fuga in Sol minore BWV 542 registrata fra il 16 e il 18 dicembre 1935; la Fuga in La minore BWV 543 registrata nell’ottobre 1936; la Fuga in Sol Minore BWV 578 registrata fra il 16 e il 18 dicembre 1935; 7 Corali registrati nell’ottobre 1936. La cosa mi fa particolarmente felice poiché il 18 dicembre è la ricorrenza di San Graziano Vescovo di Tours quindi è il mio onomastico. Sapere che Schweitzer ha registrato dei brani in quella data è emozionante.
Le interpretazioni sono di altissimo livello; certo sono molto lontane da quelle cui siamo abituati attualmente, ma sentire i fraseggi perfettamente portati, i legati impeccabili, gli staccati né troppo secchi né troppo prolungati, la linea melodica (soprattutto nei corali) ben portata e chiaramente udibile senza “sporcature” di sorta rende il CD un documento prezioso.
Il libretto purtroppo è limitato ad una stringata cronologia della vita di Schweitzer; è anche riportato il viaggio in America in occasione del quale tenne delle lezioni-conferenza tra cui quelle cui partecipò la mia insegnante Tina Guglietta che può definirsi a buon diritto sua allieva e che mi ha trasmesso immutato l’amore per Bach del Dottore che fu anche suo.
Tornando ai brani del CD, colpiscono le scelte dei registri, i cambi di tastiera, i ritmi sempre giusti e sempre nobili, che rivelano lo stile del Dottore così personale e così diverso dagli stili degli organisti più recenti. Già il celebre incipit della Toccata e Fuga in Re Minore fa capire tante cose: la scelta dei registri, dei ritmi, dei fraseggi e quant’altro caratterizza il brano tutti trattati con impeccabile maestria e granitica coerenza.
Non stupisce quindi che a settant’anni di distanza dalla registrazione (il CD è del 2005) questi brani incisi da Schweitzer negli anni ’30 del XX sec. vengano riproposti in una collana di vasta diffusione: significa che il Dottore, con le sue interpretazioni, ha ancora molto da dirci e da darci.
Gennaio 2022
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 17 Dic, 2021 | Musica
El órgano de la Capilla Real
Los Tesoros de Palacio
Palacio Real de Madrid
Organista José Luis Gonzales Uriol
Organistas de las Capillas Reales Secc. XVI-XVIII
CD RTVE Palacio Real – Madrid
Il CD di cui parliamo è una autentica rarità dato che è stato realizzato espressamente per gli ospiti del Palazzo Reale di Madrid nel 1995 ed è fuori commercio. Ne sono entrato in possesso grazie a mia sorella Rosanna che ha fatto parte di una delegazione ministeriale per un incontro UE a Madrid cui è stato gentilmente donato e che a sua volta me l’ha ancor più gentilmente regalato e colgo l’occasione per ringraziarla pubblicamente.
Si tratta di una edizione di pregio, degna del Palazzo Reale di Madrid, particolarmente ricco di opere d’arte e che ha saputo conservare come una reliquia il pregevolissimo organo della Cappella Reale (contrariamente a quanto successo a Caserta, nella cui Cappella Reale erano presento ben due organi di Domenico Antonio Rossi, danneggiati durante la guerra e mai più ripristinati, purtroppo).
L’organo è stato costruito da tra il 1756 ed il 1759 da Leonardo Fernández Dávila ma non fu installato in quanto i lavori di decorazione della Cappella non erano stati ancora ultimati. Fu infine ingrandito ed installato dall’organaro di Maiorca (ma di origini svizzere) Jordi Bosch tra il 1771 e il 1772 su commissione del re Carlo III (che era stato precedentemente re di Napoli e fondatore della Reggia di Caserta). Di recente, precisamente nel 1994, è stato sottoposto a restauro conservativo da Gerhard Grenzig ed inaugurato da Montserrat Torrent il 15 novembre di quello stesso anno. L’organo è composto da tre tastiere (dal basso verso l’alto: Cadireta Interior. Ecos, Mayor) e pedaliera ed ha una ricchissima dotazione di ance, sia interne sia en chamade che ne caratterizzano la sonorità.
I brani incisi sono:
Antonio da Cabezon – Pavana con su glosa, Diferencias sobre “el canto llano del caballero”, Diferencias sobre “La Gallarda milanesa”, Tiento del Premier tono
Francisco de Soto – Verso de VI° Tono
Bernardo Clavijo del Castillo – Tiento de segundo tono por Gesolreud
Juan del Vado – Obra -de lleno- de 1° Tono
Sebastian Duron – Primer Tiento de IV° Tono, Gaytilla de Mano izquierda
Diego Xaraba y Bruna – Obra en lleno de 3° Tono
Joaquin de Oxinaga – Fuga de primer modo
Félix Maximo López – Verso de II° Tono, Verso de V° Tono
José de Nebra – Sonata en Fa Mayor, Batalla de Clarines
Juan Sesé – Intento Modo VII°
José Lidón – Sonata IV, Intento a 4 Ave Maris Stella
I musicisti sono stati tutti organisti della Cappella Reale; sono presentati in ordine cronologico e gli ultimi a partire da Oxinaga hanno suonato su questo strumento, mentre i predecessori hanno avuto a disposizione altri organi rimpiazzati da questo. Il nome più noto è ovviamente Antonio da Cabezon cui è stato dedicato molto spazio con ben quattro brani incisi.
Gli altri compositori sono nondimeno interessanti e la scelta dei brani ce ne dimostra il valore, grazie anche all’impeccabile esecuzione di Gonzalez Uriol che dà prova di grande abilità e di profonda sensibilità musicale. Sono rari i dischi in cui si fondono così bene i brani incisi, l’interpretazione dei brani e l’organo. Qui siamo al non plus ultra della fusione tra musica, interprete e organo.
Il voluminoso libretto, che entra a stento nelle guide della shell, è unicamente in Spagnolo ed è particolarmente ricco di notizie sulla storia degli organi della Cappella Reale di Madrid, sui brani incisi e sugli autori. Peccato che non vi sia la disposizione fonica dell’organo, che mi è stata inviata cortesemente dall’organaro restauratore e che riporto per completezza:
ORGANO MAYOR (tercer teclado)
Registros de mano izquierda
Lleno
-Flautado 16’
-Flautado 8’
-Octava 4’
-Violon de Madera 16’
-Violon de Madera 8’
-Docena y Quincena (2’2/3’ + 2’)
-Lleno de 5 hileras
-Nazardos de 4 hileras
-Corneta Tolosana de 3 hileras
Lengüeteria interior
-Trompeta Real 8’
-Fagot de Madera 8’
-Orlo 16’
Lengüeteria exterior
-Clarin de Bajos 8’
-Chirimia 4’
-Violeta 2’
-Orlo 8’
-Viejas de Madera 16’
Registros de mano derecha
Lleno
-Flautado 16’
-Flautado 8’
-Octava 4’
-Violon de Madera 16’
-Violon de Madera 8’
-Tapadillo 4’
-Flauta dulce de Madera 2 hileras (4’)
-Docena y Quincena (2’2/3’ + 2’)
-Lleno de 5 hileras
-Nazardos de 4 hileras
-Corneta Tolosana de 3 hileras
Lengüeteria interior
-Trompeta de Madera 32’
-Trompeta Real 8’
-Fagot de Madera 8’
-Orlo 16’
Lengüeteria exterior
-Trompeta Magna 16’
-Clarin Primero 8’
-Clarin Segundo 8’
-Chirimia 4’
-Orlo 8’
-Viejas de Madera 16’
PEDAL
-Contras 16’
-Contras 8’
-Tambor y Timbal
-Temblor Suave
-Temblor Fuerte
ECOS (segundo teclado)
Registros de mano izquierda
Lleno
-Flautado 8’
-Violon de Madera 8’
-Tapadillo 4’
-Lleno de 3 hileras
-Nazardo de 3 hileras
Lengüeteria
-Trompeta Real 8’
-Bajoncillo 8’
-Imitacion Voz Umana en Ecos 8’
Registros de mano derecha
Lleno
-Flautado 8’
-Violon de Madera 8’
-Tapadillo 4’
-Flauta Traversa de Madera 8’
-Lleno de 3 hileras
-Cimbala de 4 hileras
-Corneta de 6 hileras
Lengüeteria
-Trompeta Magna 16’
-Trompeta Real 8’
-Clarin 8’
-Chirimia Alta 4’
-Imitacion Voz Umana en Ecos 8’
CADIRETA INTERIOR (primer teclado)
Registros de mano izquierda
Lleno
-Flautado Violon 8’
-Tapadillo 4’
-Quincena 2’
-lleno de 3 hileras
Lengüeteria
-Trompeta Real 8’
-Voz Humana a la Franzesa 8’
Registros de mano derecha
Lleno
-Flautado Violon 8’
-Tapadillo 4’
-Quincena 2’
-lleno de 3 hileras
-Octava de Corneta
-Corneta de 4 hileras
Lengüeteria
-Trompeta Real 8’
-Imitacion de Voz Humana en tono de Trompeta Magna 16’
-Voz Humana a la Franzesa 8’
Come si vede, si tratta di un tipico organo classico Spagnolo, con i Llenos (ripieni) e le Lengüeterias (batterie di ance) presenti su ciascuna tastiera e di cui i brani incisi danno nobile prova. Il CD è pregevolissimo ed è un vero peccato che non sia mai stato disponibile sul mercato. In conclusione, avere questo CD nella propria collezione è un vero privilegio di cui ancora una volta ringrazio mia sorella Rosanna.
Dicembre 2021
Graziano Fronzuto
da Graziano Fronzuto | 12 Dic, 2021 | Musica
Organista Luigi Benedetti
Coro femminile Gregoriano “in Dulci Jubilo”
Cappella Musicale della Cattedrale di Verona, direttore Alberto Turco
CD Bongiovanni GB 5043-2
Il CD di cui parleremo oggi è stato registrato in occasione dell’inaugurazione del restauro degli organi storici della Cattedrale di Verona (collocati nelle navate laterali all’altezza del presbiterio) rispettivamente un Domenico Farinati del 1909 in cassa cinquecentesca (che aveva contenuto precedentemente un organo antegnatesco) a sinistra e un Costanzo Antegnati del XVI sec. a destra nella sua cassa originale. Il restauratore è stato Barthélémy Formentelli che ha eseguito i lavori nel 2003.
Quindi si tratta di un disco di quasi venti anni fa, ma tuttora in catalogo presso la casa editrice. Il disco dà anche e soprattutto l’occasione di ascoltare Luigi Benedetti, organista di valore a lungo titolare del Grande Organo del Duomo di Milano ma che ha inciso pochissimi dischi talvolta non da solo come in questo caso.
La prima parte del CD è dedicata all’organo Antegnati e si apre con l’Exultavit cor meum per organo solo di Giovanni Gabrieli, prosegue con il Gloria in Excelsis (versetti dispari organo solo, versetti pari: Canto Gregoriano) di Giovan Battista Fasolo, la Toccata in Sol di Giovanni Gabrieli, l’Ave Maris Stella (versetti dispari Canto Gregoriano, versetti pari organo solo) di Giovan Battista Fasolo, la Canzona Francese ancora di Giovanni Gabrieli, il Magnificat Octavi Toni (versetti dispari organo solo, versetti pari: Canto Gregoriano) ancora di Giovan Battista Fasolo.
La seconda parte del CD è dedicata all’organo Farinati e inizia con i Sei Versetti per il Gloria per organo solo di Vincenzo Petrali, la cui edizione moderna è stata curata dallo stesso Benedetti per i tipi della Carrara, prosegue con l’Ora Mistica e l’Ora Gloriosa di Marco Enrico Bossi e si conclude con il Te Deum del compositore veronese Davide Begalli con i versetti dispari affidati all’organo solo e i versetti pari al coro a quattro voci della Cappella Musicale della Cattedrale di Verona diretta da Alberto Turco.
Naturalmente non sfugge l’eterogeneità dei brani incisi sebbene mitigata dal fatto di aver scelto due soli autori per la parte dedicata all’organo Antegnati e tre per quella dedicata all’organo Farinati, ma si deve tener conto che si trattava di un concerto inaugurale in cui si voleva dimostrare le capacità degli organi appena restaurati sia da soli che in accompagnamento. Sembra che la differenza di diapason e di intonazione abbiano impedito di suonare gli organi insieme (cosa che comunque avrebbe aggiunto altra carne al fuoco del già ricco arrosto del contenuto del CD). Ottima comunque la scelta di inserire brani “alternatim” con versetti affidati alternativamente al coro e all’organo secondo un’antica prassi esecutiva che ha avuto moltissimi proseliti ma che è praticamente caduta completamente in disuso nel XIX sec.
La tradizione è stata ripresa nel pregevole Te Deum di Davide Begalli, compositore locale, i cui cenni biografici si possono leggere QUI, molto noto ed apprezzato ai suoi tempi poi caduto ingiustamente nel dimenticatoio, forse anche a causa che moltissime delle sue composizioni non furono mai pubblicate.
Il CD, registrato abbastanza bene ma non ottimamente (si tratta pur sempre di una presa dal vivo), permette comunque di giudicare le caratteristiche foniche dei due organi, dato che nonostante le ingenti spese di restauro sembra che non vengano usati troppo spesso a causa della loro collocazione, tanto da indurre il Vescovado ad acquistare un piccolo organo meccanico collocato a terra vicino al coro delle normali funzioni.
L’organo Antegnati, con base 16’, con i suoi timbri cinquecenteschi, appare brillante e sufficientemente sonoro nonostante la vastità della cattedrale, merito anche del ripristino dell’intonazione operato al meglio da Formentelli; l’organo Farinati, anch’esso con base 16’ al Grand’Organo e un Espressivo particolarmente ricco, ha timbri tardoromantici molto marcati che vengono esaltati non tanto dai Versetti di Petrali (concepiti per un organo Serassiano) ma dai brani di Bossi e dal Te Deum di Davide Bigalli. Qui si deve fare un appunto all’organista che ha inserito i brani di Petrali, pur sapendo che non erano adatti all’organo, per la ragione che lui stesso li aveva revisionati e ripubblicati (li aveva incisi anche nel CD Priory “Great European Organs n.38” dedicato al Duomo di Milano e in una musicassetta Carrara insieme a brani di Filippo Capocci anch’essi revisionati e ripubblicati da lui). Insomma prezzemolo per ogni minestra servita da Benedetti, anche quando è preferibile non metterlo.
Tornando al CD, l’edizione è secondo gli elevati standard di Bongiovanni. Il libretto, in Italiano e in Inglese, è sufficientemente dettagliato e riporta la storia degli organi della cattedrale veronese nonché le rispettive disposizioni foniche. Vengono precisate anche le rispettive trasmissioni: meccanica (Antegnati) e tubolare (Farinati), ripristinata funzionalmente nel corso del restauro.
Personalmente ho trovato notevole la presenza di un coro gregoriano interamente femminile, più unico che raro, probabilmente nato per ricordare la musica corale nei monasteri femminili del Rinascimento e del Barocco, che non sfigura affatto anzi rende il disco prezioso.
In conclusione, vale la pena di avere questo CD nella propria collezione per i suoi pregi e i suoi meriti che superano largamente i difetti e le lacune.
Novembre 2021
Graziano Fronzuto